1 Agosto, 1916

"Siamo invincibili"

C’è un motivo se il Comando britannico sconsiglia lo spostamento di truppe da Karachi a Multan in piena estate e quel motivo si chiama Deserto del Sindh. I soldati sono arrivati in Pakistan, a Karachi, sotto un sole impietoso, poi salgono sul treno e forse è anche peggio. Nel 1916 non c’è l’aria condizionata, i vagoni sono uno scomodo forno in lamiera, catturano ogni particella di calore e cuociono gli uomini per circa novecento chilometri. In duecento arrivano a destinazione con quasi un piede nella fossa, una ventina sono già morti di ipertermia, un colpo di calore.
La notizia viene discussa alla Camera dei Comuni il primo agosto e chi ha ignorato le direttive, il Brigadier-General Roe, dovrà pagare.

La Grande Guerra sta per entrare nel suo terzo anno di vita. Guglielmo II e Francesco Giuseppe sono i primi a inviare un messaggio al proprio popolo; entrambi ringraziano ed esprimono fiducia. Iniziamo dal Kaiser: «Il secondo anno di guerra mondiale si è chiuso e, come il primo, è stato un anno di gloria per la Germania.

[…] Queste gesta di incrollabile fedeltà, di ardimento, di tenace valore, vi assicurano la riconoscenza del vostro Imperatore. […] Sulle zolle della nostra terra, la grazia di Dio compensa la diligenza dell’agricoltore con frutti migliori di quanto osassimo sperare». I giornali tedeschi vanno a ruota: «La Germania è viva ed è intatta. […] Gli storiografi di domani riconosceranno al popolo tedesco di avere, con questa guerra, gettato le basi del suo avvenire». Sì, è vero, peccato si stia costruendo sulla sabbia, si stiano posando le insicure fondamenta di un trentennio infausto e della la seconda guerra mondiale.

Forse più empatico il sovrano asburgico: «Non potrei essere più fiero. I miei amati popoli sopportano, con virile fermezza, ogni sacrificio richiesto; si adattano alle limitazioni necessarie; sopportano il dolore per i caduti, l’ansia per i cari, le difficoltà delle condizioni di vita». Tra le righe sembra di cogliere se non un’insicurezza, almeno una certa stanchezza. Il Morale nell’Impero è probabilmente scosso, l’Austria-Ungheria appare malconcia. Ma non secondo i giornali viennesi:«Il mondo è ormai persuaso che l’Austria-Ungheria e la Germania siano invincibili».
No, la Germania, forse, potrebbe anche dare quell’impressione, ma l’Austria-Ungheria proprio no. Non in questo momento. Soprattutto perché negli stessi quotidiani si iniziano a mettere le mani avanti: «Lo sgombero di Leopoli non è ancora necessario, ma in caso è meglio farlo quindici giorni prima che ventiquattro ore dopo». È l’ammissione delle difficoltà sul fronte orientale.

Davide Sartori

 

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Alla Camera dei Comuni viene annunciata la morte per ipertermia delle truppe anglo-indiane sul treno da Karachi a Multan.

Fronte occidentale

  • Energica pressione franco-britannica, sulla Somme. Sulla riva settentrionale del fiume i francesi catturano postazioni fra Hem Wood e Monacu Farm.
  • Respinto un attacco tedesco a nord di Bazentin.
  • Fallisce il contrattacco tedesco a ovest di High Wood
  • Sul fronte di Verdun si combatte accanitamente con alterna vicenda. Respinti attacchi tedeschi a ovest e sud di Thiaumont.

Fronte orientale

  • L'offensiva russa contro gli austro-tedeschi ha tre obiettivi principali: KovelLeopoli e Stanislau (Ivano-Frankivs'k). 

Fronte italiano

  • Falliscono i tentativi austro-ungarici in Vallagarina, Val d'Astico e sulle falde del Cimone, per riprendere le posizioni conquistate dagli Italiani; gravi perdite.
  • Una formazione di 24 "Caproni" bombarda Fiume con 4 tonnellate di esplosivi.

Parole d'epoca

Feci relazioni con una signorina

di Antonio Santo Quintino Preite, 47° reggimento fanteria, brigata Ferrara, Caporale, poi sergente

In questo paese (Mariano del Friuli NdR) feci relazioni con una signorina sui 18 anni, alta, snella, ed era dotata di una bellezza straordinaria, ed io gli facevo tante promesse, che tutte le sere ero a casa con essa e con i suoi genitori.Tutti i giorni, alla sortita, mi recavo a casa di questa giovane; mi facevo preparare qualcosa da mangiare e da bere, e varie volte mi preparavano senza che io gli dicessi nulla. Mi faceva la pulizia, ed essa, con pure i suoi genitori, mi volevano un bene, come quando che io ero una persona da casa. Un giorno, poi, dopo tante mie supplicazioni, potetti ottenere una sua fotografia; intanto lei voleva la mia, e già l’accontentai, offrendole la mia fotografia accompagnata da un bacio … Insomma, da quel momento in cui baciai quella fanciulla, da allora non ebbi un momento di pace nel mio cuore, tanto è vero che tutte le ore che ero libero, sempre me ne andavo a casa da questa fanciulla, e passavamo le ore contenti. Ecco che i giorni felici volavano come il vento senza accorgerti!

Il 1 agosto 1916 venne l’ordine di ritornare al fronte. In verità questa volta mi dispiacque più delle altre volte pensando alla contentezza che mi circondava in quel paese, e perciò piansi amaramente a distaccarmi da questa fanciulla. Finalmente andai a casa sua, ed ella già aveva saputo che il mio Reggimento era pronto per partire e stava malinconica, che nel vedermi pianse anche lei. Mi feci animo, mi licenziai da lei e dai suoi genitori con l’augurio di vederci al più presto

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

 

 

DAL FRONTE

In Valle Adige continua l' attività delle artiglierie nemiche energicamente controbattute dalle nostre. In Valle Astico la sera del 31 luglio, dopo intenso fuoco delle artiglierie contro le nostre posizioni sul Monte Cimone, l' avversario lanciò un attacco che fu prontamente respinto.
Uguale sorte subì altro tentativo nemico contro le nostre posizioni a sud-ovest di Castelletto, sull' Altipiano dei Sette Comuni. In Valle Travignolo le nostre truppe, già da qualche giorno in possesso della borgata di Paneveggio, vi si sono saldamente afforzate. Nella zona della Tofana la notte sul 31 l' avversario bersagliò con artiglierie di ogni calibro la nostra nuova posizione di Forcella Bois. Quindi la attaccò con ingenti forze. Fu respinto, contrattaccato e volto in fuga dopo aver subito gravissime perdite come attestano i numerosi cadaveri rimasti sul terreno. In Valle Degano granate lanciate dall' artiglieria nemica provocarono nell' abitato qualche incendio, subito domato. Sulla fronte dell' Isonzo nessun avvenimento importante.

Firmato: CADORNA

 

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori