30 Gennaio, 1918

Germania in sciopero

La Germania può sminuire quanto le pare, ma se i tuoi stessi giornali stimano il numero di scioperanti tra i 300.000 e il mezzo milione, allora c’è qualcosa di serio sotto. E il movimento si estende, coinvolgendo Kiel, Monaco e Amburgo. La trinità alla base delle proteste tedesche è un déjà vu: cibo, pace, riforma elettorale. Ora sarebbe opportuno ottenere qualcosa da Brest-Litovsk, dove sono tornati i big e sono ripresi i negoziati.

Il 30 gennaio il Generale Diaz chiude la breve offensiva. Gli italiani hanno corretto la linea, ripreso alcune alture tra l’Altopiano di Asiago e il Brenta, rafforzato le posizioni, catturato 2.600 prigionieri e un bel po’ di materiale bellico. L’Austria-Ungheria avrebbe perso un paio di divisioni.
Calato il buio, si spengono le luci sulla prima giornata del Consiglio di guerra interalleato a Versailles. A Parigi però si accendono le sirene antiaeree: verso le 23:30 preannunciano una trentina di Gotha tedeschi e circa 14 tonnellate di bombe in caduta sulla capitale; 49 le vittime, 206 i feriti.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Gli scioperi tedeschi si estendono a Kiel, Monaco e Amburgo.
  • Consiglio di guerra interalleato a Versailles.

Fronte occidentale

  • 14 tonnellate di bombe vengono sganciate su Parigi, 1 aereo viene abbattuto; 49 morti e 206 feriti.

Fronte italiano

  • Finisce la battaglia sull’altopiano di Asiago; gli italiani guadagnano terreno in Val Frenzela, Valbella e Col del Rosso.

Fronte asiatico ed egiziano

  • La linea britannica avanza vicino Arnutiya, 20 km. a nord di Gerusalemme.

Operazioni navali

  • Il Brasile invia uno squadrone navale in Europa.
  • Il sottomarino inglese E-14 affonda a Kumkale nel tentativo di affondare la "Goeben".

DAL FRONTE ITALIANO

Le valorose truppe della zona degli altipiani hanno felicemente coronata l’azione da esse iniziata il giorno 27 ad est di Asiago, strappando al nemico munite posizioni ad occidente della Val Frenzela. Conquistate fin dal giorno 28 e mantenuti con grande valore il Col del Rosso e il Col Echele premuto sospinto l’avversario nella regione di Sasso Rosso, ributtati all’arma bianca I numerosi suoi contrattacchi, nella giornata di ieri il successo venne ampliato con l’espugnazione di Monte di Valbella. Fortissime furono le perdite inflitte al nemico che ebbe due divisioni quasi completamente distrutte; notevole il bottino di guerra, non del tutto calcolato, ma comprendente finora oltre 100 ufficiali e 2500 uomini di truppa prigionieri, 6 cannoni di vario calibro, circa 100 mitragliatrici, numerosissime bombarde, parecchie migliaia di fucili, ingentissime quantità di munizioni e materiali di varia specie.
Violenta fu la reazione dell’artiglieria nemica sulle posizioni, conquistate; rapidi e potenti concentramenti del nostro fuoco fin sui più lontani obiettivi; numerosi i tentativi di ricognizione e di offesa dei velivoli nemici; pronta l’aggressività dei nostri e aggiustato il tiro antiaereo, che, nelle tue giornate abbatterono 17 apparecchi avversari.

Durante le azioni dei giorni 28 e 29 l’eroica brigata “Sassari” (151° e 152°) e in particolare modo il 151° reggimento di fanteria, riconfermò il valore della sua gente, e la gloria delle sue bandiere; i reparti d’assalto 1° e 2° e 16°, la IV brigata bersaglieri (14° e 20°) col suo reparto d’assalto (4°) il 5° reggimento bersaglieri, i battaglioni alpini Val d’Adige, Stelvio, Monte Baldo e Tirano, assolsero magnificamente il loro compito e furono all’altezza del nome loro delle proprie fulgide tradizioni.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori