Budapest: rabbia per l'invasione
A Budapest si riunisce la Camera ungherese e non è tutto rose e fiori. L’ambiente è scosso, allarmato, arrabbiato dopo l’invasione rumena. Il Premier Tisza prova a compattare il gruppo, ma non convince le opposizioni. È accusato di essere troppo accentratore, troppo decisionista, di non condividere gli oneri, di tenere all’oscuro il Parlamento. Apponyi è il primo a tirare ad alzo zero: «Non si può continuare così, con questa specie di dittatura senza nessun controllo parlamentare, non dopo tutti gli errori commessi. La nostra rappresentanza diplomatica fu ingannata e l’invasione ci colse impreparati. Non ci sono scuse per chi avrebbe dovuto prevedere queste complicazioni». Segue a ruota il Conte Andrassy, da molti indicato come prossimo a una "poltrona pesante”: «La fiducia, già vacillante, nella direzione degli affari dello Stato è interamente scossa».
A Budapest il nervosismo è alimentato anche dalla sgradevole sensazione di essere considerati cittadini di seconda classe: «Perché l’Ungheria non è difesa con la stessa decisione mostrata sui confini austriaci?»
C’è persino chi vorrebbe richiamare dagli altri fronti tutti i soldati magiari: la difesa del suolo ungherese prima di tutto. Eccessi di mal di pancia.
In un momento così difficile gli Imperi centrali provano a farsi qualche amico in più e annunciano l’intenzione di garantire l’autonomia alla Polonia.
In Francia la battaglia della Somme imperversa violentissima, aspra. Il 5 settembre l’offensiva Alleata fa un balzo di almeno un chilometro: le micidiali artiglierie tedesche cercano i soldati, li fiutano, li colpiscono, li stendono, ma non li fermano. A nord del fiume viene occupata tutta la seconda linea di trincee nemiche; a sud i francesi progrediscono tra Chilly e Vermandovillers. Migliaia i prigionieri, non tanti di meno i morti e i feriti.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il congresso delle Trade Unions a Birmingham respinge l’invito della Federation of Labour statunitense sulle “Condizioni di Pace”.
- Balfour a Glasgow fa un appello ai sindacati sul lavoro nei cantieri navali.
- Le Potenze centrali garantiscono l’autonomia della Polonia.
- Tumulti alla Camera ungherese: l’opposizione inveisce contro Tisza, come responsabile della grave situazione militare. Si chiede il richiamo delle truppe ungheresi da tutti i fronti per difendere l’Ungheria.
Fronte occidentale
- La linea Alleata a est di Guillemont avanza di oltre un chilometro; gli Alleati tengono gran parte di Leuze Wood.
- Gli Alleati occupano tutta la seconda linea nemica della Somme.
- I francesi rioccupano Vaux (Verdun).
Fronte orientale
- I russi rivendicano il successo a 11 km. a sud-est di Halych; presi molti prigionieri.
Fronte italiano
- Si sviluppano le operazioni nelle Dolomiti; liberata tutta la Val Cismone.
Fronte meridionale
- Bucarest bombardata dai bulgari.
- I rumeni, continuando ad avanzare in Transilvania, hanno fatto in complesso circa 5.000 prigionieri.
- Inizia la battaglia di Dobric (Dobrugia).
Fronte asiatico ed egiziano
- I britannici bombardano l’aerodromo turco ad Al-Arish (circa 150 km. a est di Port Said).
Parole d'epoca
Diario di guerra
di Pasquale Fantacci di Cinigiano, Bersagliere 2° Battaglione Ciclisti
Un giorno (di cui non ricordo la data) capitò nelle vicinanze il generale Cappello, si partì in ordine perfetto per effettuare lo sfilamento in parata alla sua presenza, unendosi a noi altri reparti dell’esercito della zona, parlò alla truppa esaltando gli eroi Caduti, ed incitandoci a combattere per ottenere la vittoria sul nemico; terminò ordinando al 2° e 9° battaglione Ciclisti di recarsi a Gorizia per difesa ad ogni eventuale attacco nemico, purtroppo ebbe temine il nostro periodo di riposo; quindi non potendo continuare l’avanzata per il sopraggiungere della notte, ricordo che con il plotone rimasi isolato per essersi troppo avanzati, stante che il tenente Gagliardi ci spinse lui sino a quel punto; rimase nel frattempo ferito alla mano destra e dandosi a precipitosa fuga, noi poveri soldati costretti a rimanere lì sino al mattino sempre sdraiati a terra sotto l’incessante tiro dell’artiglieria nemica ed inoltre terrorizzati dai nostri bombardieri, causandoci nel nostro plotone qualche morto e ferito e privi dei nostri ufficiali.
Si ringrazia l'Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell'Età Contemporanea
DAL FRONTE
Sulla fronte Tridentina consueta attività delle artiglierie. Quella nemica fu particolarmente intensa contro le nostre posizioni di Monte Civaron in Valle Sugana e sul Cauriol in Valle di Fiemme. Alla testata di Rio Felizon (Alto Boite) la notte del 3 nostri riparti di fanteria, alpini e volontari con ardita operazione di sorpresa occuparono sulla punta del Forame talune posizioni dominanti. Furono presi una ventina di prigionieri. Un violento contrattacco dell’avversario fu nettamente respinto. Una compagnia nemica fu nettamente annientata dal nostro fuoco. Nelle Alte Valli del But e del Chiarzò l’artiglieria avversaria bombardò gli abitanti facendo qualche vittima nella popolazione e uccidendo tre militari ricoverati in un ospedale da campo. Di rimando la nostra artiglieria bombardò gli accantonamenti milirtari di Kotschach (Valle dei Gai), producendovi vasti incendi. In Gorizia fu sfondato il tetto della Chiesa di san Giovanni. Una squadriglia di idrovolanti nella notte sul 5 lanciò venti bombe su Venezia. Nessuna vittima e danni lievissimi.
Firmato: CADORNA





