24 Maggio, 1916

Un anno di guerra, tra festa e profughi

«Soldati di terra e di mare! Or fa un anno, rispondendo con entusiasmo all’appello della Patria, scendeste in campo a combattere il secolare nostro nemico, per il compimento delle rivendicazioni nazionali. Dopo aver superato difficoltà di ogni natura, avete lottato e vinto con l’ideale d’Italia nel cuore. Il Paese orgoglioso e grato vi sorregge nell’arduo compito». Questo è un estratto dell’ordine del giorno di Vittorio Emanuele III nell’anniversario dell’entrata in guerra.
A Roma Piazza del Popolo è gremita, partecipano a decine di migliaia. Un imponente corteo si srotola per via del Corso, fino al Campidoglio. Stando alle cronache dell’epoca sarebbe lungo sei chilometri. Difficile, tra le due piazze ne corrono al massimo due. La città è comunque tricolore, imbandierata a festa; chi non è in strada applaude dalle finestre e dai balconi.

Mentre Roma manifesta tutto il suo patriottismo, i comuni del vicentino devono gestire le migliaia di profughi in arrivo dal fronte. È un vero e proprio esodo.

 Al decimo giorno l’offensiva austro-ungarica rallenta. Il ritmo cala, ma la sostanza non cambia; lo conferma il bollettino ufficiale del 24 maggio: «È ormai compiuto lo sgombero dell’alto bacino del Pesina e dell’Astico. Le truppe si rafforzano a protezione della conca di Arsiero. Furono distrutte le artiglierie impossibili da ritirare. […] In Valsugana il ripiegamento delle nostre truppe sulla linea principale di resistenza continua lento e ordinato».

A Verdun la Germania picchia duro: Cumières viene conquistata, i francesi ricacciati indietro da Fort Douaumont. Parigi non si scompone: «Se i tedeschi attaccano, noi resistiamo a nostra volta, con un successo manifesto e continuo. Malgrado l’accanimento delle loro fanterie, le nostre fila rimangono ferme ovunque. […] Così la nostra linea difensiva, dapprima sommersa dall’ondata assalitrice, si ricostituisce nel lungo riflusso della marea nemica, rimasta per un istante stagnante di fronte alle nostre posizioni». C’è della poesia in questo bollettino ufficiale.

In America sale la temperatura tra Stati Uniti e Messico. Il Generale Carranza, capo del Governo messicano, ha inviato una nota a Washington con l’invito esplicito a ritirare il contingente militare a caccia di Pancho Villa.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Discorso sulle condizioni di pace di Sir Edward Grey alla Camera dei Comuni.
  • Nell’anniversario della proclamazione della guerra il Re d’Italia dirige un nobile proclama alle truppe di terra e di mare. In tutta Italia l’anniversario è celebrato con grandi dimostrazioni patriottiche.
  • Re Nicola del Montenegro invia una lettera al Presidente del Consiglio montenegrino, nella quale sconfessa il figlio Mirko, che si sarebbe recato a Vienna per ragioni di cura, e i Ministri rimasti nel paese, che non hanno autorità per parlare a nome del Governo.
  • Il Generale Carranza, capo del Governo messicano, con una nota ufficiale invita per l’ultima volta il Governo degli Stati Uniti a ritirare subito le sue truppe dal Messico e invia 30.000 uomini alla frontiera.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: i tedeschi catturano Cumières e riguadagnano Fort Douaumont.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I russi catturano Mama Hatun (Caucaso).

Parole d'epoca

Le scarpe al sole

di Paolo Monelli, alpino

Gnocchi e piccole all'ovo.

Piccola all'ovo è ciò che fatto con più arte si chiamerebbe zabaione. C'è questa regola nelle compagnie: che a qualunque ora del giorno e della notte, qualunque ufficiale può presentarsi a qualsiasi delle tre mense e pretendere dal cuoco la piccola all’ovo. Vino a parte. La regola piace molto a Casagrande e al cappellano e allo zappatore e a tutti dello stato maggiore, perché a quella mensa il maggiore ha imposto che più d'un quartino — misurato, ha mandato a comperare le bottigliette a Bassano — più d'un quartino a testa non si beve. Le chiavi del vino le tiene il vecchio. Gallina, più inflessibile d'un paletto a coda di porco. E allora dopo pranzo, lemme lemme, i subalterni se la battono, lascian solo il maggiore, piombano alle nostre mense a prendere il supplemento.

 

 

DAL FRONTE

In Valle Lagarina nel pomeriggio di ieri intenso bombardamento contro tutta la nostra fronte sulle due rive dell' Adige.
Una colonna nemica che tentava di avanzare a piccoli gruppi da Lizzana verso Marco fu arrestata dal fuoco delle nostre artiglierie.
Nella serata un attacco lungo la Vallarsa in direzione di Monte di Mezzo fu contenuto dalle nostre truppe.
Tra Valle Astico consueto bombardamento.
È ormai egolarmente compiuto lo sgombero del bacino del Posina e dell' Astico.
Le truppe si afforzano sulla linea di protezione della Conca di Arsiero.
Furono distrutte le artiglierie che non riuscì possibile di ritirare.
Tra Astico e Brenta il nemico iniziò ieri forte pressione contro le nostre posizioni ad oriente della Val d'Assa.
In Valle Sugana, il ripiegamento delle nostre truppe sulla linea principale di resistenza, iniziato il giorno 22, continuava ancora ieri lento ed ordinato.
In Carnia violento duello delle artiglierie nell' Alto But.
Lungo la rimanente fronte nessun importante avvenimento.
Velivoli nemici lanciarono bombe sulla stazione della Carnia facendo qualche danno e alcune vittime.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori