15 Giugno, 1916

Ad Asiago sta cambiando il vento

Governo di unità nazionale sì, ma fino a un certo punto. Dopo quella dei socialisti ufficiali arriva la seconda esclusione dal futuro Gabinetto: i giolittiani resteranno fuori. In molti non gli hanno ancora perdonato le incertezze sulla nostra entrata in guerra e fa niente se poi si sono sempre allineati con la maggioranza, sostenendo le scelte del Ministero.
Inevitabili le polemiche. Un anonimo esponente giolittiano fa notare la contraddizione di questa scelta con i motivi stessi della crisi politica: «L’obiettivo dichiarato era di costruire Governo di unità nazionale, rappresentante tutti i partiti». Non sarà così, è evidente.

Sull’altopiano di Asiago gli ultimi assalti austro-ungarici vengono respinti, gli italiani contrattaccano con successo.
Sempre più critiche le condizioni di Vienna sul fronte orientale: i russi hanno tagliato la ferrovia per Chernivtsi e avanzano a nord-ovest della città. Pietrogrado però non ha ancora deciso se far supportare la manovra di Brusilov anche da un’offensiva del Generale Evert, più a nord. Tentennamenti rischiosi.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: i francesi prendono una trincea a le Mort Homme e respingono un pesante contrattacco al bosco di Caillette.

Fronte orientale

  • I russi avanzano a nord-ovest di Chernivtsi; duri scontri al centro.

Fronte italiano

  • Gli austro-ungarici vengono respinti sull’altopiano di Asiago, gli italiani effettuano un contrattacco con successo.

Fronte meridionale

  • Attività d’artiglieria nella regione di Salonicco.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Duri combattimenti a Saripul (Persia).
  • Assalto della cavalleria britannica ai danni delle tribù mesopotamiche.

Fronte d’oltremare

  • I britannici mettono in sicurezza un ponte a Korogwe (ovest di Tanga, Africa orientale tedesca) e occupano un'isola sul Lago Victoria.

Parole d'epoca

Venticinque frustate

di Giuseppe Garzoni, militare, 6° reggimento bersaglieri

In quel giorno lì a mezzo giorno i gendarmi avevano menati anche i due scappati il 12 giugno che a  mezzo giorno li abbia dopo date tante nervate com'era il loro costume di barbari. Quando stettero lì I ora non davano segni di vita li lascio cadere a terra e poi non soddisfatti ancora li buttarono il resto dell'acqua che avevano nel secchio. Visto che davano segni di vita li presero, li metterono su una panca il tenente scominciò a darci venticinque nervate a testa. Dopo stanco lui li diede al caporal maggiore dei fantieristi che li dasse un poco. Visto che li davava piano li prese il nervo fuori di mano e li diede lui a tutti e due. Loro erano legati le mani. I gridi che davano come tante belve facevano compassione anche al più carnefice del mondo. Poi li portarono in baracca. La sera di nuovo li attaccano al palo e li lasciarono più di prima legati più male. Quando li lasciarono le corde cadde per terra e non dava segno di vita. Li buttarono dell'acqua ma era inutile, Allora tre sentinelle lo portarono fuori della baracca in un po' di fieno. Uno e l'altro lo portarono dentro in baracca che era in migliori condizioni. Quello di fuori li butto io delle gavette di acqua  in faccia e non dava nissun segno di vita. Ancora bianco e nero era venuto e lì stette un'ora prima di dar segno di vita.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Tra Adige e Brenta, nella giornata di ieri, violenta azione delle opposte artiglierie ed attività di nostri nuclei in ricognizione; le nostre artiglierie dispersero colonne nemiche in marcia e bersagliarono efficacemente in più punti appostamenti di batterie avversarie. Sulla fronte di Posina furono respinti due attacchi tentati dal nemico in direzione di Monte Ciove e di Monte Brazome. Nel settore di Monfalcone, ieri sera, dopo breve, ma intensa ed efficace preparazione delle artiglierie, le valorose fanterie della brigata «Napoli» (75 e 76 reggimenti) col concorso di reparti di cavalleria appiedati, irruppero di sorpresa nelle linee nemiche ad est di Monfalcone e a sud di Sant' Antonio, espugnandole completamente dopo accanita lotta. Caddero nelle nostre mani 488 prigionieri, dei quali dieci ufficiali, sette mitragliatrici e ricco bottino di armi, di munizioni e di materiali di guerra. Squadriglie di «Caproni» bombardarono con ottimi risultati la stazione di Mattarello (Valle Lagarina) ed accampamenti nelle vicinanze delle Valli di Nos e di Campomulo (altipiano di Asiago). Velivoli nemici lanciarono qualche bomba su Padova, San Giorgio di Nogaro e Porto Rosega; due feriti e danni lievissimi.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori