Gli italiani indietreggiano
Gli italiani continuano a tastare il fronte, cercando appoggi più saldi per la difesa. I giornali mantengono tutta la propria sicurezza, parlano di «un’infrangibile organizzazione difensiva lungo tutta la frontiera. […] Le nostre nuove posizioni costituiscono una muraglia difendibile a sassate, non a mitraglia. Il nemico non potrà muovere più un passo». Gli assalti austro-ungarici sono sempre respinti con «gravissime perdite», qualche giornale spende la parola «successo». Eppure continuiamo a indietreggiare: il 19 maggio l’esercito italiano ripiega dietro la linea Monte Toraro-Monte Campomolon-Spitz Tonezza.
A Trento, verso le sette di sera, viene fucilato Damiano Chiesa, irredentista italiano, catturato un paio di giorni prima sul Coni Zugna. Nato a Rovereto, allo scoppio della guerra si era rifiutato di tornare in Austria e servire l’esercito asburgico; nel maggio del 1915 si era arruolato volontario in quello italiano.
Il fronte occidentale vive di scontri locali, piccole esplosioni di violenza.
Con la battaglia di Verdun in stallo, tutti aspettano qualcosa di nuovo, forse una grande offensiva Alleata. Sangue a parte, il terreno di asciuga: l’estate si avvicina, il fango si secca, le condizioni migliorano.
Parigi aspettava con ansia la nuova seduta del Parlamento. Il Governo Briand schiva l’insidiosa interpellanza sulla censura, rimandandola a tempi più propizi, ma c’è qualcosa che non può rinviare: il Ministro delle Finanze chiede nuovi fondi per la guerra e annuncia l’inevitabile aumento delle tasse.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Testimonianza di Birrell, ex sottosegretario di Stato per l’Irlanda, alla Commissione d’inchiesta sulla rivolta irlandese.
Fronte italiano
- Gli italiani si ritirano dalla linea Monte Toraro-Monte Campomolon-Spitz Tonezza.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: i tedeschi combattono a sud della Hill 287.
- Assalto aereo tedesco sulla costa del Kent: 1 morto e 2 feriti; un idrovolante tedesco distrutto al largo della costa belga.
Fronte asiatico ed egiziano
- I turchi evacuano le loro posizioni a Es-Sinn (riva destra del Tigri) e si ritirano.
Parole d'epoca
Sangue
Gino Frontali, Sottotenente medico 70° reggimento fanteria, brigata Ancona
Mattino relativamente tranquillo, poi bombardamento crescente con acme durante il quale crepa la rotondità di Campomolon e ne escono le interiora: un paio di rotaie deformate ed una piastra di metallo. Si sparge la voce che dovremo avanzare. Mi scelgo un elmetto. Scrivo una cartolina a Papà con mano tremante. Mangio una crosta di formaggio fra una medicatura e l'altra. Bidoni mi trova straordinariamente calmo. Prendo due fotografie di scoppi di 305 su forcella Valbona in vicinanza della batteria eroica. Arriva dalle “casette” per la via serpeggiante il carosello dei rifornimenti di munizioni. Un colpo apre una voragine davanti alle zampe dei cavalli: impossibile proseguire. Vengono staccati e condotti via al galoppo, mentre i serventi scendono per portare le munizioni a braccia. Sotto il tiro un altro traino reca un canone in sostituzione di quelli distrutti. Uno dopo l'altro arrivano al posto di medicazione gli ufficiali, poi il comandante della batteria eroica gravemente ferito, avvolto nel suo cappotto di pelo.
Camoriano viene ad aiutarmi. Applichiamo il laccio al capitano degli Alpini: “ah, miei poveri alpinotti!”; “vede, dottore, sento che non sopravviverò, sto perdendo tutto il mio sangue”. Il sottotenente degli alpini: “debbo avere una ferita qui”: ha una ferita grave alla spalla; “e poi un graffio qui alla coscia”: ha una vasta lesione nelle parti molli. Se ne va senza fretta guardando i proiettili che solcano i cielo.
DAL FRONTE
Nella zona dell' Adamello le nostre truppe occuparono la testata dell' Alto Sarca e le contigue alture prendendo al nemico una trentina di prigionieri e facendo un ricco bottino di materiali e di viveri.
Tra il Chiese e l' Adige intensa azione delle artiglierie. Nel tratto di fronte tra l' Adige e Valle Terragnolo sgombrammo la posizione di zugna Torta, che tre giorni di intenso ed ininterrotto bombardamento avevano sconvolto. Due successivi violenti attacchi contro le nostre posizioni a sud di Zugna Torta furono respinti con gravissime perdite per il nemico, al quale prendemmo anche prigionieri ed una mitragliatrice.
Nella zona fra Valle Terragnolo e l' Alto Astico l' avversario continuò con numerose batterie di ogni calibro il violento bombardamento della nostra linea di resistenza da Monte Maggio a Soglio d' Aspio. Allo scopo di evitare inutili perdite tale linea fu sgombrata. Le nostre truppe ripiegarono ordinatamente sulle retrostanti posizioni e su di esse si afforzarono.
Nella zona di Asiago nessun importante avvenimento.
In Valle Sugana, dopo intenso fuoco delle artiglierie durato tutta la notte sul 18 all' alba il nemico attaccò le nostre posizioni da Valle Maggio a Monte Collo, ma fu ovunque respinto.
Le nostre artiglierie bombardarono Innichen e Sillian in Valle Drava.
Lungo la rimanente fronte attività delle artiglierie, più intensa sull' Alto But e moderata sull' Isonzo e al Carso. La notte sul 18 fu respinto un attacco nemico nella zona di Monfalcone.
Sono segnalate incursioni di velivoli nemici in vari punti della pianura veneta; si ebbero complessivamente un morto, un ferito e danni lievi. Nostri velivoli bombardarono parchi ed accampamenti nemici nella zona di Folgaria: ritornarono incolumi benchè fatti segno al tiro di numerose batterie.
Firmato: CADORNA





