13 Giugno, 1916

Rivive l'incubo austro-ungarico

Ma quale troppo anziano?! Paolo Boselli «ha la vecchiezza verde». Detta così sembrerebbe una parodia, un trailer di Maccio Capatonda. Constatata quale fosse la prima scelta del Re, i giornali hanno fatto inversione e si sono allineati.
Il tentativo di sbrogliare la matassa, di ricomporre i cocci, spetterà a Boselli. Il decano ha già qualche idea, quindi sonda subito gli umori di Bissolati e Sonnino; l’altro cardine del suo progetto vorrebbe fosse Orlando. Sicuri esclusi i socialisti ufficiali, contrari alla guerra fin dal principio.

Al fronte si continua a ribattere colpo su colpo. L’offensiva austro-ungarica ha ormai perso lo slancio, gli attacchi coinvolgono aree sempre più ristrette. D’altra parte la nostra controffensiva deve ancora carburare, trovare l’abbrivio giusto.
Vienna è in una posizione scomoda: bloccata in Italia, vede i suoi eserciti orientali arretrare di gran carriera lungo i circa 400 chilometri tra il Pripyat e la Bucovina. In più ci sarebbe da affrontare l’imbarazzante numero delle diserzioni, in impennata costante, soprattutto tra le nazionalità minoritarie dell’Impero.

Il 13 giugno i russi occupano Torchin e raggiungono il fiume Stokhod, a ovest di Lutsk; Chernivtsi è sempre più sul filo del rasoio.
L’Austria-Ungheria rivive un incubo, senza un rimedio in tempi rapidi rischia di essere buttata fuori dalla guerra. E allora guarda a Berlino. Il Capo di Stato Maggiore Conrad ha messo da parte l’orgoglio e ha chiesto aiuto al suo omologo tedesco, il Generale Falkenhayn. Il problema è uno: Falkenhayn non ha nessuna intenzione di fermare il massacro di Verdun per salvare ancora l’alleato, anche perché non ha mai approvato la Strafexpedition in Italia. Farà un po’ il prezioso e alla fine mobiliterà parte delle riserve, ma solo a patto di porre tutte le forze asburgiche sotto il diretto Comando tedesco. Conrad è furente, eppure dovrà ingoiare l’umiliazione.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Italia: l’on. Boselli viene incaricato di formare il nuovo Governo.
  • Il Consiglio dei Ministri di Grecia, presieduto dal Re, valuta la smobilitazione generale dell’esercito.

Fronte occidentale

  • Fine della battaglia del Monte Sorrel. I canadesi riprendono le posizioni perse a Ypres il 2 giugno.

Fronte orientale

  • I russi vengono respinti a Baranavičy (110 km. a nord di Pinsk), ma prendono Torchin, raggiungono lo Stokhod (vicino Lutsk) e guadagnano terreno nella regione di Chernivtsi; annunciati 6.000 prigionieri.

Fronte meridionale

  • Una squadra degli Alleati bombarda la costa bulgara.

Fronte d’oltremare

  • I britannici prendono Langenburg (l’odierna Tukuyu, Lago Nyasa). Evacuazione di Tanga (Tanzania) da parte dei tedeschi.

Parole d'epoca

Fucilato per codardia

di Paolo Ciotti, 116° reggimento fanteria, brigata Treviso

Dal Tribunale del Corpo di Armata era stato condannato a morte un bersagliere. L'esecuzione doveva aver luogo all'alba del giorno 12, ed a essa dovevano assistere le rappresentanze di tutte le truppe a riposo. Ma l'assistervi era una cosa non piacevole, e allora si pensò di estrarre a sorte il nome dell'Ufficiale che con il suo Plotone si sarebbe recato alla triste cerimonia.
Dalla prova sortì il mio nome, e all'alba, verso le  4, mi recai coi miei soldati sul posto dove c'erano già molte truppe regolarmente inquadrate coi propri Ufficiali e che vennero disposte a rettangolo nella vasta radura. Il condannato non era ancora giunto. Quando arrivò in autocarro fra tre o quattro carabinieri; urlava e gemeva come un fanciullo.
Fu fatto scendere, e, sorretto da alcuni soldati, messo a sedere su di una sedia. Intanto un Ufficiale Superiore lesse la sentenza, al che tutta la truppa presentò le armi. L'imputato era reo di codardia: mentre il suo reparto si recava in linea, egli si impaurì per lo scoppio di una granata e non volle più proseguire. Diceva ancora l'imputazione che fu dovuto condurre in trincea alcuni giorni dopo per mezzo dei carabinieri.

 

Aveva una condanna precedente di tre anni, per diserzione. Il condannato (di Girgenti) venne bendato; era in uno stato pietoso, non si reggeva sul tronco, parlò col prete e prima che la squadra di esecuzione facesse fuoco, volle alzarsi e orinare: “Lasciatemi almeno orinare, disse, e invocava sempre la mamma. Alla prima scarica cadde in avanti emettendo tre grida: ah, ah, ahhhhh!, di cui  l'ultima più lunga e più fioca. Il Tenente Medico si avvicinò e ne constatò la morte. La lugubre cerimonia era cessata, che già spuntavano le prime luci del giorno. L'impressione mia fu relativa, perché al fronte avevo assistito a casi ben più compassionevoli. Quel disgraziato, se non altro, morì subito.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

 

DAL FRONTE

Fra Adige e Brenta intense azioni delle artiglierie e progresso della nostra avanzata tenacemente contrastata dall' avversario.
In Valle Lagarina con brillante attacco, efficacemente preparato dalle artiglierie, espugnammo la forte e munita linea che dall' altura del Parmesan ad est di Cima Mezzana risale lungo tutto il Rio Romini. Tosto il nemico lanciò contro le nostre nuove posizioni insistenti contrattacchi che furono tutti respinti.
Lungo la fronte Posina-Astico intenso bombardamento da entrambe le parti: fanterie nemiche penetrate in Molisini furono scacciate ed inseguite da nostri tiri aggiustati. Sull' Altipiano di Asiago situazione immutata. In Valle Sugana la notte sul 12 ed il mattino successivo reparti dell' avversario che tentavano di avanzare ad est del torrente Maso furono respinti con numerose perdite. In Carnia e sull' Isonzo consueta attività delle artiglierie e di piccoli reparti. Un tentativo di attacco del nemico nella zona di Monfalcone fu prontamente represso dal nostro fuoco.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori