Vecchie conoscenze
L’Impero asburgico ha affidato la questione italiana a due vecchie conoscenze del fronte orientale, due “epurati”: in Tirolo è stata concessa una seconda chance al Generale Dankl, “accompagnato alla porta” per il suo non brillantissimo 1914; ancor più interessante il fronte friulano, dove il comando l’ha preteso e se lo è preso Conrad von Hötzendorf, Capo di Stato maggiore asburgico. È lui il padre degli orrendi primi mesi austro-ungarici: i sui ripetuti fallimenti hanno suggerito a Vienna di affidarsi al comando tedesco, subordinando la sua posizione. Ora Conrad cerca rivincite e siccome è da sempre un fautore della guerra preventiva contro l’Italia, con tanto di piani d’invasione già pronti, è sembrato opportuno affidarsi a lui.
Per la Germania non c’è problema, ma Berlino rifiuta di inviare rinforzi: sono già abbastanza impegnati a tirare la carretta sugli altri fronti; Falkenhayn sembra dire: “Per una volta arrangiatevi voi”.
A Roma una dichiarazione del Governo affianca i bollettini ufficiali: «Gli Alti Comandi instaurano nell’esercito austriaco un regime di diffidenza e di sospetto che denota la scarsa coesione dell’esercito stesso».
Il Governo italiano definisce poi queste prime settimane «solo una premessa al piano delle operazioni». La vera offensiva contro l’Austria-Ungheria deve ancora iniziare e sarà ben più difficoltosa.
Al fronte si sta comunque facendo l’Italia e non parlo di regioni irredente, di territori liberati o conquistati. Parlo degli italiani, della trasmissione della cultura. Con la chiamata alle armi si sono improvvisamente messi insieme cittadini di regioni lontane. Per la prima volta molti meridionali entrano in contatto con le realtà settentrionali e viceversa. I soldati vedono luoghi d’Italia mai visti. E parlano di “casa”, di cucina, di abitudini; si scambiano tradizioni e modi di dire. Per la prima volta mondi distanti ben più dei semplici chilometri si trovano, si fondono, fraternizzano. Per certi versi si inizia a fare realmente l’Italia.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Consiglio comunale di Roma acclama l'on. Salandra cittadino onorario di Roma.
- Londra: seconda lettura della legge finanziaria.
Fronte orientale
- I russi si ritirano verso la linea di Horodok (Leopoli).
Fronte italiano
- Contrattacco austro-ungarico sul Pal Piccolo; un osservatorio rimane al nemico.
Fronte asiatico ed egiziano
- Attacco turco su Perim.
Dal fronte
Nulla di notevole da segnalare lungo la frontiera Tirolo - Trentino. In Cadore il nemico ha insistito nei suoi attacchi notturni contro Monte Piano, preparandoli durante il giorno con fuoco di artiglieria dal forte di Plätzwiese; ma venne egualmente respinto.
Nell' alta valle del Cordevole la nostra artiglieria provocò con i suoi tiri lo scoppio di depositi di munizioni verso Corte e danneggiò l' opera nemica dei Tre Sassi. In Carnia continua con successo il bombardamento di Malborghetto, dove venne provocata un' esplosione nella parte bassa del forte Hensel.
Si hanno maggiori particolari circa l' ardita operazione compiuta dagli alpini nella notte dall' 11 al 12, nell' aspra zona dell' Alpe Volaia.
Nonostante l' accanita resistenza, il nemico, annidato fra le rocce, fu cacciato e lasciò nelle nostre mani armi, munizioni, bombe e prigionieri. Costoro, arresisi perché non trovarono scampo, erano terrorizzati per lo slancio delle nostre truppe. Nella zona di Monte Nero la nostra artiglieria ha battuto un campo nemico, fugandone le truppe verso Plezzo.
Concordi dichiarazioni dei prigionieri fatti nei dintorni di Plava affermano che le perdite finora sofferte dall' avversario sono state gravissime. Dall' interrogatorio dei prigionieri si è constatato che la maggior parte di essi proviene dalle truppe che hanno sino ad ora operato contro la Serbia.
A Monfalcone il nemico tentò ieri d' incendiare il bosco ma fu respinto dalla nostra fucileria. Le fiamme vennero spente. Gli eccezionali calori di questi giorni hanno accresciuto sensibilmente gli inevitabili disagi della vita del campo, ma le nostre infaticabili truppe ne hanno sopportato gli effetti con costante e inalterabile serenità.
Firmato: CADORNA