La collina 304
La nuova offensiva tedesca a Verdun è violenta. Persino i giornali francesi devono ammettere qualche défaillance: «Nel settore della collina 304 abbiamo sgomberato una parte delle nostre trincee, ormai sconvolte e rese indifendibili dai tiri dell’artiglieria nemica». Ma questo non significa grandi feste a Berlino. Il quadro generale resta refrattario a ogni svolta radicale. La scalata di quota 304 è un mezzo suicidio: gli assalitori devono avanzare allo scoperto, su un versante nudo; ogni centimetro è tenuto sotto tiro dalle mitragliatrici francesi, con l’artiglieria pronta a martellare il minimo movimento. Calma piatta sul fronte orientale; progressi russi in Persia e belgi in Africa.
In Italia è tempo di anniversari: è passato un anno dall’inaugurazione del monumento ai Mille di Quarto. A Genova parla il Ministro Barzilai: «I Governi nemici, mentendo, guadagnarono un’ampia concordia all’inizio della guerra, ma adesso, con il passare del tempo, questo favore si attenua, si sfalda. Qui da noi si assiste al fenomeno opposto: prima gli animi erano divisi di fronte al problema bellico, ora il consenso è quasi unanime».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: continua la lotta per la Hill 304.
Fronte asiatico ed egiziano
- I russi occupano Serin el Kerind (Persia).
Fronte d’oltremare
- I belgi occupano Kigali (Africa orientale tedesca).
Parole d'epoca
Fiori di trincea. Diario vissuto da un cappellano di fanteria
di Don Giovanni Folci
Tra il verde cupo di boschi e prati fatto ancor più oscuro da un cielo torbido che appena ci permette un po' di luce solare a spiragli, si dispiega una massa rossastra di tetti di case. È Velo d'Astico ai piedi del Sommano e del Brazome ultimi tentacoli delle grandi catene alpine. Dinnanzi, sul piazzale grande, campeggia la bianca chiesa ed il campanile lacerati in più parti dall'urto orrendo di granate austriache. Più su, verso di noi, "la Montanina" del grande Fogazzaro, ridotta ad un ammasso di rovine occhieggianti di tra gli alberi stroncati nei bianchi filoni aprentisi al cielo, quasi membra straziate, mutilate. Ricordi di pace, d'anima generosa, di meditazioni vaste, sublimi, di idealità grandiose. Ricordo di un illustre amatore della patria. Ricordo di uno spirito resosi a Dio nella purificazione del sacrificio e del dolore in una religiosità di pratiche edificanti.
DAL FRONTE
Sulle pendici del Mozzolo (Valle Giudicaria), sull' Alto Astico, sulla Marmolada, intense azioni delle artiglierie e scontri di riparti di fanteria. L' avversario subì ovunque sensibili perdite. In Carnia l' artiglieria nemica lanciò alcuni proiettili di medio calibro sull' abitato di Paluzza, nell' Alto But, producendo lievi danni. Di rimando le nostre artiglierie bombardarono Mauthen nella Valle del Gail. Nella zona di Plezzo il nemico pronunciò con forze numerose insistenti attacchi contro le nostre posizioni di Cukla. Ricacciato ogni volta lungo quasi tutto il tratto della fronte assalita, all' ala destra riuscì a mantenersi in una nostra trincea. Prendemmo al nemico 43 prigionieri, tra i quali 1 ufficiale. Nella zona di Gorizia un velivolo nemico colpito da una nostra batteria controaerea fu visto precipitare in territorio proprio nei pressi della città.
Firmato: CADORNA




