14 Settembre, 1916

Le spallate d'autunno

La massima fiducia nella Romania sfocia nella mitizzazione del Danubio. Il fiume è considerato dagli Alleati un ostacolo insormontabile, soprattutto abbinato agli eserciti in Dobrugia: «Solo un pazzo potrebbe arrischiarsi a passare di là». Ma così si rischia di sottovalutare gli avversari; una pessima abitudine in guerra. A Londra il Colonnello Repington ha subodorato le intenzioni tedesche: Hindenburg vorrebbe difendersi su tutti i fronti per concentrarsi sulla Romania. L’opinionista del Times suggerisce di continuare con la strategia del “fronte unico”: attaccare ovunque per impedire qualsiasi contromossa tedesca. È la stessa idea del Comando supremo.

Il 14 settembre Cadorna asseconda le pressioni internazionali e lancia una nuova offensiva sul Carso: la settima battaglia dell’Isonzo, la prima delle tre celeberrime, famigerate e disastrose “spallate d’autunno”. L’operazione nasce male, mancano i presupposti per un vero successo. Cadorna è consapevole di non avere grosse speranze di sfondamento, di poter solo tenere sotto pressione gli austro-ungarici.

Ma il Capo di Stato maggiore ordina l’offensiva anche per motivi politici: deve accontentare gli Alleati, diciamo "i mandanti", poi il Governo e infine l’opinione pubblica, a caccia di azione e grandi vittore; dargli qualcosa di cui parlare, un contentino, una distrazione.
Ci sono poi problemi più pratici: nonostante il fronte italiano non abbia ospitato nessuna grande battaglia nell’ultimo mese, i nostri soldati non hanno avuto un minuto di pausa, sempre in prima linea, impegnati ogni giorno, turnover ridotto all’osso. Sono logori, stressati oltre le proprie possibilità. È la politica di Cadorna: dettare un ritmo insostenibile, puntare sui numeri e su una disciplina ferrea, crudele, a suo parere cruciale per ottenere dai soldati le “prestazioni” richieste.
Sul Carso piove a dirotto. La Terza armata muove all’assalto delle postazioni asburgiche a est di Gorizia e del Vallone. Ma gli imponenti bombardamenti non colgono di sorpresa gli austro-ungarici. Scottata dalle parziali sconfitte estive, Vienna ha migliorato le difese e organizzato le riserve. In serata l’assalto della fanteria italiana annaspa più o meno ovunque, l’attacco viene sospeso e la Terza armata del Duca d’Aosta si attesta su posizioni difensive.
Il bollettino ufficiale di Cadorna rivendicherà comunque oltre 2.000 prigionieri, ma le perdite saranno pesanti per entrambi gli schieramenti.

Se l’occupazione bulgara di Kavala ha irritato l’ellenismo, l’indignazione è massima nei commenti occidentali. L’episodio è definito senza mezzi termini «scandaloso» e «vergognoso». Caustica La Tribuna: «La Grecia è quel paese che manda i suoi corpi d’esercito a villeggiare all’estero in tempo di guerra. E c’è ancora qualcuno a sperare nell’intervento greco. Abbiamo ancora un Venizelos che parla e sogna di un imperialismo ellenico. Povero Venizelos!»

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il Corriere d’Italia pubblica una dichiarazione delle organizzazioni cattoliche italiane, sconfessando il deputato Miglioli, che si sarebbe recato a Zurigo per partecipare a un convegno socialista neutralista, si smentisce la voce di un convegno cattolico con le stesse tendenze e si dichiara che nessuno potrebbe avervi rappresentato le organizzazioni cattoliche.

Fronte occidentale

  • Somme, sud-est di Thiepval: su un fronte di circa un chilometro i britannici bombardano le trincee tedesche, inclusa la “Wunderwerk”.
  • I francesi conquistano Le Priez farm.
  • Infruttuosi contrattacchi di una divisione tedesca sul fronte di Verdun.

Fronte italiano

  • Comincia la settima battaglia dell’Isonzo: le truppe italiane, dopo un intenso bombardamento, assaltano, sotto una pioggia dirotta, le posizioni asburgiche sul Carso a est del Vallone, occupando le pendici opposte.

 Fronte meridionale

  • Kavala (Macedonia greca) ufficialmente occupata dai bulgari. Indignazione popolare in Grecia alla notizia.
  • Ovest del fiume Vardar: truppe serbe tempestano gli accampamenti bulgari.
  • I britannici guadagnano terreno verso Machukova (sud di Gevgeli, Macedonia).
  • Le truppe bulgaro-tedesche di Mackensen lanciano un’offensiva contro la Romania a est di Silistra.

Parole d'epoca

Le scarpe al sole

di Paolo Monelli, alpino

Ricomincia, per noi, la guerra combattuta. Ed ora il fardello delle cose vane dietro la schiena. Che vale domandare se ci butteremo per là via di Trento o se hanno bisogno laggiù di una diversione o di riempire i bollettini ? Oggi non siamo più quelli di ieri, curiosi al bombardamento, tranquilli ai soliti servizi di vedetta. Oggi il bombardamento che si sferra su di noi ha una logica connessione con una serie sicura di avvenimenti, la ruota ha ripreso ad andare e già siamo afferrati dentro anche noi.  E le baracche che abbandoneremo sono già cose morte per noi. Ne abbiamo distaccato la nostra anima che aderiva da un poco, pigra, a quell'agio, a quella coperta rossa, a quell'angolo muscoso di rocce (angolo morto). E il vino giungeva troppo regolare e il cuoco si raffinava troppo nella certezza che il mulo veniva ogni giorno con la spesa. Ma il destino ci scaraventa di nuovo, con un calcio, nella mislea. E intorno, tutto è nuovo, freddo, nemico. Sopra il tumultuare, l'accavallarsi delle basse nuvole, un pallore sinistro di sole sulle alte cime bigie contro il bigio del cielo; tristezza di crepuscolo che batte al cuore spalancato ad accoglierla, con presentimenti, con rimpianti, con timori. È l'ora in cui chi morirà domani scrive la lettera presaga alla famiglia.

 

DAL FRONTE

Con ardite scalate nostril nuclei riusciron ad impadronirsi di importanti posizioni nella valletta di Zara (torrente Posina) e sul Lagazuoi  (VaJlone   di  Travenanzes-Boite). Alla testata del Rio Felizon (Boite) il nemico attaccò in forze un  nostro  posto,  avanzato  su  Punta  del  Fòrame, obbligandolo  ad   arretrare di  un centinaio  di  metri. Nella notte sul 13 dopo violento fuoco di artiglieria l’avversario tentò attacchi contro le nostre posizioni sulla Slatenik (alto Isonzo) e fra Volzana  e Cemponi  (sud-ovest  di  Tolmino);  fu ributtato con perdite. Velivoli nemici lanciarono bombe su Auronzo senza farvi vittime né Danni. Alcuni idrovolanti, spintisi verso Ravenna, furono ricacciati dal fuoco delle nostre batterie ed inseguiti da nostri velivoli. Nella, passata notte una squadriglia nemica bombardò San Giorgio di Nogaro, Villa Vicentina ed altre minori località del Basso Isonzo: un  morto e qualche incendio. Nel pomeriggio di ieri, in condizioni  atmosferiche non  favorevoli per forte vento, una poderosa squadriglia di 22 Caproni, scortata da Nieuport da caccia, esegui una incursione, sull'Arsenale del Lloyd e gli Hangars di  idrovolanti  presso Trieste. Gli  arditi aviatori lanciarono sui bersagli 172 bombe di grosso calibro, pari a 5 tonnellate di  alto esplosivo,  colpendo  anche  gli  impianti  ferroviari e navi  in  costruzione  nei  bacini. Furono osservati vasti incendi. Fatti segno a l fuoco di artiglierie antiaeree e ad assalti di idrovolanti nemici, i nostri velivoli ritornarono tutti ai  propri campi.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori