30 Giugno, 1916

Offensiva civetta

Cannonate, cannonate e ancora cannonate. Come fosse la fine del mondo, come non ci fosse un domani. Uno scroscio ininterrotto. Il terreno sussulta, trema, anche a grande distanza. Un fracasso assordante, sconvolgente. «Dicono che l’orecchio si abitui alle cannonate, ma non è vero, l’orecchio non si abitua, rimane solo intontito».
Da cinque giorni l’artiglieria britannica stordisce i tedeschi, spezza i nervi ai soldati. Un martello pneumatico che ti picchia in testa. Le onde d’urto penetrano i corpi, le senti attraversarti anche l’anima. «È una soddisfazione vedere a occhio nudo le granate scoppiare. Gli alberi sono stati sfogliati come in inverno». Immagino non tutti siano d’accordo con l’inviato del Daily Mail, di certo non i tedeschi.
I britannici fanno sul serio e, per confondere le proprie mosse, lanciano un’offensiva civetta tra Neuve Chapelle e La Bassée, vicino a Richebourg l'Avoué. Riescono a penetrare le trincee nemiche e a tenerle qualche ora.

Ma per essere credibili hanno dovuto sacrificare tre battaglioni del Royal Sussex Regiment: le perdite sfiorano i 1.500 uomini; il 30 giugno è ricordato come «The Day that Sussex Died».

Nella battaglia di Verdun i francesi cercano di riguadagnare il terreno perso: l’opera fortificata di Thiaumont, o quello che ne resta, viene presa, ripersa e ancora ripresa. Sul fronte italiano gli austro-ungarici hanno completato la ritirata strategica, ora possono opporre una seria difesa alla controffensiva italiana. I combattimenti andranno avanti per tutto luglio, ma di fatto i giochi si concludono a fine giugno.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il Consiglio dei Ministri delibera di dare la facoltà al Presidente del Consiglio, d'accordo con il Ministro della guerra, di proporre al Re la sostituzione di Cadorna, qualora fosse ritenuto necessario.
  • Il Governo britannico conclude ulteriori accordi con il Netherlands Overseas Trust per il razionamento In Olanda.

Fronte occidentale

  • Continuano i bombardamenti degli Alleati.
  • Battaglia di Boar's Head (testa di cinghiale), diversivo per la battaglia della Somme, che comincerà il giorno seguente.
  • I francesi, con brillante contrattacco, riprendono l'opera fortificata di Thiaumont, innanzi a Verdun.

Fronte orientale

  • Fine della battaglia dello Strypa.

Operazioni navali

  • Azione poco incisiva della marina inglese nel Baltico.

Parole d'epoca

Disonestà

di Arturo Busto, 88° reggimento fanteria, brigata Friuli

Giungemmo nel nuovo settore quando più infierivano le artiglierie nemiche, I reparti del 112° fanteria che le presidiavano stavano appiattiti dietro le rocce ed i ripiani naturali del monte. Quando noi comunicammo agli ufficiali l’ordine che avevamo di scavalcarli per attaccare ed avvolgere le posizioni nemiche, essi ci mostrarono i mucchi di cadaveri del loro reggimento caduti nello sfortunato e valoroso tentativo del giorno 30, e le formidabili posizioni nemiche.  Era semplicemente una pazzia pensare di scacciare il nemico da quella naturale cortina già protetta da robusti reticolati e di difesa di vigili e combattive truppe. L’ordine era tassativo e noi dovemmo iniziarne l’esecuzione che fù  infausta fin dal principio con conseguenti dolorose perdite nostre e del 112°.
Il nostro morale naturalmente non poteva guadagnarne nulla da quell’impiego inutile ed inumano di reparti che mai avevano mancato al loro onore.

La nostra via crucis, e quelle dei numerosi reggimenti uniti a noi dalla stessa sfortunata sorte, continuò ancora per diversi giorni, ripetendo con insistenza e con mezzi sempre meno adatti, i vari tentativi dei giorni 30 giugno e 1° di luglio. Con una rassegnazione che aveva dello stoico, eseguimmo come gli automi i numerosi ordini che ci provenivano dai comandi superiori, ordini tanto più insistenti quanto più ineseguibili.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Fra Adige e Brenta, le nostre truppe sono ormai a contatto nelle posizioni sulle quali il nemico intende opporre accanita resistenza appoggiato a poderose linee di trinceramenti e sostenuto da gran numero di artiglierie e di mitragliatricli. La vigorosa nostra offensiva si estende intanto a tutta la fronte del teatro delle operazioni. In Vallarsa, raggiungemmo ieri la linea di Valmorbia e le pendici meridionali del Monte Spil. Sul Pasubio durò lotta intensa contro le difese nemiche nella zona di Cosmagnon. Lungo la fronte del Posina occupammo Griso e il versante meridionale del Monte Majo, la valletta di Zara fra Castana e Laghi, le forti posizioni di Monte dei Calgari e di Sogli Bianchi, a mezzodì di Monte Seluggio. Le nostre artiglierie battono con violento fuoco Monte Cimone. In Valle Sugana occupammo le pendici del Monte Civaron. 
Prendemmo al nemico 175 prigionieri, parecchie centinaia di fucili, munizioni e materiali in gran copia. In Carnia, respinti attacchi nemici contro le posizioni da noi conquistate il giorno 27 nell' Alto But, le nostre truppe assalirono ieri ed espugnarono la Cima dello Zellonkofel, prendendovi 156 prigionieri, dei quali dieci ufficiali.

Nell' Alto Fella le nostre fanterie si spinsero su Leopoldskirchen e Monte Granuda, mentre le artiglierie bombardavano la stazione di Tarvis e provocavano incendi in Lainfuis. Sul Carso, nella zona di Monte San Michele e di San Martino, l' avversario disperando di contrastare in altro modo la nostra azione offensiva, spinse ieri sulle nostre linee dense nubi di gas asfissianti, alle quali fecero seguire un violento contrattacco. Le nostre valorose truppe, sfidando gli elementi deleteri dei gas, respinsero con magnifico slancio le colonne nemiche, infliggendo loro sanguinose perdite e prendendo 403 prigionieri. Nel settore di Seltz e di Monfalcone l' aspra offensiva da noi iniziata la sera del 28, si chiuse ieri con la conquista dell' altura di Quota 70 ad ovest del Monte Cosich e della posizione di Quota 104 ad est della Rocca di Monfalcone. Prendemmo al nemico 660 prigionieri, dei quali una ventina di ufficiali insieme con armi, munizioni e materiale da guerra.
Velivoli nemici lanciarono bombe su Brescia e Bassano; una vittima e lievi danni. Nostri Caproni bombardarono campi nemici nell' Alta Valle d' Assa. Ritornarono incolumi.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori