Uomo avvisato...
Washington ne ha abbastanza, la pazienza va esaurendosi. L’11 febbraio il Governo americano invia una nota ufficiale alla Germania: «Attaccare ogni nave, senza averne prima stabilito la nazionalità o l’eventuale contrabbando, sarebbe un modo di agire in contraddizione con tutti i precedenti della guerra navale».
Sospettare l’improprio uso di una bandiera neutrale non basta a giustificare l’affondamento di un’imbarcazione. Gli Stati Uniti approveranno solo il «diritto di visita e perquisizione». A Berlino si chiede di «riflettere sulle conseguenze». È una minaccia? No, ma è un avvertimento, seppur fatto in tono cortese e amichevole.
Non è finita, a Washington ne hanno anche per i cugini britannici. Una seconda nota ufficiale prende la via di Londra: «Il Governo degli Stati Uniti, riservandosi d’esaminare più tardi la legalità dell’uso illegittimo di una bandiera neutrale, desidera far presente al governo di sua Maestà le gravi conseguenze rischiate dalle navi e dai cittadini americani».
Il punto di vista è chiaro: usare questo trucco “una tantum”, per sfuggire a un pericolo immediato è una cosa, impartire disposizioni esplicite è ben diverso. Visti i propositi tedeschi il provvedimento non salverebbe le navi inglesi, metterebbe solo a rischio quelle neutrali.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Nota degli U.S.A al Regno Unito che condanna l’uso delle bandiere neutrali e alla Germania riguardo le condizioni di blocco navale con i sottomarini.
Fronte occidentale
- Ulteriore sconfitta tedesca a Marie Thérèse (Argonne).
Fronte orientale
- I tedeschi prendono Sierpc (nord-ovest della Polonia) ma vengono respinti a Koz’ova.
Guerra navale
- Il Cargo S.S “Wilhelmina” viene sequestrato e messo all’asta dalla Prize Court.
- L’ S.S “Dacia” salpa dagli Stati Uniti diretto a Brema (Germania) con un carico di cotone.




