17 Gennaio, 1915

L'alba di un genocidio

Il 17 gennaio si conclude la battaglia di Sarikamiş, l’ultima disfatta a Karaurgan è fatale al malconcio esercito turco.
Gli ottomani vengono respinti lungo tutto il fronte del Caucaso, ma sulle montagne innevate la caotica ritirata si trasforma in catastrofe: la Turchia conta circa 70.000 vittime, in troppi sono morti congelati o durante la precipitosa fuga verso ovest. Aggiungendo i feriti e i dispersi il numero cresce a dismisura.
Il delirante piano di Enver Pascià esplode tra le mani del suo ideatore. Le colpe sarebbero tutte sue, non c’è discussione, ma è più comodo scaricarle su qualcun altro. L’infallibile Enver Pascià trova negli armeni il perfetto capro espiatorio; il perché dev’essere noto solo a lui. È l’alba di un genocidio: si comincia dai soldati, disarmati e fucilati in massa; poi si passa ai civili. Ancora oggi, a un secolo di distanza, Istambul nega tutto.

Con il fronte persiano figlio di un Dio minore, all’Impero ottomano resta una sola possibilità di salvare la faccia: la conquista di Suez.

L’offensiva è quasi pronta partire, ma la censura anglo-egiziana è una macchina portentosa: non esiste una sola persona a ovest del canale preoccupata di quest’eventualità. Del resto perché dovrebbero? I giornali parlano chiaro: l’esercito turco è piccolo, male addestrato, male armato e non sopporta gli ufficiali tedeschi; potrebbe addirittura ribellarsi. Al Cairo e ad Alessandria vivono tutti beati nella propria ignoranza.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Fronte occidentale

  • I tedeschi attaccano vicino Autrêches, a nord Ovest di Soissons, ma sono respinti.
  • I tedeschi attaccano Bois le Prêtre (vicino Pont-à-Mousson) catturandola.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Fine della battaglia di Sarikamiş, nel Caucaso: la sconfitta ottomana si trasforma in una catastrofe quando i turchi cercano di ritirarsi attraverso le montagne innevate.
  • Nuova sconfitta turca a Karaurgan, nel Caucaso.

Operazioni navali

  • Il sottomarino francese “Saphir” viene affondato nei Dardanelli.

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori