22 Maggio, 1916

Indietro sulla linea del Portule

L’impressionante sistema di fortificazioni asburgiche al confine sono servite da trampolino, danno il giusto appoggio, sostengono lo slancio dell’offensiva austro-ungarica. Il concetto è simile per chi difende ed è questo il nostro problema: cerchiamo ancora il terreno migliore dove assicurare, dove ancorare la nostra difesa. Ripieghiamo, respingiamo gli assalti e rinculiamo su posizioni migliori; è un loop senza soluzione di continuità.

L’Agenzia Stefani pubblica un comunicato ufficioso: «Nei suoi bollettini l’avversario mena gran vanto dei risultati ottenuti. Esalta, come successi definitivi, gli inevitabili progressi del primo impeto. Ma la storia di tutte le offensive della presente guerra dimostrano come ai primi facili sbalzi segua sempre il ristabilirsi dell’equilibrio, quando si urtano postazioni ben munite, quando ci si allontana dalle proprie artiglierie, o ci si trova di fronte le riserve avversarie».
Nonostante l’ottimismo dei giornali non siamo ancora a questo punto: il 22 maggio, pressati sull’altopiano di Asiago, ci ritiriamo sulla linea del Portule.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Briand, Presidente del Consiglio francese, consegna un messaggio ai delegati russi.
  • Si stima che il costo giornaliero della guerra ammonti a 4.820.000 sterline.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: i francesi guadagnano terreno a Fort Douaumont.

Fronte italiano

  • Gli Italiani, sull’altipiano di Asiago, ripiegano sulla linea del Portule; sul resto del fronte contendono il passo agli austro-ungarici.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I britannici sconfiggono Ali Dinar, sultano del Darfur, a Beringi.

Parole d'epoca

Sfollati

di Rosina Borgogno, civile

Passa qualche tempo e mi trovo su un carro, con tanta gente voltata indietro, piangendo chiamo con quanto fiato ho Ata… Ata bela, la capretta che belava belava e si prendeva sempre più indietro finche disparve nelle ombre della sera. Povera bestiola come sarà finita. Breve cronaca dei fatti. Dovendo lasciare il paese e infiamme e gia incendiatro precedentemente 2 volte, la mamma penso come altri di portare qualcosa da mangiare, prese una gallina per le uova e eventualmente brodo e carne e la capra per il latte. giunti a Castelnuovo , dopo un po ci caricarono su un carro agricolo con carrà tirato dai muli dell’esercito, la prima dolorosa separazione fu dalla gallinella che nel trambusto disparve subito poi fu la volta della capretta che malgrado tutti i suoi sforzi e i nostri richiami non riusci a seguirci e belando accoratamente disparve, povera cara capretta. E annottata arrivammo al fiume Brenta i ponti distrutti fatti saltare. Bisognava aspettare.

Ad un certo momento viene ordinato di inginocchiarsi per terra e curvarsi e addossarsi gli uni agli altri in modo da sembrare dei sassi sulla riva del fiume la mia mamma si curvo sopra di me per proteggermi, quando giunse la strana luce mi rannicchiai spari sotto la mamma come la chiocciola dentro il suo guscio ma con gli occhi sbarrati, finche quel chiaro non disparve.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Nella zona del Tonale e in quella dell' Adamello l' attività delle fanterie condusse a piccoli scontri con esito a noi favorevole.
Tra Garda e Adige azioni delle artiglierie e avvisaglie con nuclei nemici che vennero dappertutto ricacciati. Contro le nostre posizioni sulla riva sinistra dell' Adige anche ieri intenso bombardamento cui seguì nuovo violento attacco, completamente respinto dai nostri con gravi perdite per le fanterie avversarie.
Lungo la rimanente fronte sino all' Astico nessun importante avvenimento.
Tra Astico e Brenta e in Valle Sugana continuò ieri, con alterna vicenda, l' attacco nemico, sostenuto da numerose e potenti artiglierie, contro le nostre linee avanzate ad ovest delle Valli Torra (Astico): d' Assa, Maggio e Campelle.
In Carnia e sull' Isonzo attività delle artiglierie, più intensa nell' Alto But e nella zona di Monfalcone.
Velivoli nemici, lanciarono ieri alcune bombe in Valle Lagarina e in Carnia: qualche vittima e lievi danni. Stamane durante un' incursione aerea su Portogruaro, un idrovolante nemico fu abbattuto dalle nostre batterie.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori