19 Gennaio, 1918

Strozzata nella culla

“Si vis pacem, para bellum”. I bolscevichi devono averne fatto una curiosa trasposizione in politica. La Russia sognava di diventare la più perfetta democrazia al mondo, ma le cose stanno prendendo una piega un attimino diversa. Il 19 gennaio la neonata Assemblea Costituente viene strozzata nella culla. La maggioranza si è rifiutata di avallare e ratificare senza discussione tutti i provvedimenti presi dal Governo provvisorio massimalista e, come se non bastasse, ne contesta l’atteggiamento e i modi.
I rappresentanti bolscevichi denunciano l’assemblea come “controrivoluzionaria” e abbandonano l’aula, seguiti dalla frangia sinistra dei socialisti rivoluzionari. A quel punto intervengono i marinai, troncando la seduta e facendo sgomberare il Palazzo della Tauride. Presto arriverà anche il decreto ufficiale del definitivo scioglimento dell’Assemblea Costituente. Firmato Lenin. Un proclama esorta la popolazione alla calma. L’ordine pubblico si dice “assicurato”, non benissimo, dai marinai e dalla Guardia rossa.

 Lo scioglimento dell’Assemblea Costituente è l’unica strada percorribile dai massimalisti per mantenere il potere, ma c’è un enorme contro: nessuno all’estero potrà più crederli e considerarli una forza davvero democratica.

Considerato l’ambiente frizzantino di Pietrogrado, Trockij decide di lasciare Brest-Litovsk, proponendo di sospendere i negoziati una decina di giorni. «Questioni di politica interna».
I più contenti sono i tedeschi, stanchi di starlo ad ascoltare e convinti di poter fare molto meglio in sua assenza.
In Austria-Ungheria i moti di protesta si inaspriscono. Partito dagli operai, lo sciopero generale si diffonde, coinvolgendo sempre più attività, trasporti compresi. Una buona parte dei negozi restano chiusi per solidarietà, o per paura di saccheggi. Il fermento sembra però lasciare in disparte la sua componente più violenta.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • I bolscevichi sciolgono con la forza l’Assemblea Costituente russa.
  • Secondo un comunicato ufficioso da Brest-Litovsk, Trockij ha annunciato di dover partire per ragioni di politica interna e proposto di aggiornare i lavori sino al 29.
  • La London Gazette pubblica il decreto che pone in vigore l'accordo anglo-italiano: gli inglesi in Italia e gli italiani in Inghilterra sono sottoposti, a cominciare dal febbraio, al servizio militare obbligatorio.

Fronte occidentale

  • Assalti e contrassalti nel settore di Cambrai.

DAL FRONTE ITALIANO

La notte sul 18 il nemico ritentò su ampia fronte l’attacco della nostra testa di Ponte di Capo Sile; venne arrestato dall’artiglieria prontamente intervenuta ed i pochi nuclei che poterono spingersi fino ai nostri reticolati furono annientati dal fuoco di fucileria e mitragliatrici.
Durante la giornata di ieri le artiglierie furono più attive sulle due rive del Brenta e nel settore orientale del Montello.
Nostri nuclei esploranti fugarono piccole guardie nemiche e catturarono materiali sull’altipiano di Asiago.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori