Baghdad non è per tutti
Siete al mare, la sabbia scotta e correte a zig-zag, saltellate impazziti da un ombrellone all’altro. È un supplizio capitato a tutti. Ecco, ora immaginate di doverlo fare tutto il giorno, anzi dovete farlo per due settimane, ma senza il refrigerio dell’ombra, spesso senza acqua, né cibo. Penserete: “Ok, ma i soldati hanno gli scarponi”. No, perché a molti sono stati rubati. La guarnigione britannica di Kut al-Amara ha camminato scalza, nel rovente deserto iracheno, fino a Baghdad. Il sole ha bruciato tutto il bruciabile e le sofferenze risparmiate dal clima le hanno inflitte i guardiani turchi, brutali. Il 18 maggio, quando i prigionieri arrivano nella capitale irachena, la metà di loro ha già lasciato questa valle di lacrime; la marcia ne ha uccisi circa 5.000.
Anche gli italiani se la passano male: l’offensiva austro-ungarica esonda, le perdite schizzano alle stelle e siamo costretti a evacuare le postazioni a Zugna, Monte Maggio e Soglio D’Aspio. Ci ritiriamo verso sud, tramortiti, provati, disgraziati.
In mezzo a tanta sofferenza gli eccessi della propaganda fanno sorridere amaro, sembrano scherzi puerili, battute di dubbio gusto. La Germania gongola, annuncia soddisfatta una diminuzione nelle razioni Alleate: “I nostri nemici sono sfiniti”. L’Agenzia Stefani risponde con una prodezza: “Non è vero, al contrario i soldati si sono lamentati di ricevere troppa carne”. Certo, come non immaginarsi un fantaccino stremato rifiutare un pasto extra? Fantasia fuori luogo, affermazione meno credibile di un unicorno arcobaleno. Certe bugie offendono.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Balfour fa una dichiarazione sulla supremazia navale britannica.
- Iniziano i lavori della la Commissione Reale sulla ribellione irlandese.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: respinto l’attacco tedesco sulla Hill 304 e nella foresta di Avocourt.
Fronte italiano
- Gli italiani evacuano Zugna Torta e si ritirano dal Monte Maggio-Soglio D’Aspio (Trentino).
- Nella zona dell’Adamello le truppe italiane occupano la testata della valle dell'alto Sarca e le alture contigue.
Fronte asiatico ed egiziano
- I britannici bombardano Al-Arish (nord del Sinai).
Fronte d’oltremare
- I britannici avanzano a Para e nel distretto montuoso di Usambara (Africa orientale tedesca).
Parole d'epoca
L'attacco al ridottino
di Caterino Nazari, militare, tenente di Artiglieria
Tempo bello. Alle ore 4 del mattino il nemico inizia un violento fuoco d'artiglieria con tutti i calibri su queste posizioni. Prepara un attacco contro il ridottino. Un grosso calibro di lunga gittata tira alcuni colpi a granata su Asiago. Noi abbiamo avuto sveglia alle ore 2 ant. Tutta la giornata il nemico spara con una violenza inaudita, terribile, ma fortunatamente non reca gravi danni. Alle ore 19 il nemico tace, allora iniziamo noi il fuoco con tutte le batterie. Il nemico tenta l'attacco per tre volte durante la notte ma è respinto. Alle ore 23 circa vediamo il cielo rosso per un incendio sviluppatosi in direzione Camporosà Lucerna. La piccola chiesa in legno al T. è rovinata per una granata nemica. Alle ore 3 cessa il fuoco essendosi ritirato il nemico. La mia batteria ha sparato 32 granate.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Nella zona dell’Adamello, le nostre truppe fecero ricco bottino di armi, di munizioni e di materiali abbandonati dal nemico ai passi di Topete, di Fargorida.
Nella giornata del 17, i nostri alpini estesero la conquista della cresta a nord di Forgorida fino alla zona del Mattarott alle sorgenti del Sarca.
In Valle di Ledro, dopo intenso fuoco di artiglieria durato tutta la notte sul 17, all' alba il nemico attaccò le nostre posizioni sulle pendici di Monte Pari: fu respinto con gravi perdite.
In Valle Lagarina, ieri l' avversario rinnovò con numerose e potenti batterie il bombardamento delle nostre posizioni sulla Zugna Torta; indi lanciò altri cinque violenti attacchi, ributtati ogni volta con perdite sanguinose.
Nella zona tra Valle Terragnolo e Alto Astico, continua ininterrotto il fuoco delle artiglierie nemiche contro le posizioni della nostra linea principale di resistenza. Furono respinti i consueti attacchi diversivi in Valle S. Pellegrino e nella zona della Marmolada, al passo di Fedaia (Alto Avisio) e nell' Alto Cordevole.
Sull' Isonzo, attività moderata delle artiglierie.
Nel settore di Monfalcone, con brillante contrattacco, le nostre truppe riconquistarono un tratto di trincea rimasto al nemico nell' azione del giorno 15.
Firmato: CADORNA





