La prima volta dei gas
Nascondere la verità è un esercizio complesso. La Germania riceve l’ennesima bordata diplomatica, questa è targata Pietrogrado. Il Messaggero Ufficiale russo pubblica un telegramma spedito dallo Zar Nicola II al Kaiser. Il testo non è interpretabile, c’è scritto chiaro e tondo di «rimettere la questione austro-serba al tribunale dell’Aja». È un dettaglio che Berlino si è ben guardata dal rendere pubblico ed è un’altra grossa crepa nel fragile e discreditato impianto difensivo tedesco.
Il 31 gennaio le armate teutoniche sferrano un nuovo attacco nella regione di Bolimow. Guadagnano qualche metro e poco altro, ma per la prima volta nella storia vengono utilizzate armi chimiche. L’intuizione non è tra le più apprezzabili.
Per fortuna si risolve tutto in un fallimento: le bassissime temperature minimizzano l’effetto del gas, perlopiù disperso da venti avversi, mutevoli e impertinenti. La Germania ha però imboccato una strada potenzialmente senza ritorno, una delle tante pessime idee del genere umano. L’uso di gas tossici in battaglia è vietato, ma Berlino riesce ad aggirare le regole, si aggrappa a qualche cavillo e si prende ampie licenze poetiche sull’argomento.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il “Messaggero Ufficiale” russo pubblica il telegramma del 29 luglio 1914 con il quale lo Zar proponeva all'Imperatore Guglielmo di rimettere al Tribunale internazionale dell'Aja la questione austro-serba, circostanza che il Governo tedesco aveva taciuto.
Fronte orientale
- I tedeschi attaccano la regione di Bolimow, guadagnando un po’ di terreno. Per la prima volta viene fatto un uso massiccio di armi chimiche.




