Ai Dardanelli secondo i piani
Due morti e sei feriti. È il bilancio degli scontri tra interventisti e neutralisti, ancora a contatto nelle manifestazioni del 25 febbraio a Milano e Reggio Emilia. La guerra, la retorica, la disoccupazione, la crisi granaria; non è un bel momento per l’Italia. Le tensioni sociali crescono, la pressione aumenta e spesso si sfoga esplodendo.
Sul fronte occidentale i tedeschi rispondono ai piccoli progressi Alleati bombardando a tappeto la Champagne.
Si torna a combattere a pieno regime anche nello stretto dei Dardanelli, il maltempo aveva fermato le operazioni. Ora la flotta anglo-francese riprende a martellare i quattro forti d’ingresso, fino a raderli al suolo. Non solo, il canale viene sminato per circa sei chilometri e mezzo; tutto sembra procedere a dovere.
Londra può gioire, ma non troppo: la minaccia sottomarina tedesca era stata snobbata, ridicolizzata. A una settimana dall’inizio del blocco si deve però fare un primo bilancio: almeno sette mercantili inglesi sono stati affondati; non è assolutamente una catastrofe, ma una molesta spina nel fianco sì. Sottovalutare il nemico è sempre un errore.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- A Milano e a Reggio Emilia si tengono comizi interventisti e neutralisti. Nei disordini si deplorano due morti e sei feriti.
Fronte occidentale
- Piccola avanzata britannica vicino La Bassée.
- Ulteriori progressi francesi vicino Mesnil.
- Pesante bombardamento tedesco nella Champagne.
Fronte orientale
- Continuano i pesanti combattimenti vicino Przasnysz.
- I russi riconquistano Stanislau (Ivano-Frankivs'k).
- I tedeschi bombardano Osowiec.
Guerra navale
- Riprendono i bombardamenti nei Dardanelli, sospesi per maltempo; colpiti altri forti.
- Sette mercantili inglesi vengono affondati dai sottomarini tedeschi nella prima settimana del “blocco”. Tra arrivi e partenze, si sono mosse 1.381 imbarcazioni.




