Italia sorpresa
Benedetti mezzi di comunicazione antiquati. E benedetti fusi orari. È una fortuna che il messaggio di Wilson non sia ancora arrivato a Roma, perché il Ministro degli esteri Sonnino è già abbastanza irritato. Da qualche giorno i telegrafi sono occupati da fitte conversazioni con gli Ambasciatori a Londra e Parigi, conversazioni tutte caratterizzate da un’insoddisfazione epocale per le recenti parole di Lloyd George.
Il 9 gennaio Sonnino scrive un altro telegramma: «Il discorso di Lloyd George butta a mare tutti i nostri fini di guerra convenuti con gli Alleati, con la sola eccezione dei puri territori abitati da popolazione di razza e lingua italiana». Il messaggio si riallaccia ai precedenti: «Tutto ciò è contrario agli impegni presi. Francia e Inghilterra violano i propri doveri e i nostri diritti. […] Loro non mollerebbero nulla delle proprie aspirazioni e interessi in Asia Minore, Mesopotamia e Medio Oriente, ma vorrebbero resecare sul programma italiano, dimenticando i compensi pattuiti con noi».
La questione adriatica e quella turca, dove vorremmo insediarci, bruciano tantissimo; la frustrazione schizza su vette mai toccate. Sonnino prega Imperiali, l’Ambasciatore a Londra, di fare le dovute lamentele. E Imperiali farà eco al Ministro degli esteri nella risposta: «Lloyd George, avido di popolarità, deve capire che non siamo disposti a considerarlo un messia e a inchinarci senza riserve davanti al suo verbo».
La frustrazione è un sentimento comune anche ai laburisti britannici e ai socialisti francesi. Come Henderson, anche Albert Thomas ha il rimpianto di non aver partecipato a una conferenza con i russi a suo tempo, prima del precipitare degli eventi. Colpa di pregiudizi e scrupoli, di una scarsa comprensione degli eventi. «Se fossimo andati là, sarebbe stato facile sventare le trappole, dissipare i dissensi, sciogliere gli antagonismi e fare chiarezza».
E tra le grinfie della frustrazione non potevano mancare i russi, costretti ad ammettere ai negoziati di Brest-Litovsk i delegati ucraini. È l’autodeterminazione dei popoli, baby. Dopo tutti i proclami, Trockij e Lenin non possono negarla, neanche agli avversari di Kiev. I tedeschi hanno intravisto una debolezza e sono pronti ad approfittarne per isolare i russi.
A Pietrogrado piove sul bagnato, perché nel sud i Generali Alekseyev e l’ex golpista Kornilov annunciano la formazione di un’Armata anti-bolscevica di volontari: la futura “Armata Bianca”.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- I Generali russi Lavr Georgievič Kornilov e Michail Vasil'evič Alekseyev annunciano la formazione dell'"Armata dei Volontari”, prima formazione organizzata anti-bolscevica e progenitrice dell'Armata Bianca.
- Telegrammi da Kiev annunciano che fra il Governo bolscevico russo e il Governo dell'Ucraina si è fatto un accordo per la partecipazione dei delegati ucraini alle trattative di Brest-Litovsk.
- Continuano i negoziati russo-tedeschi a Brest-Litovsk.
- I bolscevichi lanciano un appello affinché i volontari marcino contro la “Borghesia nel mondo”.
- Australia: Hughes forma un nuovo Governo.
Fronte occidentale
- I canadesi effettuano con successo un assalto a sud di Lens.
Fronte asiatico ed egiziano
- Il War Office annuncia ulteriori attività arabe sulla ferrovia dell’Hejaz.
Operazioni navali
- H.M.S. “Racoon” affonda a causa di una tempesta di neve vicino alla costa scozzese: muoiono tutti.
Dal fronte italiano
REGIO ESERCITO ITALIANO - COMANDO SUPREMO
9 GENNAIO 1918
Vivaci raffiche di fuoco a cavallo del Brenta e tiri di molestia attraverso il Piave, tra le alture di Valdobbiadene e di Montello.
Un piccolo tentativo di attacco nemico in direzione di Monte Melago (altopiano di Asiago) venne sventato da nostro tiro di sbarramento.
Scontri di pattuglie con cattura di qualche nemico, in regione Asolone e scambio di bombe a mano sul Solarolo.
In pianura lavoratori nemici vennero dispersi di fronte a Palazzon, e movimenti avversari efficacemente battuti intorno a Noventa.
Su tuta la fronte continua il maltempo.
GENERALE DIAZ





