24 Giugno, 1916

Ritirata austro-ungarica

Vienna indietro tutta. Gli austro-ungarici hanno provato a riprender Kuty, ma non è andata bene e sono stati cacciati dalla Bucovina. Ora si spera nella grande controffensiva tedesca in Volinia, affidata al Generale Mackensen. C’è fiducia: Mackensen ha già ribaltato la situazione l’anno scorso ed è stato richiamato dal fronte balcanico per un bis.
L’esito dei combattimenti è incerto, ma intanto i russi sono stati bloccati a Lutsk e Kovel sembra ben difesa.

La ritirata asburgica sul fronte orientale viene emulata su quello italiano. Vienna cerca nuovi appoggi fra l’Adige e il Brenta, ma è sempre incalzata dagli italiani: il 24 giugno riconquistiamo il nodo stradale della Mandriella, consolidiamo le posizioni sul Monte Cengio e sul Pasubio e arriviamo a ridosso di Asiago. Sidney Low, inviato britannico, sembra convinto: «La cosiddetta porta aperta sull’Italia è chiusa»


In America anche i repubblicani stanno con Wilson. Il Congresso ne approva la politica e dichiara l’esistenza di uno stato di guerra “de facto” con il Messico. La notizia fa rumore in tutto il continente.
L’Associazione latino-americana a Buenos Aires è stata la prima a esprimere perplessità. L’Argentina simpatizza con il Messico; l’Ecuador e San Salvador avrebbero proposto una mediazione per scongiurare il conflitto. In generale il Centro e Sud America non apprezzano le tendenze imperialiste e unilaterali della politica statunitense.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti si approva la dichiarazione che esiste uno stato di guerra "de facto" col Messico.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: il contrattacco francese fa guadagnare terreno; i tedeschi rioccupano parte di Fleury.

Fronte orientale

  • Gli austro-ungarici respinti fuori dalla Bucovina.
  • Grande controffensiva tedesca in Volinia, a est di Kovel, diretta dal Generale Mackensen contro il Generale Kaledin; alterne vicende.
  • I russi sono fermati a Lutsk.

Fronte italiano

  • Gli austro-ungarici, premuti dall'offensiva italiana, iniziano il ripiegamento fra l'Adige e il Brenta. Gli italiani riconquistano il nodo stradale della Mandriella, le posizioni di Castelgomberto e delle Melette, di Monte Longara, di Gallio, di Asiago, di Cesuna e del Monte Cengio.

 Fronte meridionale

  • I bulgari attraversano la frontiera greca.

Fronte d’oltremare

  • I tedeschi cacciati indietro sul fiume Lukigura (circa 60 chilometri a sud di Handeni, Africa orientale tedesca); ma il Generale britannico van Deventer ripiega dietro la ferrovia centrale.

Parole d'epoca

Devo vincere la loro paura

di Bruno Palamenghi 132° reggimento fanteria, brigata Lazio, poi 227° fanteria, brigata Rovigo

Arriviamo alle 5 del mattino, intirizziti dal freddo – snervati con un sonno maledetto. Testo tutto il giorno digiuno, per non aver trovato nulla da mangiare – tutti gli altri mangiano gallette e scatolette di carne. Prendo posizione e do disposizioni tali, da garantirmi da qualche sorpresa nemica e da insidie, avendo truppe avversarie a brevissima distanza. Sulla mia destra ho il 225° e 226° – sulla mia sinistra ed un po’ più avanti, il 228° Regg.to. Stamane dovevano fare una risoluta avanzata offensiva – tutta la Divisione – verso Ovest – ma tale azione si è dovuta rimandare per fare riposare le truppe, che erano stanche. Non ho molta fiducia sui miei Ufficiali, che non trovo animati di slancio – abnegazione – e pronti anche al sacrificio. Sono poco affiatati con la truppa. Tutto ciò mi tiene alquanto nervoso – rimpiango il mio bel 2° Battaglione del 6° Fanteria in Libia – ed il mio bellissimo 2° Battaglione del 132° Fant. Sull’Isonzo.

Con tali Battaglioni sarei stato sicuro di avere una vittoria in ogni azione. Il nemico occupa le posizioni di Strada dell’Orso – M. Cucco di Mandrielle – Roccolo - Belvedere – Prà delle Poppe. Il nostro attacco deve dirigersi su tali posizioni. E’ necessario mi moltiplichi in sorveglianza – attività – energia – che non mi manca, poiché tale azione pel Reggimento di nuova formazione, con tutti elementi di truppa e molti Ufficiali che non hanno ancora preso parte al fuoco e ad alcun combattimento, rappresenta il battesimo del fuoco – e per cui mi è necessario vincere la loro incertezza – la loro titubanza – e direi quasi, la loro paura.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Nel settore del Pasubio ampliammo la nostra occupazione fino alla Valle di Piazza, ad ovest; alle testate dei valloni di Monte Pruche, a nord-est. Sulla fronte del Posina-Astico duelli delle artiglierie. Nuclei di fanteria nemica, che tentavano di avvicinarsi alle nostre linee, furono assaliti e fugati da nostri riparti esploranti. Sull' Altipiano di Asiago attività intensa delle nostre artiglierie, particolarmente efficace contro le posizioni nemiche sul Monte Cengio e di Valle Canaglia, che furono in più punti danneggiate e sconvolte. Lungo la rimanente fronte sono segnalate azioni delle artiglierie ed incursioni di nostri riparti, con sensibili risultati contro le posizioni dell' avversario nell' Alto But. Velivoli nemici lanciarono bombe su località del Basso Isonzo, senza nostro danno. Un velivolo, colpito dal nostro fuoco, cadde in preda alle fiamme nei pressi di Merna, a sud di Gorizia.

Firmato: CADORNA

 

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori