14 Giugno, 1916

Riattizzato l'interventismo rumeno

Quanto la propaganda sia vissuta come un dovere dagli stessi giornalisti, autoimposta, è evidente il 14 giugno, quando i corrispondenti italiani in Francia sentono il bisogno di far pubblicare un comunicato speciale, dove spiegare la crisi senza fraintendimenti, dove garantire l’idea di incrollabile fede nella guerra nazionale. Poi l’auspicio, comune a tutti i giornali: bisogna chiudere in fretta questa parentesi, «con vantaggio dell’Italia, soddisfazione degli Alleati e con la delusione dei nemici».
A Parigi si apre la conferenza economica interalleata. A presiederla è il padrone di casa Clémentel«I Generali preparano le nuove offensive, noi Ministri del commercio prepariamo la difensiva futura». Si parlerà tanto dell’immediato dopoguerra, della mutua assistenza, di come unificare e coordinare le misure economiche dei singoli Stati. Ma in sostanza non si prenderanno decisioni, ci si limiterà a cercare proposte da dover poi sottoporre all’approvazione dei vari Parlamenti.


Sul fronte orientale lo svilupparsi dell’offensiva russa e in particolare i successi in Bucovina, tra il Prut, il Dnestr e i Carpazi, hanno riaperto interessanti scenari geopolitici. In Romania le ripercussioni non si lasciano attendere: i partiti interventisti rialzano testa e volume della propaganda. Il Times mette però in guardia l’opinione pubblica Alleata: «Attenzione, non dobbiamo lasciarci trascinare dalle fervide immaginazioni accese dai successi russi. Non bisogna aspettarsi l’impossibile». Il giornale non vuole sminuire l’impatto dell’offensiva, si limita a una constatazione: comunque vadano le cose non basterà a chiudere la guerra; per i pronostici bisogna aspettare e capire le intenzioni di Hindenburg.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • A Parigi si apre una conferenza economica interalleata con un discorso del Premier francese Briand, che inneggia alla più stretta cooperazione politica ed economica degli Alleati. La conferenza sarà presieduta da Clémentel.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: i tedeschi prendono 700 prigionieri vicino Thiaumont Farm.

Fronte orientale

  • I russi seguitano ad avanzare su tutta la fronte ed occupano Snjatyn.
  • Combattimenti a Lokachi e Kolky (area di Lutsk); annunciati 31.000 prigionieri.

Fronte italiano

  • Nel settore di Monfalcone gli italiani espugnano trincee austro-ungariche, catturando prigionieri e materiale.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I russi riguadagnano il terreno perso vicino Çoruh (Sud-ovest di Trebisonda).

Fronte d’oltremare

  • Prosegue l'avanzata delle truppe britanniche nell’Africa orientale tedesca.

Operazioni navali

  • I russi attaccano un convoglio tedesco nel Baltico, affondando un incrociatore ausiliario, due torpediniere e alcuni piroscafi.

Parole d'epoca

Il 13esimo Fanteria

di Giuseppe Abate

Siamo qui così vicini al nemico, che spesso sentiamo gli urli dei soldati austriaci, croati, czechi, che fanno rissa tra loro, e qualche volta anche i gemiti di alcuno di essi che per indisciplinatezza commessa, a quanto ci è stato raccontato da prigionieri, viene ucciso in trincea stessa!... Siamo così vicini al nemico, che poggiando l'orecchio al muro sentiamo chiaro e cadenzato il picchiettio delle loro mazze e de' loro martelli perforatori, allorché scavano gallerie, caverne, tane di volpe, approcci.... Siamo così vicini che talvolta con muta vicenda ci lanciamo, legati ad un sasso, cartelli acri di sfida e di sprezzo, opuscoli satirici e talora vocali inviti a la resa!... Qui è una vera strana miomachia, i cui avversari si sentono, si offendono, son vicinissimi, e pur non si vedono!... E stamani gli austriaci non han sentito, non han visto, non han turbato la graziosa festicciuola, che ad una cinquantina di metri da loro si svolgeva nella nostra trincea! L'ora mattutina, di solito calma, ci è stata propizia.... Una ristretta dolina ha accolto un centinaio di Soldati ed una dozzina di Ufficiali tutti silenziosi ne la solennità del momento, ne la severità del luogo.

 

DAL FRONTE

Sulla fronte del Posina, la sera del 12, dopo violenta preparazione delle artiglierie, il nemico lanciò attacchi in direzione di Forni Alti, di Campiglia, di Monte Ciove e di Monte Brazome. Fu dovunque respinto con perdite gravi. Nella giornata di ieri, l' avversario si limitò a bombardare con numerose batterie di ogni calibro le nostre posizioni lungo tutta la fronte dall' Adige al Brenta e specialmente nella zona di Monte Novegno. Le nostre truppe ressero saldamente alla violenza del fuoco nemico e respinsero nuclei di fanteria che tentavano di avanzare. Nell' Alto Boite contrattacchi diretti a ritoglierci i progressi ultimi da noi compiuti a nord di Podestagno, fallirono completamente. Nell' Alta Sella e in Valle Seebach, piccoli scontri a noi favorevoli. Sull' Isonzo nessun importante avvenimento.

Firmato: CADORNA

 

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori