31 Marzo, 1918

Time Out

Non è una vera pausa, ma quasi. I tedeschi si sono presi un attimo per rifiatare, del resto non ci si può far falciare dalle mitragliatrici troppo a lungo, neanche col turnover. Ma siccome al fronte si è tutti sulla stessa barca, anche gli Alleati ringraziano. Soprattutto i britannici sono sfiniti, usurati, sporchi e doloranti. Molti si reggono in piedi a stento, hanno il “piede da trincea”; quasi tutti crollano addormentati alla minima occasione, anche per pochi minuti e senza rendersene conto. Zombie. «Nessun elogio è troppo grande per i nostri uomini, per chi resiste da dieci giorni senza riposo e senza sonno».

Il 31 marzo Londra pubblica i resoconti dei progressi in Medio Oriente, sono buone notizie, sempre utili nelle difficoltà. Non saranno una grande distrazione, ma le costanti avanzate in Palestina e Mesopotamia aiutano il morale.
Proprio come l’inaspettato regalo dell’Arbeiter Zeitung. Un articolo del giornale socialdemocratico austriaco si lascia scappare un assist a Londra: «Neanche la più grande vittoria terrestre potrà costringere l’Inghilterra e l’America a una pace imposta». Nel discorso entrano dominio dei mari, blocco ai rifornimenti e la necessità di una pace di accordi.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Austria: articolo della Arbeiter-Zeitung sul potere del mare.
  • Lloyd George invia un messaggio ai Dominions: "l’ultimo uomo potrà contare”.
  • Completato l’accordo russo-rumeno sulla Bessarabia.

Fronte occidentale

  • Report comparativo sulle attività di bombardamento inglese e tedesca.
  • Scontri poco decisivi nelle valli del Luce e dell’Avre. Hangard viene persa e ripresa. I francesi fanno qualche progresso fra Montdidier e Lassigny.
  • Fermato l’attacco tedesco a ovest di Albert.

Fronte italiano

  • Annunciato che le truppe inglesi in Italia ora tengono il settore nella pianura di Asiago invece del Montello.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Il War Office britannico riferisce i progressi in Mesopotamia, Palestina ed Hejaz.

DAL FRONTE ITALIANO

Lungo tutta la fronte le opposte artiglierie hanno svolto saltuarie azioni di molestia. Baracche menti nemici vennero colpiti in Val Rio Freddo (Posina).
Nostre pattuglie molto attive su parecchi tratti inflissero perdite all’avversario e riportarono prigionieri. In regione di Monte Tomba nuclei nemici vennero respinti a colpi di granate a mano.
Gli aviatori britannici hanno battuto sei velivoli nel cielo di Mansué (nord-est di Oderzo), ne hanno fatto precipitare un settimo e costretti a atterrare altri due sulle Melette.
Un apparecchio avversario è stato battuto da un nostro pilota su Campo Molon e l’artiglieria antiaerea mi ha colpito un altro, precipitato nella valle dell’Orina.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori