Atene ancora sottomessa
“No, quello lì non ci piace. Troppo germanofilo”. Atene prende atto delle volontà Alleate, china la testa ancora una volta e il 26 agosto sostituisce il suo Capo di Stato Maggiore: fuori Viktor Dousmanis, convinto dell’inevitabile vittoria austro-tedesca, dentro Konstantinos Moschopoulos, gradito a Londra e Parigi. Cambia poco, l’esercito greco non è un fattore in questo momento, a prescindere dalla neutralità. Anche perché, nonostante l’attività lungo tutto il fronte di Salonicco, la tanto decantata offensiva di Sarrail procede alla moviola; son tutti fermi, come ovunque.
Il fronte orientale è statico ormai da un po’: gli austro-tedeschi si sono riorganizzati e impegnano i russi in scontri locali; la lenta avanzata di Pietrogrado è appena percepibile verso Halych e i Carpazi.
Sul fronte occidentale le armate del Kaiser tornano a colpire con più forza, contrattaccano le “nuove”, si fa per dire, posizioni Alleate a Guillemont e Maurepas, l’articolazione del movimento congiunto franco-britannico. Violentissima la battaglia attorno a Thiepval, dove i tedeschi sono costretti ad abbandonare alcune trincee sconvolte dalle artiglierie.
Nell’indifferenza generale e il silenzio più assoluto, o quasi, prosegue anche la campagna africana. I britannici, guidati dal Generale Smuts, si avventurano nella regione di Morongoro: a molestarli c’è la micidiale guerriglia tedesca, eppure in entrambi gli schieramenti le perdite maggiori non sono causate dalle pallottole, ma dalle malattie.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Generale Moschopoulos nominato Capo dello Staff generale greco al posto del Generale Dousmanis.
Fronte occidentale
- I britannici conquistano una piccola parte di trincee tedesche a nord di Bazentin (Somme).
Fronte orientale
- I russi avanzano lentamente verso Halych (Galizia).
Fronte meridionale
- I serbi respingono il contrattacco bulgaro a nord-ovest di Kukurz e fanno progressi nella regione di Ostrovou.
- Attività sul fianco sinistro del fronte di Salonicco.
Fronte d’oltremare
- I britannici, comandati dal Generale Smuts, entrano a Morongoro (Africa orientale tedesca).
Parole d'epoca
La resa del boemo
di Giovanni Presti, 71° reggimento fanteria, brigata Puglie
Come avevo previsto oggi ne ho avute due e mi son venute a trovare più vicino ancora al nemico, perché ho fatto aggiustare le mie trincee, con un paziente lavoro da certosino le ho portate un po’ più avanti e ora distiamo poco meno di 4 metri. Ti sembrerà persino incredibile, ma la guerra, te l’ho detto, se non si morisse, sarebbe una farsa tutta da ridere. E’ incredibile anche questa ma avevo sospeso perché una vedetta nemica è passata a noi e sono stato io ad affacciarmi dal parapetto e a chiamarla. Un momento di gioia fra le gioie. L’ho mandata subito al comando di battaglione per assumere delle informazioni. E’ un boemo e non ho capito altro che qui vicino sono essi ricoverati in profonde caverne; però più di tutto ho capito la sua gioia per aver – almeno per il momento – salva la vita. Era tanta che me l’ha involontariamente trasmessa. Immediatamente dopo mi è giunta la mensa – altra sospensione – (sono belle, graziose, piacevoli queste alternative) e ora se sentissi che fuoco d’inferno s’è scatenato dai nostri cannoni e dalle bombarde, ché il bravo siciliano dalla fidanzata di nome Laura fa fremere mezzo mondo con le sue bombe alate. Ora mi telefona che io gli segnali l’effetto dei suoi tiri. Che risate per telefono, perché ci parliamo in siciliano.
E proprio in questo momento mentre loro rispondono con una potente bomba che scuote tutti gli elementi di Val delle Prigioni (senza per altro produrre il minimo effetto né morale, né materiale) proprio in questo momento in cui tutti i colori si dispongono come un’iride beata nella fantasia di guerriero, vuoi che io pensi ad impedimenti familiari? Ora è un delirio di mine che scoppiano in tutta la zona del Pasubio. Una mia vedetta viene ad annunciarmi che un altro Kaiser Jager gli fa segnale che vuol venire ma che ha timore d’impigliarsi nei reticolati. Scusami se ti riempio le lettere di cose che non sono amore, ma è che vorrei in determinati momenti infonderti tutta la mia gioia. Non così per il dolore – Non parlarmi di abito nero. Lo ritengo per ora di cattivo augurio. Quando si farà la pace allora tutti e due ci vestiremo di nero. Sarà il lutto per i miei amici morti in guerra e che io vorrò portare nel cuore finché vivrò [...]
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Nella regione montuosa del teatro delle operazioni sono segnalati nuovi felici successi delle nostre truppe. In Valle Posina fu respinto un attacco contro le nostre posizioni di Monte Seluggio. L' avversario subì gravi perdite e lasciò nelle nostre mani alcuni prigionieri. Nella zona delle Alpi di Fassa gli alpini progredirono verso il Costone del Cauriol. Continua la nostra vigorosa pressione in Valle Travignolo, dove respingemmo un contrattacco nemico sulle pendici settentrionali di Colbricon. Nel Vallone di Travenanzes (Alto Boite) avanzammo ancora lungo le pendici dellaTofana Terza. Sul Monte Piana, alla testata della Rienz, i nostri espugnarono un forte trinceramento oltre la Forcella di Valle dei Castrati, prendendovi una trentina di prigionieri, fra i quali un ufficiale. Un successivo contrattacco nemico fu nettamente respinto. Lungo la rimanente fronte azioni delle artiglierie. Una squadriglia di nostri velivoli bombardò la stazione di San Cristoforo, a nord dellago di Caldonazzo (Brenta), producendovi gravi danni. Un nostro velivolo non ritornò dalla incursione. Nel cielo di Gorizia, dopo vivace combattimento aereo, un nostro aviatore costrinse un velivolo nemico ad atterrare nei pressi di Aisovizza.
Firmato: CADORNA





