3 Luglio, 1916

La necessità di un secondo mattatoio

Se il primo giorno della battaglia della Somme è stato il più nefasto nella Storia militare dell’Impero britannico, i due successivi non sono andati molto meglio. Come inizio è difficile far peggio. Il 3 luglio l’esercito di Sua Maestà conquista La Boiselle e Ovillers, ma a nord dell’Ancre non gli riesce nulla, buio pesto. Anche perché un terzo dei proiettili d’artiglieria ha fatto cilecca, non sono esplosi. Aver forzato la mano alle industrie ha compromesso la qualità dei prodotti; una granata su tre è utile quanto un sasso.
Il Generale Haig già non era convintissimo prima, figuriamoci ora, quando gli giungono notizie più precise sulla catastrofe. Ha una mezza idea: interrompere tutto e aspettare tempi migliori, ma non può farlo. Joffre e l’alto Comando Alleato gli hanno fatto capire una scomoda verità: nonostante i truffaldini comunicati ufficiali, la Francia non può sostenere la battaglia di Verdun, rischia di salutare la compagnia. Parigi ha bisogno di un secondo mattatoio per logorare i tedeschi, per dissanguarli. Dunque si prosegue, abbandonare Parigi non è un’opzione.

C’è una frase famosa a descrivere la battaglia della Somme: «Erano un branco di leoni guidati da asini». C’è senza dubbio del vero, ma è solo una parte della verità. Sì, sono stati commessi tutti gli errori possibili, ma nel 1916 non c’erano molti modi per rimediare. Un esempio su tutti: le comunicazioni. Una volta i Generali potevano influire direttamente sulla battaglia, erano lì, in prima linea a impartire ordini e correttivi. Ma in questo momento storico non è possibile. Su un fronte di decine di chilometri, con artiglierie in grado di colpire a grande distanza, Haig dovrebbe avere il dono dell’ubiquità per ottenere un quadro aggiornato della situazione. Nei primi tre giorni il Comando britannico è addirittura convinto di aver ottenuto larghi successi.
Ai francesi va un po’ meglio: nel lor settore continuano ad avanzare, tanto da prendere Buscourt, Flaucourt e Assevillers.

Sul fronte orientale i russi ottengono una vittoria nello scacchiere di Lutsk, dove stoppano gli austro-tedeschi del Generale Linsingen; più a nord, in Bielorussia, le armate zariste pressano a fondo nella battaglia di Baranavičy.
Buone notizie anche dal fronte turco-caucasico: dopo aver incassato l’iniziativa ottomana, i russi tornano all’offensiva a Erzincan, a ovest di Erzurum.
Intanto Pietrogrado firma una convenzione con il Governo giapponese, un accordo in teoria destinato a mantenere una pace costante in Estremo Oriente, a risolvere ogni controversia sui rispettivi diritti e sfere d’influenza, a impedire qualsiasi operazione ai danni di uno dei contraenti.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Rapporto della Commissione Reale sulle cause della ribellione irlandese.
  • Russia e Giappone firmano una convenzione per stabilire politiche comuni, così da mantenere una pace costante in Estremo Oriente.

Fronte occidentale

  • Battaglia della Somme: i britannici catturano La Boiselle e Ovillers, azioni poco incisive a nord dell’Ancre; i francesi occupano Bois de Chapitre, Feuillères, Buscourt, Flaucourt; presa anche Assevillers a sud.
  • I tedeschi conquistano e perdono Damloup (Verdun).

Fronte orientale

  • Attacco dei russi sulle alle linee marittime tedesche vicino Riga.
  • Sul fronte di Lutsk i russi sconfiggono le truppe del Generale Linsingen.
  • Continua la battaglia di Baranavičy (Bielorussia).

Fronte italiano

  • Gli italiani attaccano le posizioni di quota 85 e quota 121, nel settore di Monfalcone: riescono a porvi piede, ma poi ne vengono ricacciati.

 Fronte meridionale

  • Aerei francesi, partiti da Salonicco, effettuano raid su Sofia.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Inizia la battaglia di Erzincan: i russi riprendono l’offensiva in Turchia, a ovest di Erzurum.

Fronte d’oltremare

  • I britannici avanzano in Africa orientale, nelle regioni fra il Lago Tanganyika e il Lago Victoria.

Parole d'epoca

Mio fratello è ferito

di Cesare, detto Gino, Ricceri

Carissima Madre
Oggi stesso ò ricevuto la tua cara lettera più quella di mia sorella più ancora un'altra. Non puoi credere che ancora mi trovo colle lacrime agli occhi nell’avere appreso la notizia di Riccardo che si trova ferito.  Ma questo ritardo un cattivo pensiero mi balenava alla m ente e purtroppo si è avverato. Cara Madre ma dopo pochi istanti che leggevo le vostre care lettere o ricevuto notizie di lui dove tutto mi dice quanto voi mi dicevate nelle vostre lettere più anch’esso mi dice che è stato ferito ad un braccio e che riceve giornalmente le più amorevoli cure dai medici e che ora si trova in via di guarigione senza impedimenti.
Cara Madre come ti annunziavo in una mia antecedente che eravamo scesi a riposo per qualche diecina di giorno non appena trascorso il secondo giorno subito un ordine di partire nuovamente essendo stato fatto l’avanzata e per conseguenza siamo ripartiti abbiamo rifatto tutta la strada dove eravamo i famosi giorni 30 e 1

giugno più abbiamo salito un altro altissimo monte pressappoco in vicinanza de Monte Maggio sotto un’aqua torrenziale dove nella notte abbiamo dormito sull’altissima erba fradicia e noi tutti fradici che si grondava ed abbiamo li a metà monte per poi alla mattina riprendere il cammino non puoi credere quanto abbiamo sofferto freddo essendo così bagnati e questo è stato tutto il nostro riposo.
Cara Madre sappi che ora mi trovo nuovamente in prima linea però succedono piccoli attacchi perché per quanto ci dicono che si siano ritirati ma però l’artiglieria imperversa furiosa sempre su di noi e così per il momento è andato tutto a monte di quanto ti dicevo riguardo ad andare alla sezione mitragliatrice.
Cara Madre non ti fare meraviglia del ritardo perché l’ò tenuta in tasca mia perché mentre la scrivevo si dovette immediatamente partire.
Cara Madre credi che del coraggio me ne faccio ma spesse volte mi perdo considerando così una cosa molto lunga. Altro non mi prolungo per il presente pur essendo sottoposto a tutte le intemperie mi trovo in ottimo stato di salute come pure godo nel sentire di tutte voialtre. Altro non ti dico saluta tanto le sorelle ed in special modo l’Iginà per suo gentile pensiero più ricevi i più affettuosi e cari saluti tuo Figlio Gino.
Oggi stesso scrivo anche a Riccardo
Cara Madre si passa dei brutti momenti e spesso con mangiare poco e bere meno

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Nella zona di Valle Adige il nemico bombardò ieri intensamente le nostre posizioni da Serravalle, al Pasubio: qualche colpo cadde su Ala. Le nostre artiglierie ribatterono con efficacia. Continuò con grande violenza il combattimento delle fanterie sulle pendici del Pasubio. In Valle Posina occupammo lo sperone nord-ovest del Monte Pruche, Molino in Valle Zara, Scatolari in Valle Rio Freddo. Continuarono le operazioni contro i capisaldi della difesa nemica in questa zona, Corno del Coston, Monte Seluggio e Monte Cimone. Sull' Altipiano di Asiago spingemmo ancora nuclei oltre i margini settentrionali della Valle d' Assa.Sulla rimanente fronte relativa sosta per la sistemazione dei mezzi di attacco nell' intricato terreno. In Valle Brenta scontri di riparti sulle pendici di Monte Civaron. Infliggemmo perdite sensibili e prendemmo prigionieri al nemico. Nelle valli dell' Alto But e del Fella intensa azione delle artiglierie. Sul Carso il nemico attaccò ieri le nostre nuove posizioni ad est di Selz. Fu respinto dopo violento corpo a corpo. Velivoli nostri eseguirono incursioni nell' Alta Valle d' Assa. Ritornarono incolumi.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori