I PERSONAGGI DELLA GRANDE GUERRA

Mata Hari

Il 13 febbraio 1917 è una data particolare: a Parigi il controspionaggio francese arresta la quarantunenne olandese Margaretha Geertruida Zelle, ma la Storia la ricorda come Mata Hari, dopo James Bond la più celeberrima e affascinante spia di sempre.
Lei è diversa, il suo destino è diverso, come capita alle persone speciali; a unire i puntini viene spesso fuori una figura coerente. E’ nata bronzea di carnagione, con i capelli nerissimi, di un nero profondo, scuro come i suoi occhi. Ha un’innata bellezza esotica, orientale, da mille e una notte; è fuori contesto nell’Olanda bionda con gli occhi azzurri. Ed eccolo il primo scherzo di un destino curioso: la sposa e la porta proprio in oriente, in Indonesia, a Giava. Qui la sua esistenza viene travolta dalle movenze, dal ritmo e dalla passionalità delle danze locali.
Con la vita fa un po’ a pugni, ma tornata in Europa diventa una Star con la “S” maiuscola. Lei vive per le luci della ribalta e in breve conquista il pubblico e soprattutto i cuori di tutto il continente.
Femme Fatale come pochissime, è una danzatrice magnetica, o, più volgarmente, una spogliarellista, una cortigiana. Sì, ma i suoi spettacoli vanno così forte da farla esibire in un museo, come fosse un gioiello, e in un teatruccio di Milano: La Scala.


E’ una regina, ha tutta la fama e tutti gli amanti desiderati. Ma resta intrappolata nella “Belle Époque” e, forse, in un mondo tutto suo, un mondo diverso e lontanissimo dalla realtà. Intanto ha cambiato nome, perché una così non può chiamarsi Margaretha Geertruida Zelle, meglio qualcosa di orientale, qualcosa come Mata Hari, grossomodo “Occhio dell’alba”. Già, ecco un’altra bizza del destino: lei, una spia, un occhio indiscreto per definizione, viene arrestata proprio al sorgere del sole, verso le sette del mattino.
E’ accusata di spionaggio: tutto vero. A corto di soldi e nostalgica della bella vita, ha accettato di lavorare per i tedeschi; agente H21. Il problema è che, già sospettata, accetta anche l’offerta francese. E se fare la spia è rischioso, fare il doppiogioco lo è in maniera esponenziale.
Alla fine i tedeschi la bruciano e i francesi non si fidano abbastanza da salvarla. E’ finta: la aspettano il carcere, il processo e la condanna a morte.
Mata Hari viene fucilata all’alba del 15 ottobre 1917, su un palcoscenico secondario, di periferia, a Vincennes, cittadina lontana dalle luci della ribalta, le sue luci, quelle adatte alla “Regina dei teatri di tutta Europa”, quelle più congeniali alla “donna che è lei stessa danza”.
Testimoni dicono si sia presentata davanti al plotone vestita con la solita eleganza da diva, tenendo un contegno impeccabile e rifiutando di essere bendata.
Un’apolide per vita e immaginazione, “la più intrigante e famosa spia della Storia” ha trovato la sua immortalità.