Le reazioni al discorso di Wilson
“Bello il discorso di Wilson, commovente il suo ottimismo. Ma cosa ne sa lui, un idealista, della nostra guerra?” È più o meno questa la linea tenuta dai giornali dell’Intesa il 23 gennaio. I fini americani sono lodevoli, le idee morali grandiose, «però a una parte dell’umanità bisogna imporle con la forza, perché pensare di poterla persuadere a parole è una chimera». All’atto pratico la stampa Alleata non gradisce. Per il Daily Chronicle «Wilson non comprende come le atrocità commesse dalle Potenze centrali impediscano la possibilità di un accomodamento. Il mondo sarà più stabile quando avremo vendicato il torto». Per Le Figaro è quasi un problema razziale: «Il messaggio di Wilson è un bel sogno di pace, ma va considerata la prodigiosa distanza tra sogno e realtà […] Gli istinti etnici e la voracità della Germania si opporranno sempre alle nobili aspirazioni di Wilson».
Per compensare gli echi dello tsunami americano, la stampa francese pensa bene di correggere al rialzo la caotica slavina socio-politica russa.
Meglio ristabilire un giusto ordine di cose: «Il rescritto dello Zar ha fugato le apprensioni. […] Questo documento magistrale avrà un effetto enorme nel mondo. […] La Russia non è affatto scossa dagli avvenimenti della sua politica interna. La nazione è unanime per la guerra a oltranza; l’esercito, specchio della Nazione, è per la guerra a oltranza; lo Zar è per la guerra a oltranza. E vuole la vittoria quanto il suo esercito e il suo popolo».
Crederci fino in fondo, è questo il segreto.
E intanto i tedeschi lanciano una violenta controffensiva tra il lago Babītes e le paludi di Tirul: Riga è nel mirino.
La propaganda e soprattutto la censura sono un problema anche da noi. Ma in Italia siamo al paradosso: sono addirittura alcuni giornali a chiedere l’inasprirsi della censura per non turbare l’opinione pubblica. La Stampa, allibita, lancia il suo monito: occhio, perché a furia di ingannare il popolo la cosa può sfuggire di mano; e a quel punto è un attimo far esplodere il pandemonio.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Labour Party approva l’ingresso dei membri laburisti nel Governo.
- Arriva a Pietrogrado il Presidente del Consiglio rumeno, Brătianu, per prendere accordi politici e militari.
Fronte orientale
- Controffensiva tedesca fra il lago Babītes e le paludi di Tirul; i russi perdono molto del terreno precedentemente guadagnato.
Fronte meridionale
- I bulgari vengono respinti verso il Danubio vicino Tulcea.
Parole d'epoca
Fiori di trincea
di Don Giovanni Folci
Notte cattiva quella trascorsa e stamane mi sono alzato un po' indisposto. Prima santa Messa al posto di medicazione, seconda alle trincee del 3°battaglione. I soldati non sono molti: quasi tutti sono al lavoro.
Notizia tristissima; è morto all'ospedale il tenente De Vivo. Di qualità! eccellenti, ma troppo facile ai compagni di vita, tralasciava frequentemente le pratiche religiose, come un buon napoletano di Cassino.
Rizzo entra all'ospedale. Io mi metto a letto con febbre alta.
DAL FRONTE
Sulla fronte Tridentina scarsa attività dell' artiglieria nemica.
La nostra disperse lavoratori nemici nella zona del Pasubio (Valle Adige) sulle pendici di Monte Seluggio (Valle Astico).
Nel settore di Plava (Medio Isonzo) consueta lotta di bombarde.
A sud-est di Gorizia, dopo breve, ma vivissima preparazione dell' artiglieria, un riparto nemico riuscì momentaneamente ad irrompere in una nostra trincea, ma ne fu subito ricacciato.
Sul Carso duelli d' artiglieria di moderata intensità e attività di pattuglie.
Firmato: CADORNA





