30 Marzo, 1918

L'inizio della fine?

«È caduta! La Vergine di Albert è caduta!». La notizia è arrivata con i profughi e viene rilanciata da tutti i giornali dell’Intesa. Facciamo un passo indietro: all’inizio del 1915 una cannonata tedesca aveva centrato la Basilica di Albert, ma per uno strano scherzo della fisica la statua della Madonna, sulla sommità del campanile, era rimasta appesa per un nonnulla, in orizzontale, nel vuoto. L’assurdità di quella visione aveva generato una leggenda: quando la Vergine cadrà sarà l’inizio della fine della guerra.
Il 30 marzo la battaglia sul fronte occidentale rallenta ancora, alternando qualche strappo improvviso, localizzato soprattutto a Boyelles e Démuin. I tedeschi sono a circa quindici o sedici chilometri da Amiens, ma la città sembra ormai fuori pericolo. Per la stampa «il peggio è passato» e si fa strada l’impazienza per una controffensiva.

L’Italia osserva attenta, sul suo fronte regna la calma. Arturo Labriola, su La Stampa, illustra però una teoria interessante: la politica tedesca gioca una partita pericolosa “balcanizzando” l’ex Impero zarista; è vero, va considerato il “divide et impera”, ma la frammentazione artificiosa di quella realtà, così multiforme ed eterogenea, rischia di trasformarsi in un fattore di instabilità.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Lloyd George pronuncia un discorso sul corso delle presenti battaglie e annuncia la nomina del Generale Foch a coordinatore degli eserciti Alleati in Francia.
  • Re Giorgio d’Inghilterra ritorna a Londra dopo una visita al fronte.

Fronte occidentale

  • Su tutto il fronte tra Moreuil e Lassigny i contrattacchi francesi continuano; resistenza disperata agli attacchi tedeschi.
  • A nord della Somme, nella regione di Boyelles (fiume Cojeul) viene respinto un pesante attacco tedesco.
  • Sud della Somme: Démuin è presa e ripersa dai britannici.
  • Inizia la battaglia di Villers-Bretonneux.
  • Respinto un attacco tedesco sulle trincee belghe a est di Nieuwpoort.

Fronte meridionale

  • Albania: Gli Imperi centrali falliscono un attacco contro la testa di ponte italiana nel settore di Berat.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I britannici effettuano un raid sulla ferrovia dell’Hejaz vicino Amman (Giordania).

DAL FRONTE ITALIANO

Discreta attività delle opposte artiglierie in Val Camonica, a sud del Rio Ponale (ovest del Garda) E a cavallo dell’Astico. Nostra batteria colpirono traini nemici in Val San Lorenzo, movimenti di truppe a nord di Cortellazzo e provocarono lo scoppio di un deposito di munizioni a nord di Salgareda. Nuclei avversari vennero fugati da nostre pattuglie in Val di Concei, ad est del Lago di Ledro e nel settore Posina-Astico.
All’alba di stamane nostri velivoli hanno bombardato impianti ferroviari e campi di aviazione nemici. Un velivolo venne abbattuto da nostri aviatori presso Ponte di Piave; un altro da aviatori britannici nei dintorni di Spresiano.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori