Sciolta la Legione garibaldina
«L’Italia deve essere calma, disciplinata, fidente e pronta […] Tutti faremo il nostro dovere, con l’aiuto di Dio, agli ordini del Re e per la gloria della patria».
Le parole sono del nostro Primo Ministro Salandra, all’inaugurazione di un acquedotto a Gaeta. Ce n’è abbastanza per far riflettere, ma può voler dire tutto e niente. Di certo una lettura interventista potrebbe esser suggerita da un decreto del Ministero dell’interno: a partire dal 22 marzo sarà disponibile un unico tipo di pane, con meno grano e farina non raffinata. La crisi c’è e si fa sentire.
Dalla Francia arriva un’altra notizia: il 7 marzo viene sciolta improvvisamente la Legione garibaldina; per qualcuno si vorrebbe dare ai volontari italiani la possibilità «di partecipare all’imminente guerra nazionale». In realtà il vero motivo non è chiaro: i garibaldini hanno svolto un buon lavoro, soprattutto finché li si è lasciati in movimento. Le ipotesi sono varie e spaziano dalle diverse necessità della guerra di trincea al volerne evitare la completa distruzione.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- La Grecia richiede una spiegazione sull’occupazione inglese di Lemno.
- Il Ministro della guerra francese scioglie improvvisamente la Legione garibaldina, spiegandolo con la necessità di dare ai volontari italiani il modo di partecipare all'imminente guerra nazionale.
- A Gaeta Salandra, Presidente del Consiglio italiano, pronuncia un discorso col quale invita l’Italia a "essere calma, disciplinata, fidente e pronta”.
- Un decreto del Ministro dell'Interno d'Italia rende obbligatorio, dal 22 marzo, un tipo unico di pane con farina non raffinata.
Fronte occidentale
- Ostenda bombardata da sei aviatori inglesi.
Fronte orientale
- I russi inseguono i tedeschi in ritirata nelle foreste di Augustow (nord della Polonia).
- Duri scontri a Osowiec.
- Respinto l’ennesimo attacco austro-ungarico a Baligród (Carpazi).
Fronte asiatico ed egiziano
- Dardanelli: “Queen Elizabeth”, “Ocean” e “Agamaennon” continuano il bombardamento dal Golfo di Saros. Abbattute le artiglierie dei forti.
- Distrutte numerose artiglierie sulla costa di Smirne.
Parole d'epoca
Antonio Salandra
In occasione dell'inaugurazione dei lavori di un acquedotto a Gaeta
Veramente io non mi attendevo, per quanto nota mi fosse la gentilezza di questa città, una così cordiale e nobile dimostrazione di affetto. L'onorevole Tosti di Valminuta lo sa: io mi sono invitato da me perchè mi pareva d'avere una lacuna nella mia cultura non conoscendo Gaeta, questa città ricca di glorie celebrate nei due poemi sacri alla gente italica. Spero però di ritornarvi in un momento più calmo e senza che l'animo sia turbato da cure né gravi, né lievi, perchè solo così si potrà godere l'incanto di questo cielo e di questo mare. Oggi, purtroppo, il discorso deve volgere al serio; e al Sindaco di Gaeta ed al mio amico onorevole Tosti, che promuovono il benessere di queste contrade, io posso, non senza impegno, promettere di fare tutto quello che si potrà, mentre mi è caro e gradito di farlo per simpatia verso questa città. Quando tornerò semplice deputato, il collega Tosti mi avrà compagno nel patrocinare gl'interessi di Gaeta. Tutti gli oratori, oltre a questioni locali, hanno accennato a più alte cose.
Poco dirò, non perchè tema di compromettermi, avendo in trenta anni di vita parlamentare imparato a non dire quello che non voglio e a dire quello che voglio, ma perchè, profondamente commosso dalle parole del generale Morra, sento che non saprei esprimere con altrettanta efficacia l'animo mio. Rileverò soltanto alcune sue parole. Egli ha detto che la Brigata Savona sarà fidente, calma, disciplinata e pronta. Così deve essere il Paese; così tutta l'Italia deve essere come è la Brigata Savona: calma, disciplinata, fidente e pronta. Essere pronti senza calma e senza disciplina non è preparare la grandezza del Paese. Io mi trovai al mio posto in condizioni impreviste, superiori alle mie forze. Vi resto; e farò con profonda fede e coscienza tutto quello che si dovrà fare affinchè il Paese esca dalle presenti contingenze più grande e più forte. Tutti faremo il nostro dovere, come ha concluso il generale Morra, con l'aiuto di Dio, agli ordini del Re e per la grandezza e la gloria della Patria.





