Decisioni londinesi
Sonnino scrive all’Ambasciatore italiano a Londra: il telegramma partito dal Ministero degli esteri è lungo e dettagliato, contiene le richieste da sottoporre alla Triplice Intesa se e quando l’Italia deciderà di entrare nel conflitto. Evidentemente la soffiata arrivata due giorni prima al Giornale d’Italia era giusta.
Il 16 febbraio il Governo inglese prende due decisioni importanti: primo, verranno vietate tutte le importazioni di viveri in Germania, anche per i neutri, e questo non potrebbe farlo; secondo, si stabilisce di inviare una forza di terra nello stretto dei Dardanelli, non si prepara un semplice bombardamento navale, ma un’invasione.
Intanto Berlino risponde alla nota americana sulla guerra navale e tiene il punto. «Le perquisizioni metterebbero a rischio la vita degli equipaggi tedeschi […] i mercantili inglesi, camuffati, potrebbero nascondere artiglieria».
L’ordine resta: nessun controllo, affondare a vista ogni imbarcazione. Per chi non volesse rischiare, il consiglio è di tenersi lontano dalle coste britanniche. Dunque è ufficiale: un altro lembo di civiltà abbandona l’Europa.
Sul fronte occidentale gli Alleati continuano a proporre rapide azioni di fanteria nella Champagne e nelle Argonne. Non è una vera e propria offensiva, né un attacco massiccio, sono operazioni di disturbo. L’idea è di tenere impegnata la Germania, impedendo il trasferimento di nuove truppe sul pericolante fronte orientale, dove non agisce solo Berlino, ma anche l'Austria-Ungheria, appena diventata "proprietaria" di Kolomyya.
Una notizia curiosa arriva dall’Egitto e viene pubblicata da La Stampa: ad Alessandria il contrabbando più temuto sarebbe quello dell’informazione. All’inviato del quotidiano sono stati sequestrati i fogli di giornale con cui aveva incartato le scarpe nella valigia.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Sonnino invia all'Ambasciatore a Londra, Guglielmo Imperiali di Francavilla, un telegramma per informarlo delle condizioni da porre all'Intesa nelle eventuali trattative per l'intervento italiano al suo fianco.
- I tedeschi rispondono alla nota U.S.A sul blocco navale operato dai sottomarini.
- Nota degli Stati Uniti al Regno Unito riguardo al sequestro del cargo del “Wilhelmina”.
- Il Governo britannico estende il divieto di commercio con il nemico nei territori inglesi, nemici, o occupati.
- Il Consiglio di guerra britannico, ritornando sulla decisione del 28 gennaio, riconosce la necessità di radunare truppe nelle isole vicine ai Dardanelli e decide di mandare una divisione (la 29^).
Fronte occidentale
- Rapide azioni di fanteria nella Champagne e nelle Argonne. La seconda offensiva alleata in Champagne vuole impedire ogni trasferimento di truppe tedesche al fronte orientale.
- Respinto il contrattacco francese a Norroy.
- Nuovo raid aereo franco-inglese a Ostenda, Zeebrugge e in altre parti del Belgio.
Fronte orientale
- Continuano i combattimenti sul fronte della Prussia occidentale, i russi si ritirano sul Niemen (Nemunas).
- Ulteriori arretramenti tedeschi a Koz’ova.
- Gli austro-ungarici prendono Kolomyya (Bucovina).
Fronte meridionale
- Gli albanesi superano il confine della Serbia.
Fronte d'oltremare
- Camerun: Oyem (ora in Gabon) occupata dalle forze francesi.





