9 Marzo, 1915

Italia ombelico della diplomazia.

Il Governo italiano consegna ai diplomatici della Triplice Intesa un memorandum chiaro, cristallino: in cambio dell’entrata in guerra Roma dovrà ottenere almeno il Trentino, il Sud Tirolo, Trieste, Istria e parte della Dalmazia.
Sono le stesse richieste fatte pervenire agli intermediari tedeschi: nuovi confini, dominio dell’Adriatico e di una buona fetta di Mediterraneo.
La Germania ci accontenterebbe senza grossi problemi, tanto non sono territori suoi; ecco, l’Austria-Ungheria è un po’ meno convinta. Ma a Berlino hanno intuito un paio di cose: la propaganda non è piaciuta all’opinione pubblica italiana, il Belpaese è a pochi passi dall’entrare in guerra e, contro quest’Impero asburgico, ha più di una chance.
La Germania pressa Vienna: niente storie, bisogna aprire i negoziati.
Seppur riluttante, il 9 marzo l’Austria-Ungheria accetta di trattare con Roma.
Ma la proposta asburgica è ben distante dalle richieste italiane. Burian, Ministro degli esteri asburgico, mette sul tavolo Trento e poco altro.

In più i nuovi territori verranno concessi solo a guerra conclusa e non ci saranno ulteriori compensazioni in caso di espansione austro-ungarica nei Balcani.
Siamo a dir poco lontani persino dall’incontrarci a metà strada. Noi vorremmo tutto e subito e tornare a valutare gli equilibri alla fine del conflitto. A queste condizioni trovare un accordo è pura utopia, un miraggio.

Più chiaro il futuro ateniese. Dopo tre giorni d’incertezza la Grecia chiude la crisi politica e cambia rotta: Gounaris, il principale rivale di Venizelos, è nominato Premier. Intanto da Londra è giunta la scarna giustificazione inglese all’occupazione di Lemno: necessità militari. Siamo a un solo grado di parentela con l'invasione tedesca del Belgio.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il Governo austro-ungarico accetta, dopo molte tergiversazioni, di negoziare con l'Italia la cessione di territori ora appartenenti all'Impero.
  • Il Governo italiano presenta all’Intesa un memorandum contenente le richieste minime italiane in cambio dell’entrata in guerra (Trentino, Sud Tirolo, Trieste, Istria e parte della Dalmazia).
  • Il Governo inglese introduce il controllo sui lavoratori addetti alla produzione delle munizioni.
  • Il Governo inglese risponde al Governo greco riguardo l’occupazione di Lemno, adducendo come motivazione necessità militari.
  • Re Costantino nomina Gounaris nuovo Premier della Grecia.

Fronte occidentale

  • I francesi guadagnano terreno nel distretto Parthes-Mesnil.
  • Combattimenti pesanti tra Four-de-Paris e Bolante.

Fronte orientale

  • Nuova offensiva tedesca vicino Przasnysz.

  • I russi avanzano a nord di Osowiec.
  • Le artiglierie pesanti fanno fuoco lungo il fiume Narew.
  • Gli austro-ungarici falliscono l’attacco nei Carpazi.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Finisce il bombardamento britannico di Smirne.

Operazioni navali

  • Il sottomarino U12 colpito e affondato dall’inglese H.M.S. “Ariel”.

 

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori