5 Maggio, 1916

I tedeschi ci riprovano

«Giorno per giorno la nostra avanzata elimina la minaccia nemica contro le Mort Homme, com’è già avvenuto per la quota 304». Una pia illusione quella francese. Già, perché i tedeschi hanno lanciato una nuova, violenta, offensiva proprio sulla collina 304. Dopo il consueto delirio di artiglierie, il 5 maggio guadagnano terreno. Poco, ma comunque qualcosa. Nessuno scampato pericolo all’orizzonte parigino, la battaglia di Verdun continuerà ancora a lungo.

Sul fronte orientale non si segnalano grandi combattimenti, ma l’attività non è mai scemata, nessuno resta con le mani in mano. In una cosa i tedeschi restano un passo avanti a tutti: nelle vie di approvvigionamento. La guerra moderna ha bisogno di grandi arterie dove far scorrere la sua linfa vitale. La Germania, imitata dall’Austria-Ungheria, è perennemente al lavoro per migliorare le comunicazioni tra i centri produttivi, le retrovie e la prima linea. Dal Baltico alla Galizia si costruiscono strade e ferrovie, in previsione delle manovre estive.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Fucilati altri quattro ribelli irlandesi.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: i tedeschi guadagnano terreno sulla Hill 304.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I russi sconfiggono i turchi a Sermil (Persia).
  • Il dirigibile tedesco “L.Z.-85” abbattuto dalle navi da guerra Alleate a Salonicco.

Parole d'epoca

Prima marcia alpina

di Piero Jahier, poeta e tenente istruttore degli alpini

Uno per uno, bastone alla mano, e alla salita cantiamo.

Se chiedi le reni rotte alla mina, se chiedi il polso della gravina, se chiedi il ginocchio piegato a salire, se chiedi l’amore pronto a patire: son io, l’alpino, rispondiamo, e all’adunata corriamo.

Ma la montagna, alpino, è franata, ma la tua tenda, alpino, è sparita: alpino, tutta l’acqua è seccata, alpino, il vetrato gela le dita; ma la tua penna è folgorata. ma la gran notte di nebbia è sparita.

Uno per uno, corda alla mano, dove non si passa, passiamo.

E la balma di roccia si ricoprirà e l’acqua di neve ci disseterà; la penna il fulmine domesticherà, la nebbia il sole l’avvamperà quando l’alpino passerà.

DAL FRONTE

Lungo tutta la fronte azione delle artiglierie; la nostra intensificò il tiro nella zona fra Toblac e Innichen (Alta Drava).
Un velivolo nemico lanciò quattro bombe su Limone (Lago di Garda), senza fare vittime nè danni.
Tentativi di irruzione sul nostro territorio da parte di aerei nemici furono respinti dal fuoco delle nostre artiglierie e dal pronto intervento delle nostre squadriglie da caccia.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori