28 Agosto, 1916

L'Intesa esulta

«È iniziata una settimana storica». Londra, Parigi e Pietrogrado accolgono con evidente soddisfazione le due dichiarazioni di guerra: quella italiana alla Germania e quella rumena all’Austria-Ungheria. «Tutte le ombre sono fugate», anche perché Berlino si mette in pari e dichiara subito guerra alla Romania, evitando un altro tormentone come quello italiano. Roma e Bucarest sono accomunate dall’entusiasmo, dai cortei, dalle manifestazioni, ancora ignare di cosa significhi combattere contro i tedeschi.
L’Intesa non reputa risolutivo l’intervento rumeno, ma di certo «contribuirà ad abbreviare la guerra». Sì, staremo a vedere. Il presupposto è che la Romania abbia le unghie affilate, uomini preparati e ben equipaggiati; nulla di più lontano dalla realtà. Il primo equivoco è immediato: l’idea degli Alleati sarebbe di spezzare e chiudere il corridoio tra Germania e Turchia, isolando gli avversari e stringendo il cappio del blocco economico, ma Bucarest attacca verso est, verso l’Ungheria, non in direzione di Salonicco.

Il 28 agosto l’esercito rumeno attraversa il confine sui Carpazi meridionali e invade la Transilvania; le truppe asburgiche si ritirano a nord di Brașov. Vienna risponde bombardando alcuni centri lungo il Danubio.
Negli Imperi centrali la dichiarazione di guerra rumena scatena una forte indignazione: Bucarest, legata ad Austria-Ungheria e Germania da trattati simili a quelli italiani, è considerata traditrice.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • L’Italia è ufficialmente in guerra con la Germania.
  • La Germania dichiara guerra alla Romania.

Fronte occidentale

  • Attività d’artiglieria sul fronte della Somme.
  • I francesi guadagnano terreno a sud-est dell’opera fortificata di Thiaumont e respingono gli attacchi tedeschi su Fleury e vicino al forte di Vaux (Verdun).

Fronte meridionale

  • I rumeni passano la frontiera ungherese e invadono la Transilvania.
  • Rumeni e austro-ungarici vengono a contatto sui passi delle Alpi transilvane. L'esercito asburgico si ritira a nord di Kronstadt (l’odierna Brașov).
  • Ricognitori austro-ungarici bombardano le città rumene sul Danubio.
  • I serbi fanno progressi a est del fiume Crna.
  • Truppe serbe battono forze bulgare verso Ostrovou.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Scontri a sud di Erzurum (Caucaso).
  • Il Generale Maude succede al Generale Lake come Comandante in capo della Mesopotamia.

Parole d'epoca

Una guerra stanca di esistere

di Sisto Monti Buzzetti

Miei cari, oggi ho ricevuto alcune vostre lettere delle quali certe scritte di recente, certe invece molto arretrate; ce ne era una perfino del mese scorso, proprio del ventisette luglio; anzi anzi ha fatto presto a venire. Vi ringrazio caldamente del pensiero che avete avuto di mandarmi carta e francobollo per scrivervi: anche io desideravo molto di potervi scrivere un letterone e dirvi tante cose. Dunque comincio dalle spiegazioni circa la località in cui mi trovo. Vi aveveo già detto che il mio regg.to si trovava a S.P. (nota - San Pellegrino). Difatti io l’avevo lasciato in quei paraggi. Ma durante le azioni si è spostato ed ora si trova a Col Bricon. Stiamo benissimo. Come già vi ho detto ci troviamo in mezzo a boschi grandiosi in cui abbonda la cacciagione grossa e piccola specialmente in fondo alla valle (Val Travignolo). Qua dopo le ultime azioni ancora non si è ristabilita la calma e si continua sempre ad avere scaramucce e piccoli combattimenti. Il nemico a quanto sembra non è molto fornito di artiglieria e non si hanno quindi i formidabili bombardamenti che si avevano a Col di Lana.

Però la fucileria come l’ho intesa da queste parti non l’avevo ancora sentita mai. Quando incomincia è qualche cosa di spaventoso; forse è resa anche più terribile dal fatto che il nemico, più selvaggio dei selvaggi africani, fa ampio uso di pallottole esplosive, il rumore delle quali. unendosi a quello dei fucili, lo raddoppia. Però generalmente, come suol dirsi, molto fumo e niente arrosto, cioè gran cagnara e poco effetto. La mia salute è sempre buona, anzi ottima, così spero di tutti voi.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

 

DAL FRONTE

Sulla fronte Tridentina l' avversario pronunciò piccoli attacchi contro le nostre posizioni nel Vallone di Fargorida (Adamello), sulle pendici di Monte Zebio (altopiano di Asiago), nella zona di Fassa (Avisio) ed in Valle Visdende (Alto Piave). L' attacco sul Monte Zebio fu preceduto da lancio di gas asfissianti, riuscito affatto innocuo per il tempestivo uso di maschere di protezione. Il nemico fu ovunque respinto con sensibili perdite e lasciò nelle nostre mani alcune decine di prigionieri. Nell' Alto But intensa attività di grossi calibri nemici. Nella zona di Gorizia e sul Carso tiro lento ma persistente delle artiglierie avversarie contro i sobborghi della città, i ponti sull' Isonzo e la linea del Vallone. Le nostre risposero energicamente e disturbarono i lavori di afforzamento del nemico.

Firmato: CADORNA

Il testo della "Dichiarazione di guerra alla Germania"

Les actes d'hostilité de la part du Gouvernement Allemand, à l'égard de l'Italie, se succèdent avec une fréquence croissante. Il suffit de mentionner les fournitures réitérées d'armes et d'instruments de guerre terrestre et maritime faites par l'Allemagne à l'Autriche-Hongrie, la participation non interrompue d'officiers et de soldats et matelots allemands aux différentes opérations de guerre dirigées contre l'Italie. Ce n'est que grace à l'assistance qui lui a été ainsi prodiguée par l'Allemagne, sous les formes les plus diverses, que l'Autriche-Hongrie a pù récemment concentrer contre l'Italie son plus vaste effort. Il faut ajouter: La remise faite par le Gouvernement Allemand à notre ennemi de prisonniers italiens évadés des champs de concentration austrohongrois et réfugiés en territoire allemand; l'invitation adressée aux Etablissement de crédits et aux banquiers allemands, sur l'initiative du Département Impérial des Affaires Etrangères, d'avoir à considérer tout sujet italien comme un étranger ennemi et de surseoir à tout payement qui pourrait lui etre du; la suspension du payement aux ouvriers italiens des pensions qui leur reviennent par suite de dispositions formelles de la loi allemande. Ce sont là autant d'éléments révélateurs des véritables dispositions, systématiquement hostiles, que nourrit le Gouvernement Impérial à l'égard de l'Italie.

 Un tel état de choses ne saurait étre ultérieurement toléré de la part du Gouvernement Royal. Il aggrave, au détriment exclusif de l'Italie, le contraste profond entre la situation de fait et la situation de droit, qui résulte déjà du fait de l'alliance de l'Italie et de l'Allemagne avec deux groupes d'Etats en guerre entre eux.  Pour les raisons ci-dessus énumérées le Gouvernement Italien déclare, au nom de S. M. le Roi, que l'Italie se considère à partir du 28 Aoùt courant en état de guerre avec l'Allemagne et prie le Gouvernement Fédéral Suisse de vouloir porter ce qui précède à la connaissance du Gouvernement Impérial Allemand ».

traduzione

"Gli atti di ostilità da parte del Governo germanico verso l'Italia si succedono sempre più frequenti. Basti accennare alle numerose persistenti prestazioni di armi e di strumenti bellici di terra e di mare fatte dalla Germania all'Austria-Ungheria; alla partecipazione costante di ufficiali, soldati e marinai germanici nelle varie operazioni di guerra contro l'Italia. Solamente grazie all'assistenza prodigata dalla Germania sotto le forme più diverse l'Austria-Ungheria poté recentemente concentrare il suo massimo sforzo contro l'Italia. Si aggiungano: la riconsegna fatta dal Governo germanico al nostro nemico dei prigionieri italiani evasi dai campi di concentramento austro-germanici e rifugiatisi in territorio tedesco; l'invito diramato agli istituti di credito ed ai banchieri tedeschi, per iniziativa del Dipartimento imperiale degli Affari Esteri, di considerare ogni cittadino italiano come uno straniero nemico, sospendendo ogni pagamento dovutogli; la sospensione del pagamento agli operai italiani delle pensioni dovute in seguito a formale disposizione della legge germanica. Sono questi altrettanti elementi rivelatori delle reali disposizioni sistematicamente ostili che animano il Governo imperiale verso l'Italia.
Non è ulteriormente tollerabile da parte del Regio Governo un tale stato di cose che aggrava a tutto danno dell'Italia quel profondo contrasto tra la situazione di fatto e la situazione di diritto già risultante dall'alleanza dell'Italia o della Germania con due gruppi di Stati in guerra fra loro. Per le ragioni più sopra enunciate il Governo italiano dichiara, in nome di S. M. il Re, che l'Italia si considera, a partire dal 28 corrente, in stato di guerra con la Germania e prega il Governo Federale Svizzero di voler portare quanto precede, a conoscenza del Governo imperiale Germanico".

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori