Verdun: battaglia fluttuante
«Il bilancio della battaglia si riassume in due parole: semplici fluttuazioni». A Verdun si combatte da tre settimane, con il solito susseguirsi di attacchi e contrattacchi in serie, posizioni perse e riguadagnate. L’iniziativa resta tedesca, ma i vantaggi acquisiti sono minimi. Ogni palmo di terreno, difeso o conquistato, costa una vagonata di uomini.
I giornali francesi si compiacciono dello stallo. Maurice Barrès, sull’Echo de Paris, scrive: «Insieme alle nostre angosce patriottiche c’era l’angoscia del mondo, ma oggi il mondo si rallegra, perché non diventerà tedesco».
Sul nostro fronte la situazione non è molto diversa. Il 13 marzo, dopo due giorni di intensi bombardamenti, la fanteria italiana si muove con decisione: conquistiamo buone posizioni a San Martino del Carso e registriamo lievi progressi intorno al San Michele.
A Roma si sgonfia la presunta crisi politica: il gruppo interventista avrebbe assunto un atteggiamento più morbido. L’opinione pubblica gioca un ruolo importante, molti giornali invocano una «disciplina patriottica».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun in stallo: davanti al forte di Vaux i tedeschi sono stati arrestati.
Fronte italiano
- Preannunciata da intensa attività di artiglieria nei due giorni precedenti, l’offensiva italiana si scatena su tutto il fronte del Carso e del basso Isonzo.
- Le fanterie italiane, mosse all'attacco, compiono qualche progresso nella regione del San Michele.
Fronte asiatico ed egiziano
- I turchi vengono sconfitti vicino il fiume Kalopotamus.
Fronte d’oltremare
- I britannici occupano Moshi (Africa orientale tedesca).
Operazioni navali
- L’H.M.S “Fauvette” colpito da mine al largo della costa orientale.
Parole d'epoca
Pasquale Attilio Gagliani
Furore
Il bombardamento di questa notte è stato intermittente, ma in certi momenti raggiungeva un furore che ricorda le tempeste dell'offensiva dei primi giorni.
L'avanzata doveva essere per le ore 5,30 (ora molto mal scelta per un'avanzata preceduta da un bombardamento! Se si raggiunge l'obbiettivo, si ha poi davanti a sé tutta un'intera giornata da rimanere sotto al fuoco violentissimo delle artiglierie avversarie che hanno i tiri aggiustati sulle proprie trincee. Meglio, in tal caso, avanzare al tramonto).
Pioveva; alle ore 5 si è intensificato il fuoco dell'artiglieria da entrambe le parti ed è cominciato quello di fucileria. Spettacolo meraviglioso il lancio di innumerevoli razzi fatto dagli austriaci per illuminare il terreno davanti alle trincee e battere così sicuramente l'attaccante. Pare che in due o tre punti della fronte del nostro corpo d'armata si sia riusciti ad impadronirsi di elementi di trincea avversaria: si dice anche che si siano arresi 170 austriaci (sfido io!..).
Sono andato verso le 9 all'osservatorio sotto l'acqua battente. A quell'ora l'intensità del fuoco nemico era un po' diminuita, sempre forte però nella zona verso Monte S. Michele. Sono tornato a casa bagnato fino alla pelle.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Nella zona alpina sono segnalate ardite scorrerie di nostri skiatori.Violente azioni di fuoco si ebbero alla confluenza dei due Leno (Valle Lagarina), sulla Tofana (Alto Boite) e nelle valli di Popena e Rimbianco (Rienz).
Lungo la fronte dell' Isonzo pioggia incessante e nebbia paralizzarono ieri per gran parte del giorno l' attività delle artiglierie. Nel pomeriggio però il cannoneggiamento fu ripreso con vigore particolarmente intenso nella zona di Plava. Dopo conveniente preparazione di fuoco, nonostante le difficoltà del terreno reso impraticabile dalle intemperie, riparti di fanteria irruppero in più tratti contro le posizioni nemiche appoggiati da mitragliatrici e da arditi drappelli lanciabombe e ampliarono la distruzione nelle difese nemiche verso la Chiesa di San Martino (Carso). Furono osservate grandi esplosioni provocate dalle nostre bombe. Anche l' avversario dimostrò ieri maggiore attività lungo tutta la fronte.
Firmato: CADORNA





