Orlando e Lloyd George in Parlamento
«Il proseguire, con fermezza inflessibile, nell’immane lotta non dipende da una possibilità di scelta, ma da una necessità ineluttabile. […] Tutte le opportunità di una pace giusta sono state offerte al nemico in tutti i modi concepibili. Proposte moderate, espresse con misura. Se il desiderio di pace ostentato dai nemici fosse stato sincero avrebbe trovato terreno fertile, invece si è affermata solo la più ostinata intransigenza di un piano di dominio imperialista. In tal senso basterebbe la lezione di Brest-Litovsk. Un partito – quello bolscevico – insorge e fa della pace il suo programma essenziale, si impadronisce del potere e per quel programma sacrifica tutto, persino l’esercito, il mezzo di proseguire la guerra. Eppure, nonostante questo, quel Partito non ha potuto far altro che arrendersi di fronte alle intenzioni e alle pretese degli Imperi centrali. […] Una lezione dolorosa, ma feconda, se dimostrasse agli illusi di buona fede che, in questa guerra, il proclamare la pace a ogni costo conduce solo a qualcosa di intollerabile persino per chi ha mostrato il più vivo estremismo».
Il 12 febbraio il Premier Orlando si presenta alla Camera dei deputati per fare il punto della situazione. «L’Italia vuole solo il compimento della sua unità nazionale e la sicurezza dei suoi confini verso terra e verso mare. […] Nessuno più di noi considera con simpatia le aspirazioni delle varie nazionalità, costrette sotto l’oppressione di razze dominatrici». Assicura dissipati i dubbi sorti sulle rivendicazioni italiane e si mostra fiducioso nei nuovi accordi per gli approvvigionamenti.
Anche in Inghilterra è riunito il Parlamento, ma qui l’argomento del giorno è l’estensione dei poteri al Consiglio supremo di guerra interalleato. Asquith vorrebbe sapere qualcosa di più preciso e teme per l’autorità militare del Capo di Stato maggiore Robertson e del Generale Haig. Lloyd George si rifiuta di rispondere “per non fare un favore al nemico”. E in mezzo a un fiume di parole superflue fa scivolare una frase molto decisa: «Se il Parlamento non ha più fiducia nel Governo, lo sostituisca».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Alla Camera dei deputati italiana il Presidente del Consiglio Orlando fa il punto della situazione.
- Seduta del Parlamento britannico. Asquith chiede una spiegazione per l’estensione dei poteri del Consiglio di Versailles; negata la risposta.
- Il Consiglio nazionale supremo lituano, che risiede in Svizzera, comunica a tutti i rappresentanti diplomatici la mozione votata dal Consiglio di Stato di Vilnius per il ristabilimento dello Stato indipendente di Lituania.
- Da Harbin (Manciuria) si annuncia che i membri del Governo provvisorio siberiano e i deputati della Duma di Tomsk sarebbero stati arrestati per ordine dei bolscevichi, decisi a impedire che si formi una Siberia autonoma con Governo costituzionale.
- Da Pietrogrado sono giunti a Vladivostok 1.200 marinai per impedire che i cosacchi dell’Amur si impadroniscano della regione.
Fronte occidentale
- Aerei Alleati bombardano Offenburg e Metz.
- Scontri nella regione di Passchendaele.
DAL FRONTE ITALIANO
Sulle pendici meridionali del Sasso Rosso, ad oriente della Val Frenzela, la maggiore attività combattiva locale, è continuata anche nella mattinata di ieri. L’avversario fece avanzare notevoli masse di fanteria che però, tempestivamente individuate e decimate dalla nostra artiglieria, non poterono sviluppare alcuna azione importante. Nel pomeriggio la situazione ridiventò normale.
Sulla restante fronte si ebbero scontri di pattuglie con fuga di quelle avversarie in Vallarsa e nella Valle dell’Ornic.
A Zenson un nucleo nemico che tentava approdare sulla destra del Piave, venne ricacciato nell’acqua a fucilate. Ad est di Cortellazzo arditi marinai in esplorazione tolsero al nemico armi e munizioni.
Le artiglierie svolsero lotta più intensa sull’altipiano di Asiago e lungo la zona litoranea.
Un velivolo nemico venne abbattuto da un nostro aviatore nel cielo di Bertiaga.
Firmato: DIAZ





