Time Out
Non è una vera pausa, ma quasi. I tedeschi si sono presi un attimo per rifiatare, del resto non ci si può far falciare dalle mitragliatrici troppo a lungo, neanche col turnover. Ma siccome al fronte si è tutti sulla stessa barca, anche gli Alleati ringraziano. Soprattutto i britannici sono sfiniti, usurati, sporchi e doloranti. Molti si reggono in piedi a stento, hanno il “piede da trincea”; quasi tutti crollano addormentati alla minima occasione, anche per pochi minuti e senza rendersene conto. Zombie. «Nessun elogio è troppo grande per i nostri uomini, per chi resiste da dieci giorni senza riposo e senza sonno».
Il 31 marzo Londra pubblica i resoconti dei progressi in Medio Oriente, sono buone notizie, sempre utili nelle difficoltà. Non saranno una grande distrazione, ma le costanti avanzate in Palestina e Mesopotamia aiutano il morale.
Proprio come l’inaspettato regalo dell’Arbeiter Zeitung. Un articolo del giornale socialdemocratico austriaco si lascia scappare un assist a Londra: «Neanche la più grande vittoria terrestre potrà costringere l’Inghilterra e l’America a una pace imposta». Nel discorso entrano dominio dei mari, blocco ai rifornimenti e la necessità di una pace di accordi.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Austria: articolo della Arbeiter-Zeitung sul potere del mare.
- Lloyd George invia un messaggio ai Dominions: "l’ultimo uomo potrà contare”.
- Completato l’accordo russo-rumeno sulla Bessarabia.
Fronte occidentale
- Report comparativo sulle attività di bombardamento inglese e tedesca.
- Scontri poco decisivi nelle valli del Luce e dell’Avre. Hangard viene persa e ripresa. I francesi fanno qualche progresso fra Montdidier e Lassigny.
- Fermato l’attacco tedesco a ovest di Albert.
Fronte italiano
- Annunciato che le truppe inglesi in Italia ora tengono il settore nella pianura di Asiago invece del Montello.
Fronte asiatico ed egiziano
- Il War Office britannico riferisce i progressi in Mesopotamia, Palestina ed Hejaz.
DAL FRONTE ITALIANO
Lungo tutta la fronte le opposte artiglierie hanno svolto saltuarie azioni di molestia. Baracche menti nemici vennero colpiti in Val Rio Freddo (Posina).
Nostre pattuglie molto attive su parecchi tratti inflissero perdite all’avversario e riportarono prigionieri. In regione di Monte Tomba nuclei nemici vennero respinti a colpi di granate a mano.
Gli aviatori britannici hanno battuto sei velivoli nel cielo di Mansué (nord-est di Oderzo), ne hanno fatto precipitare un settimo e costretti a atterrare altri due sulle Melette.
Un apparecchio avversario è stato battuto da un nostro pilota su Campo Molon e l’artiglieria antiaerea mi ha colpito un altro, precipitato nella valle dell’Orina.
Firmato: DIAZ




