"Niente fretta"
Un capolino timido, spaurito, le strade deserte e polverose sembrano meno ospitali, meno familiari per i circa 3.000 goriziani restati in città. Chi esce dai rifugi, dalle cantine, chiede da mangiare, chiede protezione, chiede aiuto o di poter seppellire i propri morti, abitua l’occhio e i sensi alla drammaticità. Forse i meno preoccupati sono i bambini: «Sporgono il musetto tra le gonne della mamma, della zia, della nonna». Sporchi, ingenui, ignari. «La guerra è una faccenda da grandi, non la capiscono». Luigi Ambrosini potrebbe averci visto giusto ancora una volta.
Passata la sbornia, piano piano stiamo tornando lucidi, realisti. Tra i primi a richiamarci all’ordine, alla concentrazione, c’è l’ex Colonnello Enrico Barone, esperto di storia militare, pubblicato da La Stampa del 13 agosto:«Non creiamoci delle illusioni, immaginando ora una facile e rapida liberazione di Trieste. Questo è stato solo il primo passo. […] E attenzione al Trentino. In questo momento il rischio di una rinnovata pressione austriaca è minore, ma non si può dimenticare quello scacchiere; il nemico potrebbe usarlo anche solo per distrarci e bloccare la nostra offensiva».
Al fronte i nostri progressi sono in linea con le nuove difficoltà: guadagniamo qualcosa sul versante settentrionale del Carso e sul pianoro di Doberdò. Dall’inizio della sesta battaglia dell’Isonzo abbiamo catturato oltre 15.000 prigionieri; come al solito non vengono divulgati i numeri delle nostre perdite.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Per ordine del Comando supremo asburgico tutte le città dalmate devono usare il nome croato negli atti ufficiali.
Fronte occidentale
- Attacco con granate in corso a Fleury (Verdun).
- I francesi fanno progressi a sud-ovest di Estrées.
Fronte orientale
- Respinto un attacco tedesco nella regione dello Stokhod (Volinia).
- Secondo un comunicato ufficiale i russi, dal 4 giugno a oggi, hanno preso 358.602 prigionieri (7.757 ufficiali), 405 cannoni, 1.326 mitragliatrici, 338 lanciabombe e lanciamine, 292 casse di munizioni. Il totale sale a 1.650.000 mila austro-tedeschi catturati dai russi dal principio della guerra.
Fronte italiano
- Gli italiani avanzano sul versante nord del Carso e prendono 800 prigionieri.
- Secondo un comunicato ufficiale dal 6 agosto a oggi gli italiani hanno fatto 15.393 prigionieri (331 ufficiali); presi anche 16 cannoni, numerose mitragliatrici e molto materiale.
- Le truppe italiane, impadronitesi del pianoro di Doberdò, conquistano l’importante Quota 121 a est di Monfalcone, il Debeli e, a est di Gorizia, la Quota 124.
Operazioni navali
- Il cacciatorpediniere inglese “Lassoo” affondato o da un siluro o da una mina al largo della costa olandese.
Parole d'epoca
Le scarpe al sole
di Paolo Monelli, alpino
Fuori non ci sono che le vedette. Due ore di turno e due di riposo, perché siamo rimasti troppo pochi.
Ambiguità nevosa fra il bosco, calma perfetta, senso d'una rete d insidia che può stringersi da un momento all' altro. La notte brilla con stelle indifferenti sull'attesa taciturna. Insonnia e veglia nel baracchino del capitano, dell comandò di battaglione: e pronto il conforto di caffè e di pane arrostito per l'ufficiale di servizio che ha finito il suo giro.
Nelle cavernette, nelle baracchine pochi dormono.
Dialoghi fra il capoposto e i suoi uomini, attorno al fuoco idi legna nel bidone, fumo acre che morde, facce tagliate crude dalla fiamma che profonda gli occhi in cavità enormi e incide le bocche segnate dalla barba crespa: nidi di mitragliatrici e d'energia insonne, se il nemico volesse attaccare.
Ma noi sappiamo bene che non ci pensa.
DAL FRONTE
Sul Basso Isonzo le instancabili nostre truppe importarono ieri nuovi brillanti successi.
Nel settore di Monfalcone, dopo due giorni di accanito combattimento, conquistarono le alture di Quota 121 e del Debeli.
Più a nord, oltrepassato il Vallone in tutta la sua lunghezza, spinsero l' occupazione fino ad un chilometro ad est di Oppacchiasella.
Sul margine settentrionale del Carso, la fortificatissima altura del Nad Logem (Quota 212), difesa dal nemico con estremo rigore, fu espugnata dalle fanterie della XXIIIa divisione, che presero 1565 prigionieri, dei quali 57 ufficiali, due cannoni di medio calibro ed alcune mitragliatrici.
Nella zona collinosa ad est di Gorizia fu conquistata l' altura di Quota 174, a nord di Tivoli prendendovi 533 prigionieri ed alcune mitragliatrici.
Sulla rimanente fronte consuete azioni dimostrative dell' avversario, ovunque respinte.
Nel complesso delle operazioni dal 6 agosto in poi furono finora accertati 15.393 prigionieri, dei quali 330 ufficiali. Il bottino di guerra comprende 16 cannoni, numerose mitragliatrici e materiali da guerra di ogni specie rinvenuti sul campo di battaglia e nei depositi di Gorizia.
Velivoli nemici lanciarono nella passata notte numerose bombe su Grado e Campalto ferendo tre marinai. Un nostro piccolo dirigibile fu incendiato. Si ebbero danni a case private.
Firmato: CADORNA





