Colloqui anglo-rumeni
Il 25 gennaio Bucarest rispedisce al mittente un “suggerimento” dell’Intesa. Londra e Parigi consigliano di aiutare la Serbia, insieme alla Grecia. La richiesta, non proprio disinteressata, viene rifiutata. Ma tra Inghilterra e Romania il dialogo prosegue: in ballo c’è un prestito di cinque milioni di sterline.
Il minaccioso ultimatum tedesco a Bucarest continua a non trovare conferme. Nei circoli politici e diplomatici europei nessuno ne ha sentito parlare. In molti si affidano al buon senso: per quale motivo la Germania avrebbe dovuto forzare la mano al Governo rumeno? Spingere un nuovo nemico in guerra sarebbe del tutto illogico.
A Berlino il Governo tedesco stabilisce un controllo monopolistico su tutti i viveri importati: decreta il sequestro di tutte le riserve e lo stoccaggio di grano e farina a partire dal primo febbraio; a quel punto si procederà alla distribuzione. La Germania ha di fatto abolito la distinzione tra le risorse destinate ai civili e quelle per i militari. È un vano e maldestro tentativo di aggirare il contrabbando di guerra.
Il fronte occidentale vede i tedeschi respinti ancora a Ypres e a La Bassée, ma i francesi perdono terreno nella regione di Craonne.
In Polonia le armate del Kaiser devono fronteggiare l’avanzata russa a Pillkallen, l’odierna Dobrovolsk, l’ennesimo tentativo zarista in Prussia orientale.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Lettera del Papa Benedetto XV al Cardinale Pietro Gasparri, Segretario di Stato.
- Il Generale francese Sarrail conferisce decorazioni a Peppino Garibaldi e ad altri della Legione garibaldina.
- La Romania rifiuta il suggerimento dell’Intesa di unirsi alla Grecia in aiuto alla Serbia.
- Il Governo tedesco decreta il sequestro di tutto lo stoccaggio di grano e farina a partire dal 1 febbraio.
- Il Generale Pimenta da Castro succede a Coutinho come Premier portoghese.
- Il Generale Sir W. Robertson viene nominato Capo di Stato maggiore della British Expeditionary Force in Francia.
Fronte occidentale
- Attacchi tedeschi respinti dai francesi vicino Ypres e dai britannici a ovest di La Bassée.
- I francesi perdono terreno vicino Craonne.
Fronte orientale
- Zeppelin tedeschi atterrano vicino ai forti di Libau (Liepāja).
- Prussia Orientale: i russi avanzano nel distretto di Pillkallen (l’odierna Dobrovolsk).
- Duri combattimenti sui Carpazi.
Fronte asiatico ed egiziano
- Assalto britannico ad Alessandretta; tagliati i cavi del telegrafo.
Operazioni navali
- L’incrociatore leggero tedesco “Gazelle” viene silurato da un sottomarino russo a Rugen, ma viene rimorchiato al porto.
Parole d'epoca
Papa Benedetto XV
Lettera al Cardinale Pietro Gasparri, Segretario di Stato
Signor Cardinale, sul Nostro cuore di Padre, lacero già dalla crudeltà di uno spettacolo che l’umana storia mai non conobbe, il terremoto del 13 corrente ha aperto un’altra ferita, sanguinante di non meno vivo dolore.
Mentre sotto il colpo della raccapricciante sciagura adoriamo i disegni della divina Provvidenza, Noi ravvisiamo Nostro ufficio di dedicare senza indugio a sollievo delle sventurate e care popolazioni, rimaste superstiti dal tremendo flagello, tutte le cure di Padre e di Pastore, che Ci saranno consentite dalle strettezze della Sede Apostolica.
Evvi tuttavia, fra i superstiti, una schiera che reclama illimitata l’affettuosa Nostra sollecitudine, vogliamo dire i miseri orfanelli.
Dinanzi a questi infelici, Noi, signor Cardinale, sentiamo, più ancora che per ogni altro, le viscere della paternità che Gesù Cristo Ci ha data.
È perciò che, confidando nel saggio ed alacre zelo del quale Ella in pochi mesi Ci ha porto prove cospicue, e nutrendo fiducia che l’opera sua, nonché essere ostacolata, troverà da ogni parte favore, Noi abbiamo deliberato di conferire a Lei pieno mandato in ordine alla ricerca, alla cura ed alla educazione dei menzionati orfanelli, autorizzandola a prendere all’uopo tutti quei provvedimenti che saranno necessari. E Ci è grato sperare che non invano Ella si adoprerà nel nome del Vicario di Cristo, sia per asciugare queste amarissime fra tutte le lacrime, sia per formare tanti infelici alla vita religiosa e civile, alla quale la sventura li ha anche meglio preparati.
Conforto nei non lievi sacrifici onde l’ardua impresa Le sarà apportatrice, sia a Lei, signor Cardinale, l’Apostolica Benedizione che, auspice delle grazie celesti, di gran cuore Le impartiamo.
Dal Vaticano, il 25 gennaio 1915.





