16 Luglio, 1916

Gli attriti tra italo-tedeschi si incendiano

Prima o poi doveva accadere, era inevitabile. Gli attriti tra Italia e Germania si incendiano. Le relazioni diplomatiche tra Roma e Berlino sono interrotte da oltre un anno, ma i due Paesi avevano comunque mantenuto un’insolita e ambigua cordialità. Ad accendere la miccia è stata la decisione tedesca di interrompere i pagamenti dei crediti e delle pensioni ai cittadini italiani residenti in Germania. La notizia avrebbe già due giorni, ma i tempi tecnici obbligano i giornali ad analizzarla nelle pubblicazioni del 16 luglio: «Siamo alla vigilia di importanti avvenimenti nei rapporti tra Italia e Germania. […] Quelli tedeschi sono sintomatici atti di ostilità nei nostri confronti, nonostante non esista stato di guerra tra i due paesi».
A fare ancora più impressione è una non confermata disposizione del Governatore belga von Bissing: agli italiani inquadrabili nell’esercito è impedito di abbandonare il paese e vanno sorvegliati come tutti i cittadini nemici. Per la nostra opinione pubblica è «una palese violazione dei diritti fondamentali», ma arrivati a questo punto della guerra c’è poco da stupirsi.


Sul fronte occidentale i britannici consolidano le nuove posizioni, ma sono costretti a ritirarsi dal Bois de Foureaux. Particolarmente malconcia la brigata sudafricana. A Verdun i francesi approfittano della sosta obbligata dei tedeschi e guadagnano terreno a Fleury.
Sul fronte orientale l’improvvisa offensiva di Sakharov in Volinia ha colto di sorpresa gli Imperi centrali. Il Generale russo occupa Mykhailivka e cattura circa 13.000 prigionieri; gli austro-tedeschi ripiegano dietro la Lypa.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Grande sciopero generale in Spagna.

Fronte occidentale

  • I britannici consolidano le loro posizioni, ma si ritirano dal Bois de Foureaux (High Wood).
  • I francesi avanzano a Fleury (Verdun).

Fronte orientale

  • Nuova vittoria dei russi in VoliniaSakharov cattura Mykhailivka e fa 13,000 prigionieri. Gli austro-tedeschi si ritirano dietro la Lypa.

Fronte italiano

  • La controffensiva italiana sugli altipiani viene sospesa.

Parole d'epoca

Becchino

di Cesare, detto Gino, Ricceri militare, 47° reggimento fanteria, brigata Ferrara.

Carissima Madre
Ancora vivo perdura il mio ottimo stato di salute con cui mi auguro di tutti voi. Non ò niente da aggiungerti alle mie antecedenti e nessun risultato ti posso dare riguardo all’avanzata avvenuta il giorno 12 perché eravamo in rincalzo solo debbo dirti che quando ci siamo fermati a sera in un punto del monte dove dietro ne avevamo un’altro più alto e roccioso à incominciato ad imperversare furiosa l’artiglieria nemica dei grossi proiettili contro questa roccia dove grossissimi massi ruzzolavano su di noi. Cara Madre credi che anche questa volta mi posso chiamare fortunato perché un grosso proiettile è andato a sbattere contro questa roccia facendo cadere un grossissimo sasso che a corsa vertiginosa ruzzolava per la vallata e che poteva dare maggiori conseguenze se fosse stato più scuro ma pur troppo due che si trovavano a me vicini sono morti senza proferir parola mentre io ò avuto il tempo appena di allontanarmi di qualche passo rimanendo salvo per miracolo però il posto che io occupavo gli alberi che vi erano sono stati completamente sbarbati.

 Cara Madre non potrai farti nemmeno una lontanissima idea di come erano straziati questi due infelici. Cara Madre ancora sporchi e non si parla ancora di cambio. Pur ti aggiungo a quanto ti ò detto sopra che questi due individui il giorno appresso venne l’ordine del seppellimento e nessuno aveva il coraggio. Credi che mi son trovato a fare anche il becchino perché io ed un altro caporale di Firenze abbiamo scavato un po’ di terra e li gli abbiamo deposti. Altro non ò per il presente da aggiungerti saluta tutti chi ti domanda di me ed in special modo mio Fratello riccardo più le sorelle più ricevi i più cari ed affettuosi saluti da chi tanto desidera tornare presso di voi salvo tuo figlio Gino.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

 

DAL FRONTE

Sulla fronte del Posina continuarono, ieri, accaniti combattimenti nonostante violenti temporali che paralizzarono l' azione delle artiglierie.
Le nostre truppe conseguirono sensibili vantaggi in vari punti, nei pressi del Passo della Borcola, sulle pendici meridionali di Sogli Bianchi e di Corno del Coston; in Valle Dritta, ove occuparono Vanzi; sul pendìo settentrionale di Monte Seluggio. Il nemico, che à ricevuto in questo settore notevoli rinforzi, lanciò violenti contrattacchi, che le nostre truppe ributtarono infliggendogli perdite assai gravi. Nella zona della Tofana fu respinto un nuovo attacco nemico contro il Castelletto. Lungo la rimanente fronte, fino al mare, scontri di piccoli riparti a noi favorevoli. Sulla altura di Peuma una compagnia nemica, che tentava avvicinarsi alle nostre posizioni, fu contrattaccata e dispersa.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori