8 Agosto, 1916

Testa di ponte a Gorizia

Hanno visto travolte le loro prime linee di difesa, ora, in palese difficoltà e a corto di uomini, gli austro-ungarici sono costretti a ritirarsi dalla battaglia di Gorizia. La città viene evacuata e i ponti sull’Isonzo distrutti; tanto lavoro per i nostri genieri. L’8 agosto le prime truppe italiane entrano a Gorizia e vi stabiliscono una momentanea testa di ponte. Attacchiamo anche il Podgora e le alture di Oslavia.

In questo momento c’è solo un’altra vera avanzata Alleata: quella russa. Le armate zariste percorrono una decina di chilometri e dimezzano la distanza da Stanislau, catturando Tysmenytsya e migliaia di prigionieri.
La festa a Pietrogrado è però rovinata dagli ottomani. I russi occupano quasi un quarto dell’odierna Turchia, ma l’esercito della Sublime Porta ha in canna un inaspettato colpo di mano: la controffensiva restituisce Bitlis e Muş ai turchi.
Sul fronte occidentale proseguono gli ingessati movimenti britannici verso Guillemont e francesi a nord di Hem-Monacu; poca roba, sempre contrastata dai tedeschi. 


Sulla stampa americana viene pubblicata un’intervista al Generalissimo Joffre«La lotta diviene sempre più aspra, ma ora è completa l’unità d’azione degli Alleati. Il mondo intero comprende che il destino ci è favorevole. […] Sinora i nostri nemici poterono trasportare riserve da un punto all’altro, cosa impossibile oggi e ancor di più in avvenire. […] Abbiamo raggiunto il punto culminante della guerra. Non dico che la rovina della Germania sia giunta, ma giungerà».
A Parigi il Partito Socialista deve fare i conti con i suoi fantasmi: in un Congresso a dir poco acceso la minoranza pacifista viene sconfitta dalla maggioranza, ma stando agli osservatori non si è mai stati così vicini a uno scisma. Ribadito il “no” all’imperialismo come motivazione bellica e dunque a ogni tipo di annessione. Beh, a parte l’Alsazia-Lorena.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il Portogallo decide di estendere la sua cooperazione militare in Europa.
  • L’Italia denuncia il trattato di commercio con la Germania.

Fronte occidentale

  • I britannici avanzano verso Guillemont di quasi 400 metri.
  • Progressi francesi a nord della foresta di Hem; I tedeschi riprendono alcune trincee con un violento contrattacco.
  • Respinti due attacchi tedeschi a est di Monacu Farm (nord della Somme).
  • Battaglia di Verdun: i tedeschi guadagnano e riperdono Thiaumont.

Fronte orientale

  • Galizia: i russi prendono Tysmenytsya (vicino Stanislau, oggi Ivano-Frankivs'k); 7.400 prigionieri.

Fronte italiano

  • Gli italiani attaccano il Monte Podgora e le alture di Oslavia.
  • Travolte le resistenze austro-ungariche, truppe italiane passano l'Isonzo ed entrano a Gorizia, stabilendovi una testa di ponte.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I turchi abbandonano Oghratina e si ritirano per coprire Bir el-'Abd (Sinai).
  • I turchi rioccupano Muş e Bitlis (Caucaso).

Parole d'epoca

"Povera Gorizia"

Elisa Seppenhofer de Mulitsch di Palmemberg, civile

Ho passato giorni emozionantissimi, l'amico sembra arrivato e per stare con noi. Spero che non avrà voglia di andarsene. Cosa sarà delle persone mie salvi o periti! Ciò mi cruccia in modo che alle volte  il mio capo scoppia! Le notizie sono pessime che Gorizia sia ridotta un cumulo di rovine e che sia stata presa dai nemici! Povera Gorizia e che dure prove. Speriamo che non sia vero!...
Verso la fine del mese saranno richiamati quelli del 85 e 97 dunque non tutti ancora alcuni rimangono. I giornali quelli che leggiamo noi, deplorano la presa di Gorizia e l'infamia commessa da quelli che dovevano essere nostri amici e leali. Cosa succederà alla mia povera città e di quei pochi cittadini rimasti. Seppi che il mio bel cane Fedo di Battaglia fu trascinato via da un cecchino. Il mio Bassotto forse ora starà bene e potrà rivedere il suo antico padrone, quanto ho pensato a lui in questi giorni. Cosa succederà a Gorizia? In Trieste furono gettate bombe, a che pro? E' fa impazzire, vorrei avere le ali e spiegare il volo e raggiungere i miei! Cosa vo fantasticando, bisogna ch'io sia forte ed attendere gli eventi! Rivedrò tutti i miei? La casa mia? Che giornate.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

In Valle Lagarina continua intensa l' attività delle artiglierie.
Sull' Altipiano di Asiago fu respinto un violento attacco nemico nella zona di Monte Zebio.
Nell' Alto Cordevole l' avversario, dopo intenso bombardamento, rinnovò gli sforzi contro le nostre posizioni sul Monte Sief. Fu costantemente ributtato con gravi perdite.
Sul Basso Isonzo di fronte a Gorizia continua accanita ed incessante la lotta.
Il Monte Sabotino ed il Monte S Michele, capisaldi della difesa nemica, sono stati da noi completamente conquistati.
Con essi la testa di ponte di Gorizia è nelle nostre mani; i nostri cannoni battono la città per scacciare il nemico annidato fra le case.
Nelle giornate del 6 e del 7 furono fatti 8000 prigionieri, dei quali più di 200 ufficiali e fra questi una ventina di ufficiali superiori, un comandante di reggimento col suo stato maggiore. I prigionieri continuano ad affluire. Prendemmo undici cannoni, un centinaio di mitragliatrici ed un ricco bottino di armi, di munizioni e materiale di guerra.

Nella passata notte un nostro dirigibile bombardava il nodo ferroviario di Opcina, rovesciando su di esso una tonnellata di alto esplosivo con effetti visibilmente distruttori. La aeronave, fatta segno al fuoco di numerose artiglierie controaeree e assalita da due idrovolanti di cui respingeva gli attacchi mediante efficace e violento fuoco delle armi da bordo, rientrava incolume nelle linee.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori