25 Maggio, 1916

La battaglia per il Passo di Buole

Un pensiero si fa strada, si insinua nelle certezze italiane. È un tarlo: qualcosa non va, quei bollettini ufficiali non convincono fino in fondo. Il grande pubblico è insoddisfatto, vuole più informazioni, più trasparenza. È l’annoso problema della propaganda. Arrivati a questo punto l’Agenzia Stefani è costretta a richiamare all’ordine il Paese: «I bollettini dell’alto comando sono concisi, ma sufficienti a seguire le sorti della guerra»
L’avanzata nemica prosegue: Bettale, il Cimone e la “Bocchetta” del Portule cadono in mani austro-ungariche. Dopo le scaramucce preliminari, il 25 maggio inizia la battaglia per il Passo di Buole: respingiamo i primi assalti, ma sarà una settimana di passione.
La guerra colpisce lontano, persino a Bari. Nel pomeriggio la città patisce il raid dell’aviazione asburgica: diciotto i morti, una ventina i feriti e nessun obiettivo militare colpito.


Sul fronte occidentale i tedeschi caricano a testa bassa tra Haudromont e Thiaumont. Anche i francesi sono maestri di propaganda: «I nostri fuochi di sbarramento e le nostre mitragliatrici hanno falciato le orde degli assalitori. Mucchi di cadaveri giacciono sulle pendici che la colonna nemica tentava di salire. […] Tutta la regione è trasformata in un carnaio, le perdite tedesche sono molto superiori alle nostre». Non è vero, dall’inizio della battaglia di Verdun il numero dei caduti è favorevole ai tedeschi.

In Africa, nella regione del Kilimanjaro, proseguono con successo le operazioni britanniche. E stanno arrivando rinforzi dalla Rodesia e dal Nyasaland. I tedeschi si ritirano, inafferrabili.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Re Giorgio, in occasione dell’entrata in vigore del Military Service Act, invia un messaggio al popolo inglese, esaltandone il patriottismo e lo spirito di sacrificio, per i quali finora si sono arruolati più di 5 milioni di volontari.
  • Lloyd George si impegna nella risoluzione della disputa irlandese.
  • Un decreto del Luogotenente del Re d'Italia anticipa l’ora legale, a cominciare dalla mezzanotte del 3 giugno fino a nuova disposizione.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: i tedeschi attaccano fra la foresta di Haudromont e Thiaumont Farm.

Fronte italiano

  • Gli austro-ungarici prendono Bettale.
  • Gli Italiani perdono il Cimone e la "bocchetta" del Portule.
  • Comincia una battaglia di fanteria per il Passo di Buole (Trentino) che durerà sei giorni.
  • Aeroplani austro-ungarici bombardano Bari: 18 morti e 20 feriti.

 Fronte asiatico ed egiziano

  • Due battaglioni italiani sbarcano a Moraisa (ovest di Sollum).

Fronte d’oltremare

  • I tedeschi si ritirano nell’Africa orientale tedesca, mentre nella regione del Kilimanjaro i britannici occupano Same, Rufu, Lembeni e Ngulu.
  • Comincia l’avanzata britannica dal Nord della Rodesia, dal Nyasaland e dalle frontiere verso l’Africa orientale tedesca.

Parole d'epoca

Ritirata

di Caterino Nazari, tenente

Durante la notte si scatena un violento temporale con pioggia torrenziale. Nessuno di noi aveva di che coprirsi, siamo sulla strada del Lemerle. Fa freddo e siamo tutti bagnati. Pazienza. Sull'altipiano si combatte. Alle ore 7 si ripiglia il traino degli altri due cannoni che sono a Magnaboschi; intanto io procedo innanzi sulla strada e raggiungo l'accampamento dove è il Cap. De Negri e i S. T. Sabelli e Missa. Ottengo da loro un aiuto di 100 uomini per il nostro traino. Ci fermiamo qui tutta la giornata in attesa di ordini. Vedo passare un prigioniero austriaco fra due bersaglieri. Alla sera alle ore 22 arriva un ordine superiore di iniziare il traino verso il Turcio. Alle 23 circa arrivano per il traino delle pariglie finalmente ci aiutano i cavalli! Gli uomini erano assolutamente stanchi, e sfiniti. S'inizia il traino: io sono al 1° pezzo: la strada è oscura. Sull'altipiano si combatte. Arrivano in posizione molte batterie da campagna, nostre: questo ci rallegra. Incontriamo anche diversi reggimenti di fanteria. Alle ore 9.15 sulla strada verso il Turcio il cannone in traino si inclina sul ciglio della strada stessa che era stretta e si dovette lasciare il passaggio ad una batteria da campagna.

Per mia fortuna nessuno perde la calma: si applica alla ruota di destra dell'affusto una fune facendo il pan di ruota: si riempie di grosse pietre il piccolo fosso per evitare il cedimento del terreno e cogli uomini in forza alla lunga si riesce a tirare il cannone sulla strada in 25 minuti. (fortuna!). Alle 4,15 si arriva oltre il Bosco del turcio al posto di comando del mag. De Gennaro. In quella casera erano distesi circa un centinaio di feriti: si può dire che il combattimento è appena incominciato, sul Mosciach [Mosciagh n.d.r.]: il nemico mira a scendere in direzione di Gallio. Noi continuiamo il traino per la strada che dal [illeggibile] conduce all'osteria di Fontanella e S. Giacomo di Lusiana. Pittoresco è il punto della strada dal quale si osserva la sottostante pianura veneta: tutta verde e promettente di abbondanti prodotti: mi sento commuovere ad ammirare tanta grandezza di paesaggio che purtroppo è desiderato [e] minacciato dal nemico che s'avanza. Ma che possa egli riuscire nella sua azione? Spero di no: incontriamo numerose truppe di fanteria che salgono per contrastare il passo al nemico, sulla strada è un via vai di automobili ambulanze che trasportano feriti. Alle 10.30 arriviamo a S. Giacomo di Lusiana: si fa una sosta di due ore.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Dallo Stelvio al Garda scambio di tiri di artiglieria e di fucileria con maggiore intensità nelle zone del Cevedale e del Tonale. In Valle Lagarina la notte sul 24, dopo intenso bombardamento contro le nostre posizioni di Coni Zugna il nemico pronunciò due attacchi in direzione di Serravalle, e del passo di Buole. Fu vigorosamente respinto. Al mattino del 24 rinnovò con truppe fresche violento ed ostinato attacco verso il Passo di Buole. Fu ricacciato con gravissime perdite ed incalzato dalle nostre truppe che rioccuparono ancora l' altura di Parmesan a sud-est del Passo. Durante la giornata del 24 vivo duello di artiglierie: la nostra colpì in pieno un pezzo nemico di medio calibro trascinato verso il Pozzacchio rovesciandolo. Fra Vallarsa e Posina, l' avversario dopo aver tenuto le nostre posizioni sul Pasubio sotto un violento bombardamento per tutta la giornata del 23, nella notte lanciò all' attacco forti colonne di fanteria, che falciate dai nostri tiri furono ributtate in disordine. Fra Posina ed Astico il nemico ieri rivelò le sue prime artiglierie lungo la linea da Monte Maggio a Toraro. Furono efficacemente ribattute dalle nostre. Nel settore di Asiago ed in Valsugana situazione invariata.
Lungo il rimanente della fronte fino al mare intermittente attività delle artiglierie. Le nostre provocarono lo scoppio di un deposito di munizioni sul rovescio del Monte S. Michele.

Firmato: CADORNA

 

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori