24 Febbraio, 1918

Russia umiliata

La Germania è un rullo compressore. Sul fronte orientale incamera chilometri e bottino, spesso abbandonato; per i tedeschi non c’è ragione di fermarsi, non ancora, Tartu viene occupata.
Il 24 febbraio, come annunciato, Pietrogrado cede e si sottomette. Quella arrivata da Berlino è “una proposta che non puoi rifiutare”. Senza vie d’uscita, la Russia è costretta a capitolare di fronte alle imposizioni tedesche. Non tutti sono d’accordo, qualcuno vorrebbe rifiutare, ma alla fine comanda Lenin«Firmare la pace per salvare la rivoluzione»Soviet e Commissari del popolo si adeguano.
L’ex Impero zarista rinuncia a qualsiasi intromissione nelle faccende finlandesi, estoni, lettoni, lituane, polacche e ucraine e si impegna a sgomberare tutti quei territori, Guardie rosse comprese. “Fatevi gli stramaledetti affari vostri”, questa la richiesta. Basta propaganda rivoluzionaria; restituzione di ogni oncia tolta all’Impero ottomano; completo smantellamento dell’esercito; flotta immobilizzata in porto fino alla pace generale, comprese le navi Alleate; agevolazioni economiche e commerciali per gli Imperi centrali.

 La Germania ha svelato il bluff, le condizioni imposte ai russi hanno una chiara e innegabile matrice imperialista. Non è difficile notarla nell’annessione “mascherata” delle regioni sovietiche più produttive. È quanto basta per dar ragione agli Alleati e negare l’assunto tedesco della «guerra difensiva». Accecata da un conservatorismo eccessivo, oltre i limiti del buonsenso, Berlino ottiene quanto voluto, ma si gioca l’ultima occasione, se non di uscirne limitando i danni, almeno di creare un grosso problema politico all’Intesa.
E qui si inserisce il Giappone, perché il Ministro degli esteri annuncia misure decise e adeguate in caso di effettiva pace tra Russia e Imperi centrali. Tokyo non starà a guardare.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • La Russia accetta i termini di pace tedeschi e decide di inviare una nuova delegazione a Brest-Litovsk.
  • Il Ministro degli Esteri giapponese dichiara che, se la pace fra Russia e Imperi centrali sarà realmente conclusa, il Giappone prenderà misure decise e adeguate per far fronte alla situazione. Ribadito l’accordo completo con gli Alleati e gli Stati Uniti.

Fronte orientale

  • Tartu (Estonia) occupata dalle truppe tedesche.
  • Novočerkassk, capitale del territorio del Don cosacco, in mani bolsceviche.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Trebisonda rioccupata dalle truppe turche.

Fronte d’oltremare

  • La nave corsara tedesca “Wolf” fa ritorno a Kiel dopo 15 mesi di assenza, ha affondato 11 vascelli per circa 33.000 tonnellate.

DAL FRONTE ITALIANO

Concentramenti di fuoco delle opposte artiglierie ad oriente del Brenta e più frequenti tir di molestia nelle Giudicarie.
Sull’altipiano di Asiago e nella regione di Valdobbiadene (Montello) lungo il Medio e Basso Piave vivace scambio di fucilate tra reparti esploranti.
A Capo Sile una nostra pattuglia lanciata in ricognizione, riportò alcuni prigionieri.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori