L'esercito asburgico avanza
Quando il polso del Paese manifesta i primi sintomi di depressione la risposta è immediata, univoca: da qualche giorno i bollettini ufficiali non parlano più di ritirate, ma di resistenze vittoriose, di assalti respinti, di colonne nemiche sterminate al modico prezzo di «perdite lievissime». Al massimo si bofonchia un vago «situazione stazionaria».
Nel settore tra il fiume Adige e l’Astico contiamo su tre “serrature”: il Coni Zugna, il Pasubio e il Novegno. Il 29 maggio tutti e tre patiscono la violenta offensiva austro-ungarica; gli italiani resistono stoici al Passo di Buole, tra i più colpiti. L’esercito asburgico avanza: supera Posina e mette nel mirino Arsiero. Una manciata di chilometri a nord-est siamo costretti a evacuare le fortificazioni di Punta Corbin e di Asiago.
Molti esperti e giornalisti dell’Intesa catalogano la doppia, contemporanea, attività austro-tedesca a Verdun e in Trentino come un tentativo di prevenire la famosa offensiva generale Alleata, quell’azione congiunta su tutti i fronti capace di decidere la guerra. Questo in teoria.
Berlino e Vienna punterebbero a stancare Italia e Francia, approfittando della pausa russa.
La battaglia di Verdun è un incendio mai domato, pronto a riattizzare le sue stesse braci, in grado di risorgere dalle sue stesse ceneri. Dopo la risposta francese arriva una nuova replica tedesca: la nuova offensiva darà vantaggi moderati e perdite gravissime; qualche passo avanti intorno a Cumières e molti passaggi a vuoto sulla collina 304.
Nei Balcani i bulgari occupano la città di Serres. Ora i greci temono che Sofia voglia annettersi i territori da sempre rivendicati. Ma Atene non è abbastanza forte, è costretta a sgomberare il passaggio al vecchio nemico.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Ministero degli esteri inglese smentisce il comunicato tedesco sulla crisi in Bosnia.
- Pubblicato l’elenco delle vittime civili in Gran Bretagna.
- Il Ministero della guerra britannico annuncia nuove invasioni nell’Africa orientale tedesca dalla Rhodesia e dal Nyassaland.
- Pubblicato il Libro bianco contenente il punto di vista del Generale Townshend sull’avanzata di Kut al-Amara.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: i tedeschi guadagnano terreno nelle trincee a nord-ovest di Cumières, ma vengono respinti sulla Hill 304.
- Una nuova offensiva tedesca intorno a Verdun non dà ai tedeschi che scarsissimi successi locali, ottenuti con gravissime perdite.
Fronte italiano
- Gli italiani evacuano le fortificazioni di Punta Corbin e Asiago; gli austro-ungarici superano Posina, a ovest di Arsiero.
Fronte meridionale
- I bulgari occupano la città greca di Serres.
Parole d'epoca
Battaglione austriaco annientato
di Angelo Gandini, Caporale d'artiglieria
Le nostre batterie da campagna continuano a sperdere le pattuglie nemiche che insistono a volersi avvicinare al trincerone di Serravalle.
Alla sera cominciò la fucileria sul Zugna.
Gli austriaci vogliono sfondare a ogni costo.
Però non ci riesce.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
In Valle Lagarina, nella notte sul 28 ed il mattino successivo, l' avversario rinnovò contro le nostre posizioni tra Adige e Vallarsa, ostinati sanguinosi attacchi costantemente infranti dalla incrollabile resistenza delle intrepide truppe della 37a divisione.
Nel settore Posina-Astico il duello delle artiglierie durò ieri intenso. Nel pomeriggio il nemico in forze attaccò un tratto delle nostre posizioni a sud del Torrente Posina. Dopo lotta accanita fu respinto con perdite rilevanti.
Sull' altipiano di Asiago le nostre truppe occupano attualmente, affermandovisi, le posizioni a dominio della Conca di Asiago. Un brillante contrattacco delle valorose fanterie del 141° reggimento (brigata Catanzaro) liberò due batterie rimaste circondate sul Monte Mosciagh, portandone completamente in salvo i pezzi.
In Val Sugana semplici avvisaglie.
Lungo la rimanente fronte azioni delle artiglierie, più intense nella zona di Plava e di Monfalcone.
Firmato: CADORNA





