27 Agosto, 1916

Bucarest dichiara guerra

Vi ricordate? La Romania aveva promesso agli Imperi Centrali di farsi risentire per la fine di agosto, subito dopo il censimento del nuovo raccolto. Ecco, il 27 agosto, con un giorno di anticipo, Bucarest mantiene la parola e contatta Vienna: nessun accordo commerciale, al suo posto c’è la dichiarazione di guerra.
Sulla carta avrebbero ragione gli Alleati, la Romania sarebbe un “formidabile pericolo” per gli austro-tedeschi: un esercito di quasi 600.000 uomini pronti a colpire l’Ungheria e determinarne il crollo. Sì, ma è chiaro ci sia un “però”, altrimenti il conflitto non sarebbe durato altri due anni abbondanti. Quel mezzo milione e passa di soldati rumeni sono equipaggiati come le giovani marmotte: vecchi fucili, poche mitragliatrici, artiglieria di bassa lega e priva di mortai, munizioni per circa due minuti e nessuna tecnologia antigas. Con queste premesse è facile intuire quanto la Romania sarà di aiuto alla causa Alleata.


Quella rumena non è l’unica comunicazione bellicosa inviata agli Imperi centrali. Roma ha contattato Berna, pregando la Svizzera di recapitare un messaggio a Berlino: «Gli atti di ostilità da parte del Governo germanico verso l’Italia si succedono sempre più frequenti. […] Un tale stato di cose non è più tollerabile. […] Per le ragioni qui sopra enunciate, l’Italia si considera in stato di guerra con la Germania a partire dal 28 agosto».
E così cade l’ultima contraddizione nel nostro intervento, un passo necessario a supportare le rivendicazioni romane d’espansione, soprattutto in oriente, dove il corpo di spedizione italiano a Salonicco si sarebbe presto trovato di fronte truppe tedesche. Nell’opinione pubblica nessuno sembra cogliere l’ipocrisia palese, il maldestro equilibrismo tra le dichiarazioni ufficiali e i fatti: la natura della nostra guerra si richiama al diritto di nazionalità dei popoli, alla “liberazione”, ma, a conti fatti, le nostre aspirazioni politico-economiche vanno molto più in là. Per qualcuno fino alle nostre «giuste pretese su Smirne».

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il Governo rumeno ordina la mobilitazione e dichiara guerra all’Austria-Ungheria.
  • Tramite la Svizzera, l’Italia comunica alla Germania di considerarsi in stato di guerra a partire dal 28 agosto.
  • Manifestazione di protesta ad Atene sulla politica di Re Costantino.

Fronte occidentale

  • Respinto attacco tedesco sul fronte di Fleury.

Fronte meridionale

  • Un'offensiva serba guadagna terreno vicino Vetrenik (Salonicco).
  • Scontro tra truppe Alleate e bulgare a ovest del Vardar; i bulgari sono respinti.

Fronte d’oltremare

  • I britannici catturano pezzi d’artiglieria e occupano Mgeta.

Parole d'epoca

San Martino del Carso

di Giuseppe Ungaretti

Valloncello dell’Albero Isolato il 27 agosto 1916

Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro

Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto

Ma nel cuore nessuna croce manca

È il mio cuore il paese più straziato

DAL FRONTE

Sulla fronte Tridentina il nemico eseguì in più tratti violenti tiri di artiglieria, di bombarde e di fucileria senza farli seguire da attacchi di fanteria. Le nostre artiglierie ribatterono con efficacia e sconvolsero i lavori di approccio dell' avversario sulle pendici settentrionali del Monte Cimone (Valle d' Astico). Alla testata del torrente Digon (Alto Piave) i nostri ampliarono verso nord il possesso delle posizioni di Cima Vallone. Nella zona di Gorizia e sul Carso maggiore attività delle artiglierie nemiche verso i ponti dell' Isonzo e contro la linea del Vallone. Alcune granate caddero su Gorizia e su Romans.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori