È Italia-Austria dall'Ortler a Durazzo
Non è rimasto niente da distruggere, né da difendere. Anche il terreno intorno è sconvolto, sbranato dall’artiglieria; sembra il giocattolo di un cataclisma. Dopo una settimana di supplizi, i superstiti della guarnigione francese si arrendono: le macerie del forte di Vaux sono tedesche.
Se il fronte occidentale resta infiammato su pochi metri, quello orientale è molto più movimentato. I russi hanno preso la rincorsa e calpestano gli austro-ungarici come nulla fosse. In alcuni settori sono avanzati di quasi sessanta chilometri.
Vienna non riceve buone notizie neanche dal versante italiano: il 7 giugno gli assalti a sud di Asiago vengono respinti ancora; le trincee sul Kaberlaba vengono prese e riperse.
Gli italiani battono un colpo anche in Valtellina, dove gli Alpini incamerano progressi sul Massiccio dell’Ortler. E nella rada di Durazzo i MAS, guidati dai tenenti Pagano e Berardinelli, affondano un piroscafo asburgico.
A Roma è tornata a riunirsi la Camera dei deputati, i giornalisti pensavano di assistere a una ripresa tranquilla, ma non è così: l’ambiente parlamentare è inquieto, nei corridoi di Montecitorio si respira un certo nervosismo. Comprensibile, l’ultima volta stavamo vincendo la guerra, ora giochiamo in difesa.
In Arabia lo Sharif di La Mecca abbandona ogni indugio, ripudia la fedeltà a Costantinopoli e proclama l’indipendenza di tutto l’Hejaz dal dominio ottomano. A sostenerlo ci sono le tribù dell’Arabia centrale e occidentale. Oltre ai britannici.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Alla Camera italiana è solennemente ricevuta la missione parlamentare russa.
- Alla Camera, dopo una tumultuosa discussione sul trattamento degli internati, è respinta una mozione di Turati non accettata dal Governo.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: i tedeschi prendono il Forte di Vaux, ridotto a un cumulo di macerie.
Fronte orientale
- Continua l’offensiva russa; si parla di migliaia di prigionieri e un gran numero materiale bellico.
Fronte italiano
- Respinto un pesante attacco austro-ungarico a sud e sud-ovest di Asiago.
- Gli austro-ungarici riescono a penetrare nelle linee del Kaberlaba, ma ne sono poi ricacciati.
- Nell'alta Valtellina gli Alpini italiani ampliano il possesso del Massiccio dell’Ortler, occupando i passi dei Camosci (3.199 metri), dei Volontari (3.042 metri), dell’Ortler (3359 metri) e la Capanna dell’Hochjoch (3.530 metri).
Fronte meridionale
- Due MAS italiani, al Comando dei tenenti Berardinelli e Pagano, entrano nel porto di Durazzo e silurano un piroscafo austro-ungarico.
Fronte asiatico ed egiziano
- Lo Sharif di La Mecca, ripudia la fedeltà alla Turchia e, supportato dalle tribù dell’Arabia centrale e occidentale, proclama l’indipendenza dell’Hejaz.
- I russi sconfiggono i turchi a Khanaqin, a 140 km. da Baghdad.
Parole d'epoca
Le scarpe al sole
di Paolo Monelli, alpino
Ordine di fare una scappata in Italia per servizio.
A rompicollo per il sentiero battuto, verso Bieno bombardato. Bieno è tutta una rovina. Le bifore nere son salve sul muro incendiato; l'affresco è scomparso. Fetore d'incendio, odore di cose morte. Ma fuori alla campagna m'attende la primavera. Calda odorosa turbante. C'era dunque la primavera al mondo, e noi non lo sapevamo lassù, confitti al perpetuo inverno! Mi rotolo ebbro sul prato, abbevero gli occhi aridi di verde, procedo stordito, sonnambulo, sulla strada bianca.
DAL FRONTE
Nella sera del 5, il nemico insistette in violenti attacchi, sostenuti da intenso fuoco delle artiglierie, contro le nostre posizioni dell' Alta Vallarsa (Adige), di Monte Spin in Valle Posina (Astico), e lungo il vallone Campomulo, a nord-est di Asiago. Fu dovunque respinto con gravissime perdite. Sulle alture ad est di Campomulo i nostri contrattaccarono vigorosamente le fanterie nemiche, incalzandole alla baionetta fino in fondo al vallone. Nella giornata di ieri lungo tutta la fronte fra l' Adige e il Brenta azioni prevalentemente delle artiglierie. Tentativi di attacchi nemici verso Coni Zugna, in Valle Adige, e contro le nostre posizioni a sud-est di Asiago, furono prontamente repressi dal nostro fuoco.
In Valle Drava continua il nostro bombardamento sulle stazioni di Toblac e di Sillian. In Carnia e sull' Isonzo intenso scambio di bombe, brillamenti di mine ed attività di nostri drappelli.
Firmato: CADORNA





