L'erosione del consenso
Disagio, una sensazione pericolosa, preoccupante in momenti così gravi. Per qualche ragione misteriosa, forse un mezzo miracolo, un commento de La Stampa sguscia tra le maglie della censura: «Da una parte un Ministero muto, dall’altra un Parlamento assente». È la perfetta sintesi del vicolo cieco imboccato dall’Italia, tra informazione controllata e discussioni eluse.
Il Governo si è isolato per troppo tempo, ha perso contatto con il Paese e la sua rappresentanza. Troppe le spiegazioni mancate, troppa la strada percorsa a fari spenti. Finora è stato appoggiato più per sentimenti di dovere e disciplina che per reale convinzione, ma il castello di carte è fragile, soprattutto adesso.
Il 9 giugno la Camera dei deputati approva il bilancio dell’interno. Sembrerebbe un’altra vittoria per il Gabinetto, eppure i 120 voti contrari rappresentano un monito non trascurabile, l’erosione del consenso è trasversale.
Al fronte sta cambiando l’inerzia: dall’Adige al Brenta gli italiani abbozzano una reale controffensiva: registriamo qualche progresso in Vallarsa, tra il Posina e l’Astico e sul versante occidentale del Monte Cengio.
Molto più incisiva l’azione russa sul fronte orientale: l’avanzata si sviluppa su un territorio immenso, più rapidamente di quanto si potesse pensare. Per i giornali Alleati è un «pugno da colosso». Superati il Dnestr e il Prut, le armate zariste marcerebbero ora su Chernivtsi. Pietrogrado annuncia la distruzione di tre intere armate austro-ungariche, eserciti in rotta e perdite asburgiche pari a circa 200.000 uomini. I dati sono loro, una punta di esagerazione è probabile.
L’entusiasmo cresce, molti commentatori definiscono la situazione viennese da “mani nei capelli”.
Sul fronte occidentale, caduto il forte di Vaux, i tedeschi hanno spostano le proprie attenzioni sul settore di Thiaumont e, nostalgici, sulla collina 304: attacchi violenti, ma respinti.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- A Londra si tiene un grande consiglio di guerra franco-britannico, presieduto dal Primo Ministro Asquith.
- Alla Camera italiana il bilancio dell’Interno, approvato a scrutinio segreto, ottiene solo 191 voti favorevoli contro 120 contrari.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: respinto l’attacco tedesco alla Hill 304.
Fronte italiano
- Comincia la controffensiva italiana sul fronte trentino: si registrano dei progressi.
Fronte orientale
- I russi catturano la testa di ponte a Rozhyshche (nord di Lutsk) e attraversano lo Strypa; 500 prigionieri.
- I russi annunciano che tre armate austro-ungariche sarebbero completamente disfatte, che il fronte nemico è sfondato lungo un’estensione di 150 km. e che il nemico si ritira precipitosamente, avendo perduto 200.000 uomini.
Fronte asiatico ed egiziano
- Gedda (Arabia) catturata dalle truppe arabe.
- I russi, dopo la vittoria di Khanaqin, occupano la città di Qasr-e Shirin (confine tra Persia e Mesopotamia).
Fronte d’oltremare
- I britannici catturano l’isola Ukerewe (Lago Victoria). Combattimenti a Kondoa Irangi (Africa orientale tedesca).
- Battaglia di Mkalamo (sulla ferrovia settentrionale nell’Africa orientale tedesca).
Parole d'epoca
Ipotesi di vendetta
di Alfonso Onofrii, Militare, 18° reggimento fanteria
Quando ero sul monte Katz, una notte una nostra vedetta uccise con un colpo di baionetta il tenente che comandava il reparto zappatori del mio battaglione, che alla testa del reparto veniva in trincea per portare dei materiali per la sistemazione della postazione. Al buio, non pratico del luogo di recente occupazione, la vedetta intimò l’alt e non avendo ricevuto tempestivamente in risposta la parola d’ordine, sferrò il colpo e l’uccise. In quella circostanza non fu facile stabilire le responsabilità, anche perché l’ufficiale precedeva di alcuni metri i soldati, che asserirono di non aver sentito intimare l’alt. Questo incidente costituisce un esempio dei tanti orrori della guerra: l’episodio fu lungamente commentato e qualcuno lo ricollegò ad un altro evento atroce, di cui fu protagonista lo stesso ufficiale.
Quando infatti fui comandato alla corvè delle munizioni nella zona di Selz, ad ogni viaggio che facevo col mio plotone, dovevo presentarmi al comandante del battaglione. In uno di detti incontri, trovai davanti al comando molta confusione ed appresi che erano stati sparati dei colpi di fucile verso tale comando, da due soldati, che risalivano la posizione per recarsi in prima linea. Nel buio furono presi come autori dei colpi due soldati e fu decisa la fucilazione degli stessi. Il maggiore voleva che comandassi il plotone di esecuzione, ma come ufficiale di complemento mi rifiutai. La fucilazione avvenne nel canale di irrigazione poche ore dopo e fu comandata da quello stesso tenente, che morì poi con il colpo di baionetta infertogli dalla vedetta. Forse perché era notte o per i tiri non ben diretti, uno dei soldati, dopo la scarica, ebbe la forza di risalire l’argine del canale e di fuggire. L’ufficiale impugnò la rivoltella, lo raggiunse e lo uccise. Questo avvenimento ed il modo come si svolse colpì molto i soldati presenti. Non è perciò da escludere che il colpo di baionetta fosse una vendetta nei confronti di questo ufficiale.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Nella zona di Valle Adige, duello delle artiglierie. Le nostre provocarono incendi e scoppi di depositi di munizioni in Anghebeni (Vallarsa). Lungo la fronte Posina-Astico, la sera del 7 masse nemiche raccolte fra Sant' Ubaldo e velo d' Astico, accennarono ad un attacco verso Monte Ciove e Monte Brazome. Furono prontamente disperse da tiri aggiustati delle nostre artiglierie. Sull' Altipiano dei Sette Comuni la battaglia continua con estrema violenza; la sera del 7 la lotta sulle nostre posizioni ad est di Campomulo si protrasse accanita fino alle 23. Le nostre fanterie fecero strage degli attaccanti. Sulla fronte di una sola compagnia furono durante la notte contati 203 cadaveri nemici. Nella giornata di ieri l' avversario ricevuti nuovi ingenti rinforzi, dopo intenso bombardamento di numerose batterie rinnovò gli attacchi nella zona ad est di Asiago e del Campomulo. Gli Alpini e la fanteria respinsero più volte le colonne nemiche contrattaccandole violentemente alla baionetta. Alla fine della giornata i nostri, per sottrarsi all' azione delle artiglierie nemiche, ripiegarono su nuove posizioni a qualche centinaio di metri più ad est delle precedenti. In Valle Sugana attività di artiglierie. Sono segnalati nostri felici attacchi nella zona di Podestagno (Alto Boite) e sulla Rienz Nera.In Carnia e sull' Isonzo attività delle artiglierie e scambio di bombe.
Firmato: CADORNA





