2 Luglio, 1916

Un girone infernale

Come onde infrante sugli scogli, una dopo l’altra. Le prime file cadono e sono sommerse dalle seconde, destinate allo stesso epilogo. Anche queste vengono sostituite e poi ancora e ancora. Certo, c’è l’erosione, ma è tutto fuorché rapida. Prima di lasciare le trincee molti pregano Dio, ma riescono a chiedere solo di farla finita, di fare in fretta.
La battaglia della Somme è un girone infernale. Il polverone sollevato dalle esplosioni addensa l’aria, non c’è vento in grado di spazzare quelle pesanti nuvole. Il fumo oscura il sole, un’eclissi. Urla, grida e rantoli gelano il sangue; la voce della morte ruggisce. C’è da impazzire.
Sembra un mondo in decomposizione, consumato e digerito dal caos. I britannici sono rimasti inchiodati ai blocchi di partenza sulla maggior parte del loro fronte. Gli unici progressi, circa cinque chilometri, li hanno ottenuti tra Fricourt e Montauban. Ma le difese tedesche sono ben strutturate in profondità, su più linee, su più livelli; le armate del Kaiser devono solo arretrare prima di veder precipitare la situazione. E finora ha funzionato alla grande.

I francesi sono più efficaci: avanzando verso Assevillers catturano Curlu, Frise, il Bois de Mereacourt e Herbécourt.

Sul fronte italiano la nostra controffensiva si è quasi arenata: «Dopo i primi giorni di ritirata, bisogna riconoscere al nemico la capacità di organizzare bene e rapidamente la resistenza. I combattimenti si fanno più duri, le mitragliatrici sgranano con maggior precipitazione i chicchi della loro grandine, i grossi calibri scavano nella terra e nella roccia buche enormi».
L’iniziativa resta italiana, ma non è più su vasta scala. Sono azioni isolate, locali; sono scelte di singoli Comandi, spesso mal supportati dall’artiglieria.

L’intero fronte orientale è ripiombato nell’incertezza: a nord i russi rispondono alle azioni di Hindenburg e in Bielorussia attaccano SmarhońBaranavičy; a Lutsk sono in vantaggio gli austro-tedeschi, in leggera ripresa anche in Galizia, tra lo Styr e lo Stokhod.
La recente conquista di Kolomyja ha garantito alle armate zariste il controllo di un discreto sottobosco industriale, ma soprattutto di un altro snodo stradale e ferroviario. Da Pietrogrado arrivano buone notizie per i soldati. Può non sembrare fondamentale in questo momento, ma il passo compiuto dalla Duma è notevole: ora i contadini avranno gli stessi diritti civili delle altre classi sociali.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • La Camera italiana vota quasi all’unanimità, tranne i voti di 14 socialisti, l’esercizio provvisorio.
  • La Duma vota la legge che accorda tutti i diritti civili ai contadini di tutta la Russia.

Fronte occidentale

  • I britannici sono avanzati di circa 5 km e si impadroniscono di Montauban, ma rinunciano alle trincee catturate a Gommecurt. I francesi prendono Curlu, Frise, il Bois de Mereacourt e Herbécourt e avanzano verso Assevillers.

Fronte orientale

  • I tedeschi continuano l’avanzata a Lutsk.
  • Gli austro-tedeschi riguadagnano Tlumač, a sud del Dnestr.
  • Gli austro-tedeschi contrastano vigorosamente l’avanzata russa fra lo Styr e lo Stokhod. I russi attaccano con le armate del centro.
  • Sul fronte del Maresciallo Hindenburg e a nord di Pinsk i russi infrangono l'offensiva tedesca. I russi attaccano SmarhońBaranavičy, penetrando le linee tedesche. Comincia la battaglia di Baranavičy.

 Fronte italiano

  • Pesante fuoco dell’artiglieria e attacchi della fanteria nel Trentino e sul Carso.
  • Un forte contrattacco austro-ungarico sul Pasubio è respinto.
  • Gli italiani conquistano trinceramenti nella zona di Seltz.

Fronte meridionale

  • Schermaglie vicino Salonicco. Scontri d’artiglieria sulla riva bassa del Vardar.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I turchi prendono Kermanshah; I russi vengono spinti a est sulla strada per Hamadan.

Parole d'epoca

Lettera di un padre prigioniero

di Giusto Bresciani, soldato dell'esercito austro-ungarico

Mia carissima Adalgisa: Quest’oggi ricevetti la tua a me tanto gradita cartolina, addì 9 Maggio, nella quale rilevo con molto piacere che la mia cara Gioconda fa buoni progressi a scuola e che l’Oliviero è divenuto buono e che tu pure ti sei alquanto migliorata, perciò ti prego di farti brava e di studiare e di imparare molto che in tal caso un giorno potrai guadagnarti il pane tanto per te che in caso di bisogno per i tuoi fratelli e genitori, che allora saranno vecchietti. Ti prego come (figlia, n.d.r.) più vecchia di voler sempre bene a tuo fratello e alla tua sorellina e di aiutarla nello studio, di rispettare e di voler sempre bene alla mamma nonché di esserle servizievole, di farti ben volere da tutti e rispettare tutti specialmente le signorine maestre. Dalla tua rilevo che siete tutti sani, un tanto fin’oggi lo è pure di me. Concambio i saluti alla Signora de Verneda e alla Signora Morovich nonché a tutti i miei parenti e conoscenti, baciami la mamma e la mia cara Gioconda e Oliviero, speciali a te dal tuo papà Giusto
Saluti distinti alle tue signorine maestre.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Fra Adige e Brenta le nostre truppe perseverano instancabili nell' azione offensiva. In Vallarsa le fanterie hanno iniziato l' attacco della forte linea nemica fra Zugna Torta e Foppiano; le nostre artiglierie battono insistentemente il Monte Pozzacchio. Nella zona del Pasubio l' avversario oppone tuttora tenace resistenza sulle posizioni fortificate dal Monte Spil a Cosmagnon. Lungo la fronte Posina-Astico stiamo completando la conquista del Monte Majo ed abbiamo occupato le pendici meridionali di Monte Seluggio. Riparti nemici, trincerati a nord di Pedescala, furono assaliti e fugati dai nostri e abbandonarono sul terreno armi e munizioni. Sull' Altipiano di Asiago avvisaglie di nuclei sulla sponda settentrionale della Valle d' Assa. Lungo la rimanente fronte fino al Carso nessun importante avvenimento. Nel settore fra Selz e Monfalcone le nostre truppe con brillante attacco espugnarono nuovi trinceramenti e presero al nemico 196 prigionieri. Un contrattacco tentato dall' avversario fu respinto con sue gravissime perdite. Velivoli nemici lanciarono bombe su Marostica e su diverse località del basso Isonzo. Nessuna vittima e pochi danni.

 

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori