8 Giugno, 1916

Atene: il danno e la beffa

Ad Atene hanno ricevuto il messaggio forte e chiaro: nel tentativo di sventare il blocco Alleato, il Governo Skouloudis corre ai ripari e ordina la smobilitazione immediata di dodici classi dell’esercito. Definiamolo “un gesto di buona volontà”, un “noi non vogliamo creare nessun problema”. Ma l’Intesa non si convince così a buon mercato, il blocco continua. Londra e Parigi, con un po’ di sadismo e una faccia tosta da guinnes, quasi si discolpano: «Sono i trattati internazionali a impegnarci a difendere l’integrità territoriale greca». Atene ingoia il danno e pure la beffa.

In Francia si ragiona su un’eventuale seduta segreta del Parlamento per discutere a porte chiuse gli argomenti più spinosi. In molti chiedono qualche spiegazione in più dal Governo: «Corre voce che le grandi perdite subite derivino da negligenze e imprevidenze. […] Bisogna uscire dalle incertezze, bisogna stabilire le responsabilità, vogliamo conoscere le sanzioni e le decisioni»


Atmosfera contradditoria a Pietrogrado: da una parte la gioia per i recenti successi; dall’altra un’accentuata, forse esagerata, inquietudine per i vaghi fermenti svedesi. Stoccolma non ha gradito la fortificazione russa delle isole Åland, guardiane del Golfo di Botnia, ma da qui a una rottura della neutralità ne dovrebbe passare d’acqua sotto i ponti.

Sui campi di battaglia le conseguenze dell’offensiva russa non si lasciano attendere: Vienna, in cerca d’ossigeno, richiama a oriente alcune unità impegnate in Trentino. Qui la valanga austro-ungarica si è quasi arrestata, i progressi nel settore di Asiago sono sempre più lenti e insignificanti. Un colpo violento lo patiamo in serata: il piroscafo Principe Umberto, carico di truppe, viene affondato nel basso Adriatico.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il Consiglio dei ministri di Grecia ordina la smobilitazione immediata, congedando 12 classi. Tuttavia il blocco Alleato continua.
  • Il Reichstag tedesco approva i nuovi crediti di guerra per 12 miliardi.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: violento attacco tedesco a est e ovest di Thiaumont Farm.
  • Truppe britanniche inseguono i tedeschi a Zeebrugge.

Fronte orientale

  • Continua l’offensiva russa: si parla di 13.000 prigionieri. L'Armata del Generale Letchinsky, passato il Dnestr e il Prut, marcia su Chernivtsi (Czernowitz).
  • Gli austro-ungarici si rinforzano prelevando unità dal fronte italiano.
  • I russi respingono un attacco tedesco nel distretto di Vilnius.

Fronte italiano

  • Gli austro-ungarici avanzano lentamente nel settore di Asiago. Dopo strenua difesa, gli italiani sono costretti a ripiegare sulla linea di Monte Miela-Spil.

 Fronte d’oltremare

  • I britannici occupano Bismarckburg (l’odierna Kasanga) e i belgi si consolidano a Usumbara (Africa orientale tedesca).

Operazioni navali

  • Nel basso Adriatico è silurato e affondato il piroscafo italiano Principe Umberto, carico di truppe.

Parole d'epoca

Il Diario della guerra 1915-18

di Don Andrea Balestrazzi

Nel Giugno, mentre sul S. Michele attaccava con gas asfissiante, a Selz
l'austriaco barbaro ci molestò con tiri di granata a gas lagrimogeni, che per noi
furono una sorpresa...

  

DAL FRONTE

Nell'Alta Valtellina i nostri alpini ampliarono il possesso dell' alpestre massiccio dell' Ortler, occupandovi i Passi dei Camosci (3199 metri), dei Volontari (3042 m.), dell' Ortler (3359 m.) e la Capanna del Hochjoch (3530 metri). In Valle Chiese un reparto nemico attaccò il nostro posto di Scorzade, a monte di Daone: fu contrattaccato e disperso. Nella zona di Valle Adige, duelli delle artiglierie. Grossi calibri nemici bombardarono ieri le nostre posizioni a sud del Rio Cameras e sul Pasubio. Le nostre artiglierie dispersero nuclei dell' avversario a nord di Marco (Valle Lagarina) ed in Vallarsa ne bersagliarono efficacemente le batterie del Pozzacchio. Lungo la fronte Posina-Astico, attività intermittente delle artiglierie. Sull' Altipiano dei Sette Comuni la battaglia infuria lungo tutta la fronte. La sera del 6, dopo intensa preparazione delle artiglierie l' avversario reiterò gli attacchi contro le nostre posizioni a sud-ovest e a sud di Asiago. L' azione, durata accanita tutta la notte sul 7 si chiuse al mattino con la disfatta delle colonne assalitrici. Nel pomeriggio di ieri l' avversario rinnovò violenti sforzi al centro ed all' ala destra delle nostre linee. Precedute dal consueto intenso bombardamento, dense masse di fanteria si lanciarono più volte all' attacco delle nostre posizioni a sud di Asiago e ad est della Valle di Campomulo, ricacciato ogni volta con perdite ingenti. Lungo la rimanente fronte sino al mare azioni di artiglieria e consuete incursioni di nostri reparti. Nella zona di Monte S. Michele nostri tiri aggiustati provocarono esplosioni ed incendi nelle linee nemiche.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori