19 Febbraio, 1918

La Russia ci ripensa

«Non è Sir William Robertson a dimostrarsi impossibile, ma Lloyd George. Il Paese non può più permettersi di affidargli ancora il proprio destino». Morning Post.
«L’attuale regime di Lloyd George mira a ridurre il Parlamento all’impotenza. Bisogna restaurare il regime parlamentare contro le decisioni segrete e arbitrarie dell’attuale Gabinetto». Daily News.
Il licenziamento del Generale Robertson - non dimissioni e cambia molto - è una miccia. L’Inghilterra si spacca in due. Da una parte i favorevoli: «Smettiamo di discutere di uomini e criticare le deliberazioni di Versailles, queste saranno indispensabili per ottenere l’unità di azione e affrettare la vittoria». Dall’altra i contrari: «Le nuove disposizioni susciteranno attriti e tolgono alla Gran Bretagna la piena disposizione del proprio esercito. La larvata assunzione di un Generale unico comporta molte incognite e smentisce le assicurazioni date dal Governo».
Ok, “fuori i secondi” e vinca il migliore.

 Ora sì, all’orizzonte spunta un accenno di crisi ministeriale, nulla di certo, ma un campanello di allarme. Gli umori alla Camera dei Comuni non sono dei più accondiscendenti verso il Premier, si attendono spiegazioni. E Lloyd George le dà il 19 febbraio: «È una questione politica, non personale. Il Governo avrebbe desiderato mantenere al suo posto il Generale Robertson se fosse stato compatibile con la linea di condotta adottata a Versailles. Questa incompatibilità generò profondo rammarico. Parliamo di una linea di condotta abbracciata non soltanto da noi, ma da tutti i Governi e i capi militari Alleati, basata sulla concorde constatazione di una mancanza di compattezza e coordinazione. Basta esaminare gli avvenimenti del 1916 e del 1917 per convincersi della necessità di cambiare il meccanismo. […] Ma non è opportuno scendere in dettagli sul piano stabilito».
Il piano di Lloyd George è di adottare un’attitudine difensiva sul fronte occidentale e di mettere in difficoltà il suo dubbioso Alto Comando affiancandogli una seconda fonte di autorità.

Dall’altra parte d’Europa, sul fronte orientale, i tedeschi avanzano sereni su tutta la linea, dal Baltico alla Volinia; occupate Dvinsk e Lutsk. La pressione sui russi cresce, quasi insostenibile. Lenin, già poco convinto dell’idea di Trockij, ora si impone e il Soviet comunica a Berlino la volontà di firmare la pace, accettando in linea di massima le condizioni dettate dai tedeschi a Brest-Litovsk.
Novità anche nei rapporti tra Austria-Ungheria, Ucraina e futura Polonia: dopo le proteste sollevate dai polacchi, Vienna e Kiev si accordano non includendo necessariamente il distretto di Chełm nel territorio della Repubblica Popolare Ucraina. Poi si vedrà.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Una nota ufficiosa da Vienna annuncia che il Governo rumeno avrebbe espresso il desiderio di colloqui preliminari con i rappresentanti degli Imperi centrali per un'eventuale conclusione della pace. Il Ministro degli esteri Czernin si recherà in Romania.
  • Alla Camera dei Comuni Lloyd George difende le sue decisioni e chiarisce le ragioni che resero necessario l'accordo di Versailles, concluso con perfetta unanimità tra gli Alleati per l’unità di condotta della guerra, e spiega perché l'opposizione del Generale Robertson a tale accordo rendesse inammissibile la sua permanenza nell'ufficio di Capo di Stato maggiore.
  • Il Generale Sir H. Rawlinson nominato rappresentante delle armate inglesi a Versailles.
  • La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti approva il bilancio straordinario di 25 miliardi di crediti, che devono provvedere ai bisogni immediati dell'esercito, della marina e delle altre organizzazioni di guerra.
  • Austria-Ungheria e Ucraina firmano un accordo dove il distretto di Chełm della Polonia non sarà necessariamente incluso nella Repubblica ucraina.

  • Il Governo bolscevico dichiara formalmente la volontà di firmare la pace alle condizioni dettate a Brest-Litovsk dalla Quadruplice alleanza.

Fronte orientale

  • I tedeschi occupano Dvinsk (Daugavpils) e Lutsk e avanzano su tutta la linea da Riga alla Volinia, entrano in Estonia e pressano verso Tallinn e Pietrogrado.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I britannici sono ora a meno di 13 km. da Gerico.
  • Le truppe britanniche attaccano su un fronte di 24 km. a est di Gerusalemme, messi in sicurezza tutti gli obiettivi.

DAL FRONTE ITALIANO

Nella giornata di ieri la lotta delle artiglierie si mantenne sensibile verso il margine orientale dell’Altipiano di Asiago e a intervalli si sviluppò anche in Val giudicare, nel settore tra Posina-Astico e a sud del ponte della Priula. Nostre batterie aprirono di sorpresa il fuoco su forti nuclei nemici in Val di Galmarara e in Val di Seron e li obbligarono a disperdersi. Batterie francesi operarono efficaci concentramenti sulla propria fronte. Pattuglie britanniche, guadato il Piave, penetrarono nelle trincee avanzate della linea nemica.
Un velivolo avversario, colpito in duello aereo da un nostro aviatore, precipitò presso Pederobba.
Nelle prime ore della sera apparecchi avversari eseguirono incursioni nella pianura, lanciando bombe su località abitate; solo a Vicenza, dove esplosero quattro bombe, devesi deplorare qualche vittima: danni lievi.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori