"Naturalmente senza costrutto"
«Naturalmente senza costrutto. Sembra il motto di tutte le azioni susseguitesi nel saliente di Ypres. Perdita e recupero di trincee avanzate, raffiche di ferro e fuoco senza precedenti, esplosioni di mine, olocausti di fanterie. Ma il saliente non muta, la situazione sembra inalterabile. Naturalmente senza costrutto». Marcello Prati tratteggia questo bozzetto su La Stampa, ma il concetto è applicabile a tutto il fronte occidentale. Sì, c’è un continuo scambio di posizioni, un movimento perpetuo, una volta a vantaggio dei tedeschi e quella successiva favorevole agli Alleati, ma in sostanza non cambia mai nulla. A Vimy i due schieramenti si palleggiano le trincee da settimane, stesso discorso a Verdun. E a guardar bene anche il paesaggio si assomiglia ovunque: «Il saliente è umanamente un orrore, una città morta al suo centro, scheletri di cascine e di villaggi intorno e una campagna vaiolata di crateri».
La battaglia di Verdun ha ripreso abbrivio, i tedeschi hanno lanciato l’ennesima massiccia offensiva, cancellando i recenti progressi francesi a Fort Douaumont. La battaglia infuria spietata da Thiaumont a Cumières.
In Germania Bethmann-Hollweg risponde alla recente intervista di Sir Edward Grey. Il Cancelliere respinge al mittente le accuse di imperialismo: «Chi è più militarista di Inghilterra e Francia, i due maggiori imperi coloniali?» È l’eterno gioco del “senti da che pulpito”.
A proposito di colonie: il 23 maggio i britannici occupano El Fasher, capitale del Darfur. Il Sultano ribelle Ali Dinar è costretto a fuggire a Jebel Marra.
Sul fronte italiano continua la ritirata del regio esercito fra l’Astico e il Brenta e in Valsugana.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Bethmann-Hollweg risponde a Sir Edward Grey.
- Londra: voto di credito per 300,000,000 di sterline.
- Il Governo inglese notifica a quello russo il riconoscimento dell’accordo franco-inglese Sykes-Picot come eventuale ripartizione dell’Asia minore.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: assalto tedesco sul fronte Thiaumont-Douaumont e a Cumières.
Fronte italiano
- Gli italiani si ritirano fra l’Astico e il Brenta e in Valsugana.
- Nel pomeriggio viene respinto il primo attacco austro-ungarico al Passo Buole.
Fronte asiatico ed egiziano
- I britannici occupano El Fasher, capitale del Darfur.
- Ali Dinar fugge a Jebel Marra.
Parole d'epoca
Un morto mi fa da cuscino
Duilio Faustinelli, caporale
Arrivammo circa mezza notte al posto destinato, giungiamo ai piedi del famoso monte Lonarini, a est di Asiago, e lì abbiamo fatto sosta fino la mattina sotto l'imperversare del furibondo cannoneggiamento d'ambe le parti e noi al momento si troviamo in una zona ignota sensa pratica. Al mattino mi rialso e mi accorgo che quasi quasi un morto mi faceva da cuscino, mi guardo d'intorno; in una specie di valoncello c'erano i morti accatastati, cera un mosto confuso tra nostri e Austriaci, un giorno prima in quel detto posto ci fu stata una vera battaglia alla baionetta, dei nostri faceva parte la Brigata Forlì che è stata decimata, poi in quel posto quelli adetti a costruire le proprie fosse lunghe per poi sepelirli alla belle meglio, li buttavano giù due, tre, uno sopra l'altro; faceva veramente impressione.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.
DAL FRONTE
Tra Garda ed Adige sono segnalati ammassamenti di truppe nemiche nella zona di Riva ed attività aerea dell' avversario sul Baldo.
Dall' Adige all' Astico semplici avvisaglie di nuclei in ricognizione. Tra Astico e Brenta ed in Valle Sugana, ricacciati nella giornata del 22 gli attacchi nemici contro le nostre linee avanzate, ieri le nostre truppe ripiegarono gradatamente sulle linee principali di resistenza. Il movimento fu eseguito in perfetto ordine, fuori della pressione del nemico. Nell' Alto Cordevole un nostro reparto espugnò una importante posizione nemica sul Monte Sief prendendovi una cinquantina di prigionieri tra i quali un ufficiale, armi e munizioni. Lungo la rimanente fronte azioni delle artiglierie, più intense nell' Alto But, sulle alture a nord-ovest di Gorizia e nel settore di Monfalcone.
Radi velivoli nemici lanciarono qualche bomba in località della pianura veneta: poche vittime, nessun danno.
Firmato: CADORNA





