11 Gennaio, 1918

I giornali e Wilson

«Un documento dal valore storico indiscutibile, una pietra miliare nel lungo e doloroso cammino del tragico conflitto». I giornali dell’11 gennaio pubblicano i primi commenti al discorso wilsoniano, «un gigantesco programma di riassetto democratico del mondo, basato su liberismo ed equità».
In linea di massima gli elogi si sprecano, diminuendo di intensità solo spostandosi verso posizioni conservatrici e nazionaliste. Il succo è però approvato da tutti. Poche le riserve: la mano tesa ai russi non è piaciuta molto; qualcuno reputa ingenua la fiducia nel popolo tedesco; gli inglesi vorrebbero chiarimenti sulla “libertà dei mari”, mentre gli italiani li vorrebbero sulle nuove frontiere. «Lo spirito pacifista ha suggerito a Wilson una definizione troppo vaga di cosa l’Italia abbia il diritto di pretendere».
Sono però postille, piccole cose gettate lì tra i commenti positivi. Anche perché censura e propaganda sono attente a eliminare ogni segno di insoddisfazione. E poi c’è chi stappa lo champagne, come L’Osservatore Romano, organo della Santa Sede.

 La stessa politica si dichiara soddisfatta, magari non credendoci fino in fondo. Alla Camera francese il Ministro degli esteri Pichon conferma la perfetta condivisione di quanto detto a Londra e Washington: «Come si può non essere d’accordo con Wilson?»
Sì, però quando poi il discorso cade sulla Russia Parigi dimostra di non voler fare sconti. Pichon attacca i bolscevichi, respinge l’idea di entrare in contatto con loro e di consentire una qualsiasi conferenza internazionale. Ciliegina sulla torta: elogia il Partito dei Cadetti, un bel 10 nella scala degli sfregi politici.
Washington sperava di smorzare gli antagonismi; Parigi non ci sta, rilancia e rincara la dose. I socialisti mormorano, ma il Governo francese porta a casa la fiducia.

Tutta l’Intesa, forse tutto il mondo, è però d’accordo su un punto: ora sta alle Potenze centrali dimostrare di volere una pace giusta. I primi a rispondere al passo di Wilson sono i giornali tedeschi: «Le condizioni riguardanti l’Alsazia-Lorena e la concessione di un porto alla Polonia potrebbero essere presentate solo da una lega di Stati militarmente vincitori. Quelle di Wilson sono le condizioni di chi non ha visto la guerra e non la comprende. […] Il messaggio americano porta parole di pace, ma è un programma ipocrita. […] Londra e Washington mascherano i loro scopi con belle frasi».
Sono considerate inaccettabili anche le ingerenze sull’assetto federale dell’Austria-Ungheria. La pace non si è avvicinata, c’è ancora parecchio tunnel da percorrere.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Eccessi bolscevichi a Sebastopoli e Kiliya.
  • La Danimarca e la Norvegia riconoscono l’indipendenza della Finlandia.
  • Da documenti sequestrati a una ventina di stranieri negli Stati Uniti, si viene a scoprire l'organizzazione di una trama per ricominciare gli atti di sabotaggio in America.
  • I laburisti statunitensi approvano la dichiarazione sugli obiettivi della guerra.
  • Alla Camera francese il ministro degli Esteri, Pichon, fa un discorso nel quale dichiara di aderire alle proposte per la pace di Lloyd George e di Wilson, e pronuncia acerbe parole di rimprovero contro la Russia. Sebbene i socialisti si mostrino ostili al discorso, è approvato un ordine del giorno di fiducia con voti 377 contro 113.

Fronte occidentale

  • I francesi effettuano un raid nelle Argonne, nei Vosgi e in Champagne.
  • I tedeschi eseguono senza successo un raid a sud di Armentières.

Fronte d’oltremare

  • Tre colonne di truppe britanniche inseguono i tedeschi in Mozambico.

Dal fronte italiano

REGIO ESERCITO ITALIANO - COMANDO SUPREMO
11 GENNAIO 1918

Fuoco d’artiglieria a tratti più intensi in Val Giudicarie, lungo la fronte dell’Altipiano di Asiago, e nella regione Col Coprile-Monte Pertica e Monte Asolone.
Ad ovest di Cavazuccherina, un nostro efficace concentramento di bombarde obbligò il nemico a sgombrare alcuni elementi di trincea. Il riparto avversario in ritirata, messo sotto il fuoco nutrito delle nostre mitragliatrici e della fucileria, subì sensibili perdite.
Nella giornata le condizioni atmosferiche favorirono l’attività aerea: 3 velivoli nemici, uno dei quali per opera di aviatori britannici, vennero abbattuti.

GENERALE DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori